La Frase dal Film:
"Un incidente stradale è un evento legato
alla fertilità anziché alla distruzione. E'
una liberazione di energia sessuale che trasmette la sessualità
di quelli che sono morti con un'intensità che è
impossibile in ogni altra forma. Vedi, sperimentare certe
cose, viverle, ecco, è questo il mio progetto"
Ispirato dal libro "Crash" scritto
da J.G. Ballard nel 1973, autore che per sua ammissione
è stato influenzato da Burroughs (dal quale Cronenberg
trarrà Il pasto nudo,
1991), questo film è l'ennesimo viaggio del regista
canadese negli inesplorati territori della mente e in quello
che il senso comune considera tabù. Quando Crash
fu presentato a Cannes nel maggio 1996, alcuni spettatori
uscirono dalla sala e questo era solo l'inizio di una piccola
crociata (in testa alla quale c'era Ted Turner) contro questo
film ritenuto repellente. Probabilmente quegli spettatori
così sconvolti dall'opera di Cronenberg non conoscevano
le sue tematiche e il suo stile, dal momento che quello
che propone Crash non è poi così
sostanzialmente diverso da ciò a cui ci ha abituato
il regista: il rapporto fra carne, sesso e tecnologia, la
spinta autodistruttiva della società e la ricerca
della libertà attraverso vie traverse. Forse la cosa
che ha sconvolto di più sono le innumerevoli scene
erotiche ed il fatto che queste siano costruite su una base
di fetiscismo molto particolare ed estremo, cioé
legato alle automobili e agli incidenti stradali. Ma la
macchina è solo un "mezzo" tramite il quale
elicitare la propria sessualità e se allo spettatore
paiono assurdi i comportamenti dei protagonisti e la commistione
fra incidente ed eccitazione, basta che lo stesso spettatore
applichi il proprio particolare gusto (o fetish, dal momento
che ognuno ha il suo) e risulterà più semplice
comprendere quello che a prima vista sembra assurdo ed estremamente
perverso. Crash è come fosse un film pornografico
(nel accezione meno deteriore del termine) in cui l'oggettistica
tipica del porno (vibratori, ... ) viene sostituita dalle
macchine e dal metallo. Notate come Chaterine appoggia il
seno alla lamiera all'inizio del film, o come è dilatata
la scena in cui i pompieri tagliano le lamiere come stessero
togliendo la lingerie ad un soggetto erotizzato ed erotizzante,
o come ancora i tutori metallici penetrano la carne del
protagonista. Ma nonostante i nudi integrali e le scene
di sesso, Crash non può essere definito
(e non è) un film pornografico ma è un viaggio
in alcune parti della mente umana, quelle parti che da sempre
sono nucleo tematico di Cronenberg. I detrattori di questo
film sostengono che ciò che intende descrivere si
esaurisce in poco tempo e il resto diviene sesso ridondante
per una durata (100min) eccessiva, essenzialmente il film
sarebbe composto da una summa di situazioni "al limite"
senza una vera costruzione narrativa (e quindi di conseguenza
arriva la noia). Lo stesso accade per i protagonisti, la
cui dimensione personale è solo abbozzata. In parte
è vero, d'altra parte, prendere o lasciare, questo
è il cinema di Cronenberg, e chi ritiene un po' disarticolato
Crash è meglio che non guardi Il
pasto nudo (1991)! Non credo che la bidimensionalità
dei protagonisti sia casuale in un film che osa sostituire
l'incontro romantico, che di norma avviene ad una festa,
fra amici o altro, con un incidente mortale in cui fin da
subito James ed Helen dimostrano di essere marionette nelle
mani della propria pulsione di vita (sesso) e di morte.
E' un film in cui il desiderio di vita e libertà
cortocircuita nella morte senza altra possibilità.
La regia di Cronenberg è gelida e controllata così
come la fotografia di Suschitzky e le musiche di Howard
Shore. Lo spettatore è spiazzato: a volte distante
miglia dalla sessualità dei protagonisti (come quando
James ha un rapportosessuale con la ferita alla gamba di
Gabrielle) altre volte eccitati dalla stessa eccitazione
espressa in modo superbo dagli attori. Tre grandi figure
femminili (Chaterine, Helen, Gabrielle) ma soprattutto è
notevole l'interpretazione dell'attore canadese Elias Koteas,
nei panni di Vaughan, che a tratti ricorda De Niro. Quello
che convince di meno è proprio l'attore principale,
James Spader. Un film non per tutti Crash,
fosse solo per l'elevato tasso di sesso ma soprattutto per
la forte impronta registica di Cronenberg che fa un cinema
molto distante dal mainstream. Chi apprezza il regista canadese
comunque apprezzerà. Un film che ha un valore aggiunto
se visto sul grande schermo immaginando che la maggior parte
degli spettatori sarebbe tornata a casa in macchina alla
fine della proiezione.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato a Toronto (Canada), costò
circa 10 milioni di dollari.
La versione italiana (non quella su DVD)
ha rimosso la sequenza originale dei titoli che erano metallizzati,
sostituendola con scritte in bianco su sfondo nero.
La versione che si può noleggiare
da Blockbuster ha tagli ovunque tali che mancano quasi tutte
le scene di sesso. Dura circa 10 minuti in meno della versione
cinematografica.
Fu eletto miglior film del 1996 da "Les
Cahiers du Cinéma".
Cronenberg disse che il film fu girato
a mezz'oretta di distanza (in macchina?) da dove abita a
Toronto.
Poiché nel corso delle riprese la
macchina di Vaughan diventava sempre di più malridotta,
la produzione ebbe bisogno di sei Lincolns d'epoca: tre
per le scene di guida, una per l'incidente, una tagliata
in due per permettere alcune riprese ed un'altra convertita
in pick up in modo da montarci la mdp e compiere riprese
con la soggettiva del guidatore o dei passeggeri.
Le scene di sesso fra Ballard e la sua
segretaria furono filmate ma tagliate dal regista, poiché
questi credeva che la "chimica" fra gli attori
fosse troppo buona, contravvenendo alla natura di tutte
le relazioni descritte nel film.