TRAMA

Paul, giovane uomo d'affari manicheo (ama dicotomizzare il mondo indue fattori), è in vacanza con la sua ragazza Barbara e con un'altra coppia proprietaria di una barca. Sorpresi da una tempesta e da un naufragio nel quale si ferisce gravemente la loro amica, Paul e Barbara sono costretti ad approdare nel piccolo paese che si affaccia sulla vicina costa, paese che molti anni prima diede i natali a Paul stesso. Giunti lì incontreranno un prete ed alcuni pescatori molto strani. Paul non avrà alternative se non quella di chiedere il loro aiuto. Mal gliene coglierà. A tutti.

 

 


DAGON - la mutazione del male
(titolo or.: Dagon - SPAGNA - 2001 - 95min - Colore)

di Stuart Gordon

GENERE
HORROR - SPLATTER
IN BREVE
Interessante ma non esaltante trasposizione di un racconto di Lovecraft
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Liberamente tratto da un breve racconto scritto da H.P. Lovecraft* nel 1917, racconto anch'esso chiamato Dagon ed ispirato al mito di una tribù africana. In questo caso, abbastanza raro, il film è meglio del racconto ma solo perché il testo scritto è composto di sole tre o quattro facciate, e narra più di un'esperienza psicologica che di un fatto reale. Gordon, invece, imbastisce un buon racconto che inizia un po' sottotono con Paul (Godden), che per me assomiglia assai a Jeffrey Combs (il protagonista di Re-Animator...si vede che Gordon [già regista di Re-Animator] ha il fetish per quel genere di uomini!), che rifiuta avances della fidanzata la quale si incazza perché lui pensa al lavoro....insomma leggete MI VUOI COGLIONARE per maggiori delucidazioni. Dunque, aparte l'inizio poco convincente, pian piano il film riesce a costruirsi uno spessore, paradossalmente accade questo quando non c'è nessun'altro che il povero Paul che vaga per il paesello sul mare. In verità la cosa più riuscita del film è proprio il paese e la sua atmosfera che è estensione dello stato emotivo dei protagonisti, sia buoni che cattivi, ed in questo si può quasi dire che Dagon abbia uno spirito gotico. Il film, per il resto si destreggia abbastanza bene attraverso parecchi cliches di cui è pieno. Non voglio rivelare nulla ma possiamo citare: la figura del prete (da che parte sta il prete nei film horror?...appunto!), la figlia del capo, il vecchio stanco che si redime (però dopo 80 anni di alcolismo grave...) ma troppo tardi, ma in questo ritroverà il senso delle cose, la vendetta sul carnefice.....Insomma, tante cose già viste e straviste però mescolate bene insieme in modo da apparirci in maniera non nuova, ma piacevole. Ed in effetti il film riesce in questo e si fa guardare con piacere. Gli effetti in CG sono buoni (non buonissimi), e non invadono la storia, alcune scene di sangue, poi, sono abbastanza forti da poter parlare di Dagon come di un film splatter. C'è poco altro da dire su questo film a parte un finale alla Indiana Jones e il tempio maledetto (finale che riesce comunque ad essere originale), la figlia del capovillaggio che ha la stessa espressione ( e sono certissimo che se ne è accorto anche il regista che l'ha scelta per questo) di Barbara Steele, scream-queen dei tempi che furono; ed il fatto che il film è dedicato a Francisco Rabal, il vecchio ubriacone nel film, morto poco dopo la fine delle riprese.

* - Trovate Dagon (o meglio: The Shadow Over Innsmouth) fra i titoli raccolti ne L'orrendo Richiamo - tutti i mostri del ciclo di Cthulhu, a cura di Fruttero & Lucentini, Einaudi, 1994

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il budget del film è stato di 4.8 milioni di $ e, fra una cosa e l'altra, il film è rimasto a vari livelli di produzione per 15 anni!

Il protagonista del film veste una maglietta sulla quale è scritto "Miskatonic University" che altro non è se non il set di Re-Animator e di altre storie di Lovecraft

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Essenzialmente lo squallore si concentra tutto all'inizio del film. Troviamo Paul e Barbara sdraiati a letto nella cabina di una barca. Lui ha appena avuto un incubo e lei, giustamente direi, lo vuole rilassare con un bel pompino. Proposito lodevole, direte voi. No, Paul è troppo agitato perché è...tutto così strano. Barbara si incazza perché lui non gradisce, lui non voleva dire quello, ma poi gli viene in mente che deve guardare il portatile perché la borsa oscilla e i titoli possono salire o scendere. Lei si incazza il doppio e gli dice, salendo sul ponte, che non sa cogliere l'attimo e godersi la vita. Lei gli getta in mare il portatile con dentro i dati della ditta, dati di cui Paul non ha fatto il back-up! "Ma sei matta!!!" sbotta Paul. Poi sale il vento, il mare s'increspa e Paul si dimentica di tutto.