La Frase dal Film:
"No matter how much you shake or dance / the last
drop ends up on your pants"*
Prendete un gruppo di giovani: uno di questi
(in genere un maschio) deve essere cretino, spavaldo e in
genere si rilassa fumando ganja. Ciò che ama di più,
però, è fare sesso e per questo, nello stesso
gruppo è utile che ci sia una ragazza leggera di
testa e pronta a concedersi. Sarà utile anche una
seconda ragazza saggia e contenuta che possa riequilibrare
la situazione e salvare la pelle. Il resto del gruppo può
variare ma se si vuole rimanere legati alla tradizione non
guasterebbe un secondo ragazzo un po' sfigato che ne sa
un sacco sul cinema. Che chi ami il cinema sia tendenzialmente
alienato e sfigato non so, io credevo che fossero quelli
appassionati di elettronica; ma si sa che fra questi ultimi
e i cinefili si combatte da secoli una guerra senza quartiere:
la gente non lo sa ma ci si becca di notte fra bande e ci
si mena di brutto: noi Cinefili lanciamo pesantissimi Mereghetti
e gli appassionati ci pizzicano con pinze amperometriche.
In tutti i casi quello che avete letto poco sopra prima
che iniziassi a rivelarvi cose che voi umani non potete
neppure immaginare, è il tipico insieme di protagonisti
di un horror slasher. Stupidi ragazzi che fanno cose stupide
finendo per entrare in collisione con un pazzo omicida demente
buono solo a scannare la gente. Gli anni '80 hanno prodotto
questo genere di film a bizzeffe e gli anni '90 hanno rinnovato
il genere rendendolo auto-consapevole (Scream,
1996). Dark Ride fa parte di questa folta schiera
di film e, più nello specifico, si ispira a Il
Tunnel dell'orrore (1981) di Tobe Hooper oltre che
ricordare, per la maschera del killer (e solo per quella),
Valentine (2000) di Jamie Blanks.
Il regista Craig Singer gira un film che si rifà
chiaramente al cliché ma apportando qualche miglioria
di tipo estetico. La cosa più riuscita in Dark
Ride è di certo l'atmosfera; girare in un tunnel
dell'orrore saturo di quadretti macabri e manichini spaventosi
compensa (in parte) le manchevolezze dei dialoghi e il poco
spessore dei personaggi. Ma a chi importa dello spessore
dei personaggi in uno slasher, dal momento che i personaggi
sono presenti giusto per essere uccisi? Un uso dinamico
della mdp che non permane troppo sulla medesima inquadratura
crea nello spettatore il dubbio che molti dei manichini
che albergano al Dark Ride siano in verità
precedenti vittime del killer; i giochi di luci ed ombre
giocano a favore della tensione. Abbastanza prevedibile
il twist finale che rivela l'identità del killer
e lo lega ad uno dei protagonisti; soluzione finale che
non incide sul giudizio finale della pellicola. Poca paura
e molto sangue (una ragazza viene decapitata mentre pratica
un blowjob) fanno di questo film di certo non il migliore
slasher che abbiate mai visto ma una buona occasione d'intrattenimento
horror, tenendo anche conto che si tratta di una produzione
indipendente. Dark Ride non promette nulla di eclatante
e quindi soddisfa facilmente le aspettative e si può
dire peste e corna degli slasher mainstream ma non che siano
in qualche modo "rilassanti" e che non rappresentino
una buona parte delle pellicole horror che l'appassionato
vede prima di definirsi tale. Ben venga che la Lions Gate
si metta a distribuire questi prodotti dal gusto retrò.
In tutti i casi Dark Ride rimane una pellicola
valida solo per i fans del genere; se la visione può
avere un senso, l'acquisto pare un azzardo.
*- Trad: "Non importa
quanto ti scuoti o dai scrolloni / l'ultima goccia finisce
nei tuoi pantaloni". Frase scritta in un bagno
pubblico. Nella traduzione ho cercato di mantenere la rima,
quindi risulta un po' libera.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato fra il 25
ottobre 2004 e il 19 novembre dello stesso anno a Los Angeles
(California).