TRAMA

Canada, Artico. L'ambientalista Dr. Kruipen (Val Kilmer) scopre un mammut scongelato dall'aumento della temperatura globale infestato da parassiti. Tre studenti ed Evelyn (Martha MacI-saac), la figlia di Kruipen, si uniscono al gruppo di ricerca nel momento più sbagliato, perché i parassiti hanno iniziato a replicarsi sotto la pelle degli ospiti umani e a divorarne le carni. Isolati e impreparati alla calamità, il gruppo dovrà sopravvivere ed evitare che i parassiti si diffondano nei centri abitati. Ma forse Kruipen la pensa diversamente...

 

 

 


LA CREATURA DEI GHIACCI
titolo or.: The Thaw - USA/Canada - 2009 - 90' - Colore

di Mark A. Lewis

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Derivativo, con qualche effettaccio che solletica il disgusto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Look at that snow down there, it's melting fast. What do you think?" "You don't want to know what I think" "Sure we do" "Honestly, I think that people are incapable of change, and their days are numbered”*

Ecological-horror girato direct-to-cable nei gelidi laboratori de La Cosa (1982) con protagonisti dei piccoli vertebrati che si insinuano sotto pelle come piacerebbe a Cronenberg, o meglio come itrigherebbe Fox Molder, visto che The Thaw è assai simile all'episodio di X-Files Ice (1993), che vedeva un gruppo di ricerca in Artide contaminato da un verme preistorico scongelato. Il sotteso ambientalista e i discorsoni fuori campo sul Pianeta vituperato da noi cinici umani fa un po' eco-trash tipo filmaccio di Steven Seagal quando si mette la penna di corvo in testa e si spaccia da indio-japan-canadese; lui però almeno fa le leve ai polsi e ti ribalta dal ridere. Qui invece si ride poco, perché il disgelo da effetto serra fa saltare fuori un mammut con una parassitosi disgustosa che, ovvio, colpisce velocemente anche gli umani. Qui il plus del film, che gioca in equilibrio fra denuncia ecologista (con tanto di intro apocalittico tipo L'Alba dei Morti Viventi, 2004) e riflessione sul metodo che l'eroe giusto utilizza per aprire gli occhi alla gente, ovvero un metodo tanto brutale quanto il problema che vuole combattere (si veda e si legga anche Watchmen, 2009 per riflessioni sul caso). L'i-dea, per quanto derivativa, è anche interessante ma il risultato è assai modesto, benché l'atmosfera da b-movie fanta-horror risulti allettante per l'appassionato che ricorda tante vecchie pellicole consimili. Velo quasi pietoso sui protagonisti, in testa il bolsissimo Val Kilmer che, mostrato nella prima parte, viene fatto sparire per quasi tutto il film, per farlo poi comparire alla fine giusto in tempo per salvare la vita alla figlia che, inciso, è protagonista di una scena di sottile quanto pregevole erotismo (un nudo integrale forzato ma non mostrato, non dico di più). Personaggio negativo del film, un italiano (ma l'attore italiano non è) che ha la fobia degli insetti e ovviamente perde la testa quando si accorge di essere finito in un film sui parassiti. Tolta la tara, al netto ci sono i mostricini sgambettanti e le uova che depongono sotto pelle e quindi l'imponderabile schifo che ne deriva. Però, aimé, a parte qualche pustola suppurata e un'amputazione sbrigativa, poco si sfrutta il potenziale orripilante delle creaturine ipodermiche; insomma, si poteva orripilare di più visto che si stava smanettando con la computer grafica. Invece, probabilmente nel tentativo di adattarsi ad un budget limitato, si è giocata la carta del paesaggio artico (ma, attenzione, a nessuno esce il vaporetto dalla bocca!) e della desolazione umana che paga pegno per i propri eco-errori... o che deve pagare. Come fossimo negli anni '80, buona parte del budget va agli artificieri che organizzano una mega-esplosione finale catartica di quelle che le assi di legno vengono scara-ventate dappertutto, anche se nulla era costruito con assi di legno. E poi il finale che lascia una porta aperta... Potabile, dunque, e lievemente effervescente per coloro che proprio non sopportano i cine-parassiti.

* "Guardate la neve laggiù, si sta sciogliendo velocemente. Cosa pensi?" "Non volete sapere cosa penso" "Certo che vogliamo" "Onestamente penso che la gente sia incapace di cambiare e i loro giorni sono contati"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Durante le sue lezioni come professore al Center for Arts and Technology, il regista Lewis utilizzò alcune parti della scenggiatura di questo film per far esercitare gli studenti.

Durante la lavorazione, il titolo del film era "Bed Bugs" (cimici dei letti).

Per far esplodere la stazione di ricerca, gli effettisti usarono una tanica da 4000 litri di propano e polvere da sparo.

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