Il film in breve

Un film per cui la dimensione drammatica è superiore a quella orrorifica, anzi il dramma delle protagoniste è proprio l'orrore

 

 

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DARK WATER

Titolo Originale: Honogurai mizu no soko karaRegista: Hideo NakataPaese: GiapponeAnno: 2002Durata: 101'Cromia: ColoreGenere: Horror - Mystery

Yoshimi Matsubara (Hitomi Kuroki) ha appena divorziato e sta lottando per l'affido della figlia Ikuko (Rio Kano). Contemporaneamente è in cerca di un lavoro e di un tetto. La donna trova casa ma ben presto si accorge che il soffitto presenta delle estese infiltrazioni d'acqua. Yoshimi inizia a sospettare che tutta quell'acqua abbia a che fare con la strana presenza nel condominio di una bambina, Mizuko, che indossa un impermeabile giallo; una bambina scomparsa due anni prima.

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La frase dal film: "Mia madre è rimasta qui tutto questo tempo per proteggermi"

 

Hideo Nakata è il regista che nel 1998 scosse il pubblico con Ringu e rilanciò alla grande il jhorror in tutto il mondo. Questa new wave nipponica si andò ad innestare con una preesistente sensibilità horror occidentale generata (o sfruttata) da The Sixth Sense - Il sesto senso (1999) di Night Shyamalan, ed ecco che ci siamo trovati invasi da film che vanno al recupero del mito del fantasma. Dark Water è la seconda collaborazione di Nakata con lo scrittore Kôji Suzuki (che scrisse Ringu) ed il film in questione è l'adattamento cinematografico di una short-story di Suzuki intitolata Floating Water. In questo film (il cui titolo originale potrebbe essere tradotto come "Dalle profondità dell'acqua oscura") il regista enfatizza un tema centrale nelle opere di Suzuki: la perdita di un figlio. Lo stesso tema trattato superficialmente in Ringu viene qui esteso a dramma e vale la pena segnalare che Suzuki, prima di diventare lo Stephen King giapponese, scriveva manuali pedagogici per genitori e quindi è ben cosciente di quanto possa essere profondo il dolore di un genitore per una tale eventuale perdita, vissuta come l'orrore massimo. Quindi si potrebbe dire che mentre Ringu era un horror soprannaturale con tocchi di dramma umano, Dark Water è un film incentrato sul dramma umano con elementi soprannaturali. Comunque essendo il soggettista dei due film lo stesso e così è per il regista, è impossibile non notare delle similarità che hanno portato alcuni a definire derivativa questa pellicola: c'è una madre single, una ragazza abbandonata e un elemento soprannaturale. L'accentuato elemento drammatico e la notevolissima performance dell'attrice Kuroki danno maggior spessore al film con il rischio, in tutti i casi, che un pubblico più giovane possa non empatizzare con le ansie genitoriali e con la fragilità della protagonista che lotta per la figlia, per il lavoro, per la casa e con se stessa. Dark Water è un film maturo che racconta di un dramma inserendolo in ambienti lividi e cluastrofobici: il condominio in cui si svolge l'azione sembra essere quasi inabitato e i suoi corridoi e le sue stranezze (il portiere , le vecchiette) ricordano in qualche modo l'Overlook di Shining (1980). Il film centellina i momenti di paura e non mira all'accumulo, anche se tutta la pellicola è pervasa da un profondo stato di disagio: psicologico, economico, sociale, famigliare, fino a quello meramente soprannaturale. Nel finale il film esplode in momenti più tipicamente horror concludendosi in una maniera non proprio logica ma direi più emotiva. Dark Water può essere quindi vissuto come un horror ordinario che ha alla base un giallo e la presenza di un fantasma (oltre a mancare di sangue e di violenza), oppure può toccare corde più profonde grazie alla sua dimensione drammatica generata da una catena composta di tre donne che hanno vissuto l'abbandono ed il "lutto" psicologico legato ad esso. Un po' lento e impalpabile come può essere il cinema di laggiù, consiglio la visione di questo film ma mi riservo di consigliare l'acquisto solo agli appassionati di jhorror; probabilmente il pubblico più vicino al gusto occidentale avrà trovato maggiore affinità con il remake USA girato da Walter Salles nel 2005 (il titolo è lo stesso).

 

Concludo ricordando di non confondere questo film con Dark Waters girato da Mariano Baino nel 1994 che condivide con il film di Nakata solo il titolo...con una "s" in più.

Il film e oltre...

TRIVIA

Nulla da segnalare... per ora

TRASH

Nulla da segnalare... per ora

SPOILER

La bambina fantasma (Mizuko) era morta cadendo nella cisterna posta sul tetto. La donna, per proteggere la figlia, sceglierà la morte ed una vita ultraterrena a fianco di Mizuko.

Mobbing... e altri mali Un aiuto per coloro che hanno subito violenza psicologica al lavoro

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