Balaguerò passa da
Nameless
(1999) a questo
Darkness trascinandosi molte delle
tematiche e dello stile del film precedente, solamente che
questa volta si avvale dell'aiuto di Brian Yuzna; in tal
modo riesce ad accaparrarsi un discreto cast ed una location
più ricca. In effetti a chi ha già visto
Nameless
questo film suonerà un po' ripetitivo soprattutto
nell'idea della setta, del sacrificio per generare il caos
ed il male assoluto. La forza del film comunque non risiede
nella tematica ma nello stile tecnico del regista, stile
che io trovo molto affascinante. Se in
Nameless
il regista aveva inserito degli inserti filmati inquietanti,
accelerati e cromaticamente desaturati, in
Darkness
marca la mano con i giochi di mdp, con inserti a tempo modificato
(bambini nei corridoi stile
Shining), chiaroscuri, suoni forti che sottolineano il passaggio da
una scena ad un'altra. A molti sembrano eccessivi questi
virtuosismi (o vezzi) con la mdp, ad altri non fanno alcun
effetto e trovano che questi inserti, questi scatti, questi
suoni non siano per nulla inquietanti; io la trovo una tecnica
ed uno stile molto interessante che rendono riconoscibile
il regista dal prodotto cosa che accade per molti cineasti
(vogliamo pensare ad Argento e ai suoi manierismi?) e che
non per questo inficia il risultato delle loro opere. Si
chiama stile. Buoni gli effetti speciali della Fantastic
Factory, sfx che non invadono la storia ma che anzi la accompagnano
nel buio (notevole comunque il Mentitore attaccato al soffitto
verso la fine del film). Buono il cast, soprattutto Giannini,
posato e calmo quanto terribile...le sue occhiaie parlano
da sole (sembra una battuta ma non vuole esserla assolutamente),
brava la Paquin nelle convulse scene finali. Ottimo il montaggio
che fa il paio con lo stile di Balaguerò ed alcune
idee quali il disorientamento che prova lo spettatore nei
dialoghi nei quali si intromettono i Mentitori. Buona anche
l'idea di evitare l'happy end. Concludendo, se
Nameless
è riuscito a colpirvi e ad inquietarvi ci riuscirà
sicuramente questo
Darkness che va gustato più
per lo stile che per la storia in sé, se non avete
mai visto il precedente film di Balaguerò gettate
un occhio su questo
Darkness; potrebbe sollazzarvi
in una delle vostre Blockbuster night. Comunque è
decisamente meglio del successivo lavoro del regista (
Fragile,
2005). A qualcuno potrebbe non sembrare ma siamo un gradino
sopra ai molti slasheroni americani e non, che sbancano
il botteghino.