TRAMA
Trama assai ingarbugliata.
Jean Reynaud ha una vita famigliare da schifo, in pratica è
separato in casa e se la spassa con le amanti. La moglie Danielle
(Erika Blanc) sembra subire. L'attenzione di Jean viene catturata
dall'inquilina del piano di sopra, Nicole (Carroll Baker), che
cede alle avances dell'uomo non senza alcune remore dal momento
che la vita della donna è incasinata a causa di un ex particolarmente
violento ed invadente, il sinistro Klaus (Horst Frank). Di chi
si può veramente fidare Jaean quando scopre che qualcuno
lo vuole uccidere? E chi lo vuole morto? La risposta alla fine
del film. E dopo, altri due o tre colpi di scena con avvitamento.



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COSÌ
DOLCE...COSÌ PERVERSA |
Italia/Francia/RFT
- 1969 - 92min - Colore |
di Umberto
Lenzi |
| GENERE |
THRILLER - GIALLO |
| IN BREVE |
Un po' di tensione,
un po' di sesso, una trama inghippata. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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LA FRASE dal film: "La
cosa più eccitante è scoprire che diventa
sempre più difficile eccitarsi"
Interessante thriller erotico che insieme
a film quali, ad esempio, Il dolce corpo di Deborah
(1968) di Guerrieri, a 5
bambole per la luna d'agosto (1970) di Mario Bava e
a Orgasmo (1969) dello stesso Lenzi, fece da apripista
al vero giallo all'italiana argentiano. Ma questo sottogenere
nel sottogenere fa, in effetti, categoria a sé. Anche
se si dice che sia Lo
strano vizio della signora Wardh (1970) di Sergio Martino
il primo vero giallo-erotico all'italiana, già in
questi thriller erotici si possono rintracciare decise componenti
erotiche mai spudoratamente esploitative, attenzione alla
trama gialla e/o poliziesca alcune volte decisamente ingarbugliata
(come in questo caso), fatti di sangue più o meno
marcati, ambiguità dei personaggi (mogli/amanti/affini)
derivata dal modello straniero de I Diabolici (1954)
film francese diretto da Henri-Georges Clouzot. Qui abbiamo
Carroll Baker, attrice che cerca il recupero
in Italia dopo i fasti di Hollywood (Il Gigante,
1956; Il grande sentiero, 1964; La più
grande storia mai raccontata, 1965) e che viene impiegata
da Lenzi (Orgasmo, 1969; Paranoia,
1970; Il
coltello di ghiaccio, 1972) e da altri in queste pellicole
a motivo della sua bellezza canonica e allo stesso tempo
ambigua (ambigua più che altro a forza di interpretare
ruoli tali). Al di là di Trintignant che non ha bisogno
di essere presentato, si segnalano Horst Frank, cattivo
che capita di vedere qua e là nei film degli anni
che furono ma soprattutto ne Il
gatto a nove code (1971) di Argento, ed Erika Blanc
che, per non citare solo film dal 1970 in giù, vi
dirò che ha partecipato a Le fate ignoranti
(2001) di Ferzan Ozpetek. Parlando di Così dolce...
Così perversa, possiamo dire che se da una parte
il film possiede ottimi momenti di tensione benché
non vi sia, in pratica, nessuno spargimento di sangue (fra
questi il "flashback" delle violenze subite dalla
Baker, e la Blanc in casa da sola che trova il rasoio elettrico
acceso) la trama è davvero forzatamente incriccata
fino all'incomprensibilità o se non altro alla perdita
di coerenza. Il finale rimane aperto e quel poliziotto sull'aereo
è cosa risibilmente inverosimile. Comici sono anche
alcuni dialoghi che vorrebbero essere battute palleggiate
acidamente fra i protagonisti (tutti membri di una società
decadente) ma che suonano patetici e spesso insensati. Bella
la musica di Riz Ortolani (il tema musicale del film "Why"
cantata da Vincent Ewell sembra un pezzo scritto per un
filmone di James Bond) e pregevoli ma non esaltanti i nudi
femminili, un po' perché mai frontali se integrali
(cioé non si vede il pelo...per essere chiari) un
po' perché le attrici non sono poi così appetitose.
Me ne farò una ragione. Intanto, se siete appassionati
del genere, non fatevi scappare questo film che non è
così fondamentale ma che saprà dare i giusti
input a chi è in cerca di pellicole vintage italiane
per il recupero stracultistico. Stiano lungi i mainstreamers.
Noto all'estero come So sweet...so
perverse (UK), Si douces, si perverses
(Francia), Die süsse Sunderin (Germania).
L'IMDB dà come titolo USA Kiss Me, Kill Me
ma si tratta di Baba Yaga (1973) di Corrado
Farina, e questo a causa di una versione DVD non autorizzata
realizzata dalla Diamond che indica tale Kiss Me, Kill
Me come un film di Lenzi e ci mette dentro pure il nome
di Trintignant. Grande confusione; per riassumere Kiss
Me, Kill Me è Baba Yaga e NON Così
dolce...così perversa.
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