TRAMA

Mark (Iain Glen), che da piccolo aveva abbandonato la Spagna dopo il divorzio dei genitori, torna ora da adulto e con la propria famiglia nella terra natia. Lì giunto inizia a soffrire di terribili mal di testa e viene assistito da suo padre Albert (Giannini) che è medico in un ospedale. Il problema non si limiterà al mal di testa, e a pagarne il fio sarà tutta la famiglia: la moglie Maria (Lena Olin), il figlioletto Paul (Stephan Enquist) e la figlia Regina (Anna Paquin). Ma che passato nasconde la casa nella quale sono andati ad abitare? Il buon Carlos (Fele Martinez) aiuterà Regina a fare luce ma il buio del passato è più terribile di quello che si possa pensare.


DARKNESS

(titolo or.: Darkness - SPAGNA/USA - 2002 - 102min - Colore)

di Jaume Balagueró

GENERE
THRILLER - HORROR
IN BREVE
Un ottimo Balaguerò memore del suo lavoro precedente
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Balaguerò passa da Nameless (1999) a questo Darkness trascinandosi molte delle tematiche e dello stile del film precedente, solamente che questa volta si avvale dell'aiuto di Brian Yuzna; in tal modo riesce ad accaparrarsi un discreto cast ed una location più ricca. In effetti a chi ha già visto Nameless questo film suonerà un po' ripetitivo soprattutto nell'idea della setta, del sacrificio per generare il caos ed il male assoluto. La forza del film comunque non risiede nella tematica ma nello stile tecnico del regista, stile che io trovo molto affascinante. Se in Nameless il regista aveva inserito degli inserti filmati inquietanti, accelerati e cromaticamente desaturati, in Darkness marca la mano con i giochi di mdp, con inserti a tempo modificato (bambini nei corridoi stile Shining), chiaroscuri, suoni forti che sottolineano il passaggio da una scena ad un'altra. A molti sembrano eccessivi questi virtuosismi (o vezzi) con la mdp, ad altri non fanno alcun effetto e trovano che questi inserti, questi scatti, questi suoni non siano per nulla inquietanti; io la trovo una tecnica ed uno stile molto interessante che rendono riconoscibile il regista dal prodotto cosa che accade per molti cineasti (vogliamo pensare ad Argento e ai suoi manierismi?) e che non per questo inficia il risultato delle loro opere. Si chiama stile. Buoni gli effetti speciali della Fantastic Factory, sfx che non invadono la storia ma che anzi la accompagnano nel buio (notevole comunque il Mentitore attaccato al soffitto verso la fine del film). Buono il cast, soprattutto Giannini, posato e calmo quanto terribile...le sue occhiaie parlano da sole (sembra una battuta ma non vuole esserla assolutamente), brava la Paquin nelle convulse scene finali. Ottimo il montaggio che fa il paio con lo stile di Balaguerò ed alcune idee quali il disorientamento che prova lo spettatore nei dialoghi nei quali si intromettono i Mentitori. Buona anche l'idea di evitare l'happy end. Concludendo, se Nameless è riuscito a colpirvi e ad inquietarvi ci riuscirà sicuramente questo Darkness che va gustato più per lo stile che per la storia in sé, se non avete mai visto il precedente film di Balaguerò gettate un occhio su questo Darkness; potrebbe sollazzarvi in una delle vostre Blockbuster night. Comunque è decisamente meglio del successivo lavoro del regista (Fragile, 2005). A qualcuno potrebbe non sembrare ma siamo un gradino sopra ai molti slasheroni americani e non, che sbancano il botteghino.