TRAMA
Un appartamento nel mezzo
della notte. John Murdock (Sewell) si sveglia in una vasca da
bagno, disorientato, spaventato e insicuro riguardo la propria
identità. Il telefono suona. Una voce lo avverte che qualcuno
sta venendo a prenderlo. Lui fugge dall'appartamento in cui trova,
fra l'altro, il corpo mutilato di una ragazza. Mentre l'ispettore
Bumstead (Hurt) gli dà la caccia per gli omicidi di parecchie
prostitute, e mentre degli oscuri personaggi lo inseguono per
motivi non precisi, Murdock si lancia in un viaggio che lo porterà
a scoprire la sua stessa identità. Nel percorso, ci sono
esseri non umani, alieni da affrontare che abitano il mondo sotterraneo
e che sembrano controllare ogni aspetto della città e della
vita dei cittadini.



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DARK
CITY |
(titolo
or.: Dark City - USA/AUSTRALIA
- 1998 - 101min - Colore) |
di Alex
Proyas |
| GENERE |
SCI-FI - THRILLER
- MYSTERY |
| IN BREVE |
Uno spettacolo
per gli occhi, una perla passata ingiustamente sotto
silenzio |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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Un film di uno stile, di una capacità visionaria,
di un'atmosfera rara. Un esperienza difficile da dimenticare.
Un gioiello che si prefigura come uno dei pezzi di
fantascienza migliori del decennio '90 e di sicuro
come uno dei migliori Sci-Fi di sempre. Una miscela
hard boiled e noir, filmata da un Proyas (Il Corvo,
1994) in grandissima forma e messa in piedi dai designers
Patrick Tatopoulos e George Liddle che si sono ispirati
sicuramente a Metropolis (1927), a Blade
Runner (1982) e al Batman (1989) di
Tim Burton, creando una città come mai avete
avuto occasione di vedere. La storia si svolge in
un tempo indeterminato, anche se l'architettura, le
automobili e l'abbigliamento suggeriscono si tratti
dell'inizio del XX secolo. La città è
immersa in una notte perpetua, gli edifici spuntano
dal profondo della terra e si innalzano alle stelle,
la memoria delle persone è annullata, trapiantata.
Le vite si confondono, così come i ricordi.
La sequenza in cui due proletari sono trasformati
in nobili (e con essi la loro dimora) è indimenticabile
e stupefacente. Un film che forse, a livello di plot,
dovrebbe pagar pegno allo scrittore Philip K. Dick
e a The Truman Show di Weir. Proyas riesce
comunque a creare qualcosa di davvero originale partendo
da suggestioni già note e benché gli
effetti speciali in CG siano davanti agli occhi di
tutti, il regista ha avuto la capacità di rafforzare
la storia tramite gli SFX e non di sostituirli ad
essa.Indiscutibile il fascino esercitato dalle ambientazioni
del film, ambienti oscuri, oppressivi e sporchi, a
metà fra il passato ed il futuro. Avrebbero
meritato tutti una visione più particolareggiata
ma Proyas ha optato (un po' troppo spesso) per alcuni
movimenti di macchina veloci e per alcune scene d'azione
che in effetti stonano con l'atmosfera generale della
pellicola. C'è chi ha definito questo prodotto
come "un grande progetto produttivo in cerca
di un film". In parte è vero. In un certo
qual modo la psicologia dei personaggi non viene approfondita
a dovere (uno su tutti il detective interpretato da
Hurt), altre volte la coerenza temporale si confonde
(volutamente?) e alcune volte il film corre troppo,
trascurandosi. Un'idea del genere avrebbe meritato
un progetto cinematografico di più ampio respiro
tipo Matrix (di certo influenzato da Dark
City, basti pensare che ha utilizzato parte dei
set). Comunque c'è di che essere soddisfatti.
Gli attori hanno fatto un lavoro notevole; memorabile
lo scienziato interpretato da Sutherland, un omino
un po' mad doctor un po' scarafaggio kafchiano. La
Connelly, sempre bella in qualsiasi film in cui ha
partecipato (da C'era una volta in America
a A Beautiful Mind), qui è davvero
deliziosa. Va ricordato che il cattivo Mr. Hand altri
non è che il Riff Raff di The Rocky Horror
Picture Show (nonché colui che l'ha scritto
e musicato). Qualsiasi persona che ami i film di Tim
Burton, le pellicole noir, quelle hard boiled, le
ambientazioni weird e gli intrecci arzigogolati, sarà
sicuramente rapita da questa perla passata ingiustamente
sotto silenzio. Da vedere e da acquistare.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
All'inizio del film il numero della stanza di Murdock
è il 614. Nella Bibbia, Giovanni 6:14 fa riferimento
alla venuta del Salvatore.
Molti fans del film preferiscono guardare l'inizio
del film senza sonoro fino alla prima comparsa del
dottore interpretato da Sutherland. Questo perché,
in effetti, la narrazione iniziale svela molti dei
retroscena del film. Questa cosa non ha senso. Se
sei un fans del film allora vuol dire che l'hai già
visto e quindi sai già tutto. Che senso ha
non sentire il preambolo la seconda volta che lo vedi.
Non so. Comunque per chi non avesse mai visto il film
questa è una buona idea.
I sets di questo film, i tetti, le case e gli esterni
sono stati riutilizzati quando fu girato Matrix (1999).
Il nome del doc interpretato da Sutherland, ovvero
Daniel Schreber, è lo stesso nome dell'autore
del libro "Memorie della mia malattia nervosa"
scritto mentre era ricoverato causa schizofrenia.
Il libro è divenuto un classico di psichiatria
e molte teorie sia di Jung che di Freud sono state
influenzate da esso. Anche alcuni concetti alla base
del film sono da ricondurre a questo libro.
Alcuni anacronismi sono voluti in modo che lo spettatore
rimanga spiazzato e confuso come il protagonista.
Il film ha una delle Medie di Lunghezza di Ripresa (Average
Shot Lenghts [ASL]) più corte nella storia: 1.8 secondi.
Cioé vuol dire che c'è un taglio ogni 2 secondi
circa.
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