La Frase dal Film:
"Siamo figlie della Bestia, nate dall'unione di un essere umano con la madre dell'eterno dolore"
Da non confondersi con il giapponese Dark Water del 2002 (e con il remake di questo del 2005), Dark Waters di Baino è un horror poco visto, forse perché scarso sul piano narrativo quanto ricco su quello visivo-visionario o forse perché semplicemente mal distribuito. Il regista, dopo questo tentativo di penetrare il mercato horror, non ha più girato altri film a parte il corto Never Ever After, 2004 e si è limitato a scrivere la scenggiatura dell'italospagnolo Thy Kingdom Come, 2008. Dark Waters pare un'affascinate tentativo di rileggere i miti legati al Maligno e alla sua venuta sulla Terra così come un tardo recupero del nunsploitation, quel sottogenere con le nasty-suore. Il problema del film, che probabilmente ha contribuito fondamentalmente ad affossarne la popolarità, è la sua mancanza di dialoghi, i suoi lunghi silenzi più o meno ispirati e la scelta di far prevalere la narrazione visiva rispetto a quella verbale. L'impatto è dunque quello che si potrebbe avere guardando un film d'essai. Ma Dark Waters non è esattamente quel film d'arte asettico quale le prime immagini potrebbero far pensare infatti pazientando, la pellicola spalanca un mondo, o meglio si chiude in un mondo sotterraneo e onirico fatto di torture, sessualità deviata, fantasmi e visioni naturalmente tutte legate a doppio filo col Maligno che però non è il solito Satanasso che ci si potrebbe aspettare, ma piuttosto una creatura d'aspetto lovecraftiano. Ricco di immagini pseudo-gotiche, di panorami desolati, di ambientazioni sporche e contaminate dal Male, Dead Waters si dimentica di raccontarsi allo spettatore volendolo piuttosto stupire con visioni simili a quelle che si potossono godere alla fine di ...E tu vivrai nel terrore, L'Aldilà (1981) quando però Fulci non scordava di creare un racconto vero e proprio nella prima parte del suo film. L'atmosferico Dead Waters invece si affida completamente alle suggestioni che travalicano il senso logico fino a porsi, in più di una circostanza, in una dimensione, per così dire, utraterrena così come potrebbe dirsi per Inferno (1980) di Dario Argento. Quindi occorre soprattutto capire che tipo di spettatore si è, ovvero se si privilegia il racconto come narrazione e dialoghi, o la suggestione visiva ed umorale; in base a questa premessa il film di Baino può essere visto come una sconclusionata ridda di immagini legate ad una flebile trama, specchio della crisi dell'horror d'inizio anni '90 (soprattutto di quello italico), oppure un'interessante exploit artististico assai diverso dai prodotti mainstream dello stesso genere. Se visto in questa seconda ottica, Dark Waters, lungi dall'essere un capolavoro cinematografico, può tuttavia rivelarsi un'interessante alternativa.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato in Crimea, Kiev, Odessa (Ucraina), Mosca (Russia) e Roma.
Nel 2006 la NoShame, casa distributiva ora fallita, ha distribuito una versione del film che rappresenta il director's cut: la versione è più corta di 7 minuti. Le scene tagliate sono state inserite come extra.