TRAMA

Durante le prove di un musical, la prima ballerina Alicia si sloga una caviglia. Dopo aver ottenuto le necessarie cure in un manicomio (!), tornerà nel teatro di prova ma, senza saperlo, si è porterà dietro in macchina un pericoloso assassino che, nascosto dietro la maschera di una civetta, seminerà la morte fra i ballerini.

 

 


DELIRIA
(ITALIA - 1987 - 90min - Colore)

di Michele Soavi

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Uno slasher troppo stereotipato
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Ho letto svariate recensioni di questo film, quasi tutte entusiatiche, alcune incredibilmente entusiastiche; non mi hanno convinto. Tarantino (Quentin, dico...) adora questo primo film di Soavi che dopo una lunga collaborazione con Argento passa alla regia. Non pago, Tarantino considera Soavi il migliore regista italiano in attività...mah!? Questo film, che inizialmente doveva chiamarsi Aquarius e che poi il produttore-distributore cambiò in Deliria, è comunque un prodotto che ha portato fortuna a Soavi che tramite Deliria ha vinto il primo premio al Festival di Avoriaz del 1988. Non credo che si possa parlare di film orribile, ma non credo neppure che possa ottenere molto più della sufficienza un film che va avanti solamente a stereotipi, che, visto la messa in scena un po' poveristica, non compensa osando maggiormente nel gore, e che, infine, presenta troppi spunti per il mio "mi stai coglionando?". La regia non è mal fatta, certo, e alcune scene sono visivamente suggestive: una su tutte il palco "addobato" di cadaveri con il killer seduto fra loro con la testa da civetta. Intrigante. Però poi si passa alla fiera degli stereotipi del genere horror/slasher: c'è il gay che fa battute acide, la coppietta mediocre che si ama ora di più perchè lei è incinta, la ballerina sola e brava, quella arrivista e spregiudicata, il regista burbero ma giusto (Chorus Line, eh....) con tanto di foularino al collo, la coppia di poliziotti fuori dalla porta che non sente un cazzo e sta in macchina a parlare di cibo, il vecchio di colore semplice e bonaccione. Va bene che l'Italia arriva sempre in ritardo rispetto alle produzioni internazionali ma qui non solo il genere slasher viene raziato concettualmente ma tutti i protagonisti sono scritti senza alcuna fantasia, pescando qua e là dall'horror alla commedia americana. La musica del film è un rock anni '80 molto invadente che riesce ad uccidere il pathos di certe scene. E dire che scene di tensione ci sono: Alice che si nasconde dietro le tende della doccia mentre nella doccia a lato viene uccisa l'amica è valida. Brandon e Radice sono di sicuro gli attori che hanno fatto la figura migliore. Deliria è un piccolo horror artigianale e questo comporta dei limiti che io, come spettatore appassionato, posso anche sopportare; però da un Soavi che ha collaborato del tempo con Argento mi aspettavo qualche idea in più e non il solito slasher trito e ritrito.

Attenti. Ci sono due versioni di questo film. Quella rimontata da Massaccesi, che è la versione italiana, poi quella rimontata da Soavi (il director's cut) che è la versione inglese. Soavi rilasciò questa intervista a Nocturno: "Massaccesi si raccomandava sempre di fare le doppie versioni, per avere maggiore mercato; la versione più curata è, comunque, quella inglese, anche come mixaggio e tutto; quella italiana la trovo invece un po' moscia...".

Il film è noto in America come Stage Fright o Stagefright, in Francia come Bloody Bird e in Giappone come Aquarius.

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Iniziamo con la cosa più banale: ovviamente per uscire da un capannone di 10000 metri quadrati l'unico modo è quello di trovare la chiave di una porticina. Un escamotage davvero striminzito per un massacro...

Si dà da intendere che il killer uccida gli attori perchè anche lui era un attore. Una sorta di vendetta alla Fantasma dell'Opera (arg!, che similitudine ardita). Ma allora perché prima della fuga dal manicomio, il killer ha fatto a pezzi 16 donne? Allora non gliene frega nulla del teatro, è un semplice serial killer e il teatro è un nostalgico pretesto?!

Il buon vecchio custode di colore spara in testa ad "uno". Quindi non si capacita del fatto di averlo preso in mezzo agli occhi. E' così contento di questo suo gesto che esclama: "Quando lo dirò ai miei amici non ci crederanno...." Alché ho pensato a me che vado dai miei amici e dico: "Ué, ragazzi mi è successa una cosa troppo bella. Oggi ho sparato in testa a un tipo e indovinate dove l'ho centrato? INMEZZOAGLIOCCHI!!!"

Il cattivo piglia fuoco. Vabbé che è un terribile serial killer, ma perché le sue urla sembrano più che altro un GROARRR di un felino con la raucedine?

La protagonista si sloga una caviglia. Io non sono certo che in tali condizioni, anche se non avessi alternative, andrei a farmi vedere in un ospedale psichiatrico trattino manicomio criminale. Ma in fondo, come dice la sua amica: "Anche uno psichiatra ha studiato medicina, o no?!" Non fa una grinza.