TRAMA

Saint Simon (John Phillip Law) è un pittore misantropo ritenuto la reincarnazione di Van Gogh. Dopo la morte dell'amata l'artista perde l'ispirazione. L'incontro con Sibille (B. Christensen), identica alla moglie, riporta linfa creativa. Saint Simon però perde la testa e, assecondato dal malvagio maggiordomo (Gordon Mitchell), si procura il colore rosso spillandolo dalle vene di vittime femminili.


DELIRIO DI SANGUE
Italia - 1988 - 88' - Colore

di Sergio Bergonzelli

GENERE
HORROR
IN BREVE
Mitchell-movie. Solo per la presenza dell'ex bodybuilder il film può essere salvato dal delirio.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "E' tornata. E' tornata perché riprenda a lavorare, ma dovrà starmi vicino come prima"

Di sangue così così, però per essere un delirio lo è. L'idea alla base di Delirio di Sangue sarebbe quella fare un omaggio a Van Gogh due anni prima del centenario della morte, rivisitando con un film la follia dello scrittore. Bell'omaggio! Soprattutto perché il pittore del film, Charles Saint Simon, è un cane con i pennelli. Il vernissage mostrato nel film in cui Saint Simon riceve elogi sperticati per le sua orripilante arte è uno dei vertici trash verso i quali riesce a proiettarsi Delirio di Sangue. Ma non il solo. Bergonzelli (quello di Apocalipsis sexual, 1982 e Daniela mini-slip, 1979) doveva avere le idee confuse su Van Gogh ma soprattutto dimostrò con questo film di avere diversi limiti a interpretare (o reinterpretare) il gotico, dato che evidentemente Delirio di Sangue è un tentativo di recupero di quello stile. Solo che lo fa tramite il "delirio" una forma espressiva che mal si addice al gotico che tende ad usare un linguaggio formale e ortodosso. In più il delirio di Bergonzelli non è uno psichedelico divertissement o una stranezza di classe, bensì un delirio... tagliando corto: un vero casino di film! John P. Law è totalmente fuori parte e cerca di rappresentare il suo pittore con sguardi allucinati, occhi vitrei e altre amenità da teatrino. Ma tutto il film è un teatrino dell'assurdo con dialoghi pateticamente gravi, refoli di vento che stanno per spiriti aleggianti, nudi femminili gratuiti e tanta approssimazione. Per fortuna che questo Delirio di Sangue a guardarlo neanche troppo attentamente, non è un film su Van Gogh, né un gotico, né un pezzo di sconvolto cinema bis, bensì un Mitchell-movie! Sì, un film dove compare il mitico Mitchell de La Croce dalle Sette Pietre (1987) e di altri 139 film (alcuni di spessore) nei quali per lo più ha preso parte come nerboruto figuro. Perché, forse non tutti sanno, che Gordon Mitchell nasce come bodybuilder, uno dei primi che ha vissuto di cinema grazie alla sua prestanza fisica. Alla fine della sua carriera Mitchell accettò ruoli "al limite". In Delirio di Sangue lo si ingaggia per il ruolo di maggiordomo stupratore necrofilo e quant'altro. E' figlio del Diavolo ma è innocuo, si dice nel film. E qui, come altrove, ci regala una serie di espressioni disperate e stralunate che danno alla pellicola quella simpatica dimensione trash che fa sopportare tutto il resto, tutta la storia di un pittore scadentissimo che ha bisogno di sangue per dipingere quadri scadentissimi che lui crede capolavori; il tutto strepitosamente accompagnato da un tema musicale proposto allo sfinimento che pare il motivo delle pelliccerie Annabella che andava qualche anno fa come spot nelle tv locali (anche quello proposto in heavy rotation!). Il film è di una noia improponibile se non improponibile in sé come film, ma vedere la faccia da cane bastonato di Mitchell (vedere ultima foto a sinistra) che ribalta i cadaveri per le gioie del suo padrone, dà a Delirio di Sangue tutto un senso diverso, il senso della sopportabilità. Vedibile in quanto Mitchell-movie altrimenti sconsigliato.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato a Pereto (Aquila).

Il funerale di Gordon Mitchell (al secolo Charles Allen Pendleton), morto il 20 settembre 2003 a Marina del Rey (California), si tenne di fronte al quartier generale della World Gym International (di cui Mitchell era proprietario) e ad esso parteciparono moltissimi bodybuilder o ex tali, fra i quali Arnold Schwarzenegger e Lou Ferrigno.

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.

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