La Frase dal Film:
"Io vi odio tutti, giovani e vecchi. Odio i giovani che hanno tutta una vita davanti e non ci pensano e odio i vecchi che l'hanno già vissuta e ci si aggrappano con le unghie"
Un delitto poco comune è stato scritto da Gianfranco Clerici che per Deodato ha sviluppato i soggetti dei suoi film più famosi: Cannibal Holocaust (1979) e La casa sperduta nel parco (1980). Fra le pellicole dirette da Ruggero Deodato quindi, Un delitto poco comune, non è decisamente una delle più note e lo si può ritenere uno dei prodotti appartenenti alla crisi che stava attraversando il regista in quegli anni, una crisi produttiva (e di successo) che investì tutto il cinema italiano negli anni '80, che finì per essere fagocitato dalla tv. Infatti Un delitto poco comune è un thriller horror prodotto in collaborazione con Reteitalia (e quindi prevedeva una distribuzione televisiva). Il film inizia con toni da giallo argentiano ma la particolarità, in questo caso, è che l'identità dell'assassino viene rivelata subito e quindi il tono della pellicola si può spostare su un modello thriller, perdendo in parte di mordente e assentandosi in una dimensione verbosa e drammatica che dà la possibilità all'attore Michael York di mostrare le sue doti attoriali (niente di eclatante, in verità). Lo affiancano un Edwige Fenech ormai arrivata alla fine della sua folgorante carriera nel cinema di genere, e Donald "sempre presente" Pleasence che passa con non chalance da film culto come Halloween (1978) a prodottini come questo o trashate come Paganini Horror (1989). All'occhio dell'appassionato non sfugge, inoltre, la presenza di Giovanni Lombardo Radice (Paura nella città dei morti viventi, 1980; Cannibal Ferox, 1981; La Chiesa, 1989) nei panni di Padre Giuliano. Nessun momento di vera paura per un film diretto in maniera canonica che si giova di alcune locations interessanti (Vienna e Venezia). Il tema della progeria è inusuale, così come è inusuale che venga usato come movente per degli omicidi: la cosa può sembrare a tratti ridicola, mentre in altri momenti pare essere il tocco di originalità che salva il film dalla banalità più sconcertante. Molto buono il trucco operato sul volto di York da Fabrizio Sforza per renderlo più vecchio; piacevole lo score di Pino Donaggio che sfrutta il fatto che il protagonista sia un pianista classico per creare dei temi musicali delicati. In generale Un delitto poco comune non può competere in scene di sangue con i ben altri lavori di Deodato ma nella versione uncut (che non è certo quella circolata sulle tv), si tenta qualche affondo nell'universo splatter (decapitazione, fiotti di sangue). Per il resto si tratta di seguire tutto il tempo il dramma umano di Dominici che non si arrende ad una malattia inguaribile e l'unica soluzione che trova è quella di chiedere i soldi a Reteitalia per farci su un film bruttino. Scherzo! In definitiva non si tratta di un film essenziale per appassionato del genere, a meno che non voglia rivangare nel torbido delle produzioni italiche di fine anni '80.
Noto anche come La casa di via Rubens e Off Balance, e all'estero: Off Balance - Der Tod wartet in Venedig (Germania), Le Tueur de la pleine lune (Francia), Bestia asesina (Spagna), Phantom of Death (USA e UK).