TRAMA

Cathy (Jamie-Lynn DiScala) e i suoi amici, in giro per un viaggio, decidono di risparmiare soldi dormendo in un tunnel dell'orrore da luna park chiamato Dark Ride. Secondo la leggenda il parco fu chiuso dopo che due ragazzine vennero brutalmente assassinate. Ciò che i ragazzi non sanno è che il folle che aveva ucciso le bambine è scappato dal manicomio e ora si nasconde al Dark Ride.


DARK RIDE
(titolo or.: Dark Ride - USA - 2006 - 91min - Colore)

di Craig Singer

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Buone atmosfere per uno slasher che paga pegno a Tobe Hooper
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "No matter how much you shake or dance / the last drop ends up on your pants"*

Prendete un gruppo di giovani: uno di questi (in genere un maschio) deve essere cretino, spavaldo e in genere si rilassa fumando ganja. Ciò che ama di più, però, è fare sesso e per questo, nello stesso gruppo è utile che ci sia una ragazza leggera di testa e pronta a concedersi. Sarà utile anche una seconda ragazza saggia e contenuta che possa riequilibrare la situazione e salvare la pelle. Il resto del gruppo può variare ma se si vuole rimanere legati alla tradizione non guasterebbe un secondo ragazzo un po' sfigato che ne sa un sacco sul cinema. Che chi ami il cinema sia tendenzialmente alienato e sfigato non so, io credevo che fossero quelli appassionati di elettronica; ma si sa che fra questi ultimi e i cinefili si combatte da secoli una guerra senza quartiere: la gente non lo sa ma ci si becca di notte fra bande e ci si mena di brutto: noi Cinefili lanciamo pesantissimi Mereghetti e gli appassionati ci pizzicano con pinze amperometriche. In tutti i casi quello che avete letto poco sopra prima che iniziassi a rivelarvi cose che voi umani non potete neppure immaginare, è il tipico insieme di protagonisti di un horror slasher. Stupidi ragazzi che fanno cose stupide finendo per entrare in collisione con un pazzo omicida demente buono solo a scannare la gente. Gli anni '80 hanno prodotto questo genere di film a bizzeffe e gli anni '90 hanno rinnovato il genere rendendolo auto-consapevole (Scream, 1996). Dark Ride fa parte di questa folta schiera di film e, più nello specifico, si ispira a Il Tunnel dell'orrore (1981) di Tobe Hooper oltre che ricordare, per la maschera del killer (e solo per quella), Valentine (2000) di Jamie Blanks. Il regista Craig Singer gira un film che si rifà chiaramente al cliché ma apportando qualche miglioria di tipo estetico. La cosa più riuscita in Dark Ride è di certo l'atmosfera; girare in un tunnel dell'orrore saturo di quadretti macabri e manichini spaventosi compensa (in parte) le manchevolezze dei dialoghi e il poco spessore dei personaggi. Ma a chi importa dello spessore dei personaggi in uno slasher, dal momento che i personaggi sono presenti giusto per essere uccisi? Un uso dinamico della mdp che non permane troppo sulla medesima inquadratura crea nello spettatore il dubbio che molti dei manichini che albergano al Dark Ride siano in verità precedenti vittime del killer; i giochi di luci ed ombre giocano a favore della tensione. Abbastanza prevedibile il twist finale che rivela l'identità del killer e lo lega ad uno dei protagonisti; soluzione finale che non incide sul giudizio finale della pellicola. Poca paura e molto sangue (una ragazza viene decapitata mentre pratica un blowjob) fanno di questo film di certo non il migliore slasher che abbiate mai visto ma una buona occasione d'intrattenimento horror, tenendo anche conto che si tratta di una produzione indipendente. Dark Ride non promette nulla di eclatante e quindi soddisfa facilmente le aspettative e si può dire peste e corna degli slasher mainstream ma non che siano in qualche modo "rilassanti" e che non rappresentino una buona parte delle pellicole horror che l'appassionato vede prima di definirsi tale. Ben venga che la Lions Gate si metta a distribuire questi prodotti dal gusto retrò. In tutti i casi Dark Ride rimane una pellicola valida solo per i fans del genere; se la visione può avere un senso, l'acquisto pare un azzardo.

*- Trad: "Non importa quanto ti scuoti o dai scrolloni / l'ultima goccia finisce nei tuoi pantaloni". Frase scritta in un bagno pubblico. Nella traduzione ho cercato di mantenere la rima, quindi risulta un po' libera.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato fra il 25 ottobre 2004 e il 19 novembre dello stesso anno a Los Angeles (California).

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