TRAMA

Francesco Dellamorte (Rupert Everett) è il custode e becchino del cinitero di Boffalora; nel suo lavoro è aiutato dall'assistente ritardato Gnaghi (François Hadji-Lazaro). In quel cimitero i morti tornano a rivivere dopo pochi giorni e uno dei compiti di Dellamorte è quello di tenerli a bada. Un giorno una vedova (Anna Falchi) porta l'amore e ulteriore movimento nella vita di Francesco.

 


DELLAMORTE DELLAMORE
(Italia/Francia - 1993 - 105min - Colore)

di Michele Soavi

GENERE
HORROR - COMEDY
IN BREVE
Nemo profeta in patria ma all'estero è già da un pezzo un piccolo film di culto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Più ridono di me, più li sento distanti. Non si è mai troppo diversi."

Si dice che Martin Scorsese abbia definito Dellamorte Dellamore (all'estero Cemetery Man) il miglior film del 1993; forse un po' troppo entusiasmo, dal momento che nello stesso anno era uscito Schindler's List, ma effettivamente questo film diretto da Soavi non solo era una delle pellicole horror più interessanti uscite in quell'anno ma soprattutto rimane un esempio di film d'orrore italiano di qualità. Materia rara. Dellamorte Dellamore, basato vagamente sul personaggio dei fumetti Dylan Dog, è un film in equilibrio (non perfetto ma discreto) fra orrore, commedia e romanticismo, il tutto ammantato da una filosofia di vita malinconica e cinica. Anche chi non ha familiarità con 'l'indagatore dell'incubo' inventato da Tiziano Sclavi, può comunque godere di questa pellicola. Il film, fondamentalmente uno zombie-horror, è suddiviso in tre episodi presentati senza soluzione di continuità, episodi in cui i due protagonisti maschili rimangono invariati, mentre la Falchi viene presentata in nuovi ruoli. Il film ha un grosso senso visivo/estetico che supera, come spesso accade con il cinema italiano, il senso logico di ciò che viene rappresentato; però l'impatto generale del film è di qualità e non si ha quello sgradevole retrogusto di produzione televisiva come spessissimo accade con il nostro cinema. Ovviamente in Italia la pellicola non è stata capita, mentre all'estero è già da un pezzo un film culto. I motivi? Ecco cos'ha detto lo stesso regista ai giornalisti di Nocturno: "Era un film anomalo: non solo era un film di genere, poteva riuscire un fiasco micidiale per la sua stupidità; nel senso che, comunque, aveva come background un umorismo da fumetto... Puoi pure pensare di trasportarlo uguale nel cinema, quel tipo di umorismo, ma non è così: se lo rifai uguale fai una cazzata; e quindi il racconto doveva essere tutto giocato sul filo di un rasoio, senza scadere nella commedia, nella consapevolezza di far ridere - ma nello stesso tempo doveva far ridere, perché se non avesse fatto ridere sarebbe stato un fiasco - né nel film di paura, perché non voleva essere un film di paura o di effetti speciali: la gente o vuole ridere o vuole aver paura, in mezzo non c'è niente, se ci vai esplori una terra di nessuno..."* Il problema fu che nella fusione fra commedia e orrore l'elemento comico prevalse agli occhi dello spettatore italiano, togliendo mordente agli elementi orrorifici. Naturalmente non è così, in quanto non si tratta di una guerra fra generi interni ad una stessa pellicola, cioé non occorre decidere se un film è comico o 'di paura' e la cosa nasce proprio dall'idea errata che il cinema horror deve fare paura. Il film è una commedia nera, un mix forse troppo 'sottile' per coloro che pensano che l'arte funzioni a scompartimenti stagni. Il film, fra tocchi artistici e trovate magari grossolane, cova sotto la superficie uno nucleo artistico di spessore, perché echeggia in esso Tiziano Sclavi che è un artista di spessore. Questo non significa che il film sia un capolavoro; con la progressione della pellicola gli elementi comici si ripetono, la trama si sfilaccia (fino ad assumere delle gustose atmosfere weird) ma soprattutto il film non finisce, semplicemente s'interrompe in una ricerca forzata di mistero e stranezza. Rupert Everett è perfetto nel ruolo (se non altro per la somiglianza con Dylan Dog), diverso dai soliti personaggi della commedia brillante in cui è solito lavorare. Ancor meglio di lui il musicista-attore François Hadji-Lazaro che riesce a comunicare moltissimo anche solo annuendo o pronunciando l'unica parola che in effetti proferisce nel film (Gna!). La Falchi è molto bella e si mostra generosa; in più, se si ha l'occhio veloce, ci scappa anche un nudo frontale di Everett (foto a sx). Presenza trashistica di Masciarelli nel ruolo del sindaco. Tecnicamente il film è ben realizzato e Soavi dimostra in moltissime riprese una grande cura e un vero e proprio amore per il cinema horror. In conclusione, Dellamorte Dellamore mescola Romero, wacky comedy, grottesco e stili tipici dell'horror italico (pensate ad Argento) per creare una pellicola che dà l'opportunità di divertisi e alcune volte riflettere, ma soprattutta va apprezzata per l'inventiva e l'audacia; fra i molti horror italiani moderni (e con moderni escludo gli anni '70!) Dellamorte Dellamore è davvero uno dei prodotti migliori.

Nel 2009 verrà realizzato il primo film dichiaratamente ispirato a Dylan Dog: girato da David R. Ellis, il titolo dovrebbe essere Dead of Night, nei panni dell'Indagatore dell'Incubo ci sarà Brandon Routh, per intenderci il nuovo Superman di Superman Retourns (2006).

* in GIUSTI M. (2004), Dizionario dei film Italiani Stracult. Frassinelli, p. 224.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 7.000.000.000 di lire. Il film è stato girato a Guardea, Arsoli, Alviano, Scanno.

Nel credits finali si ringrazia in maniera speciale BLOB (la trasmissione tv).

I Tangerine Dream (quelli che hanno musicato L'inferno di Dante di Liguoro, 1911) avrebbero dovuto comporre lo score di questo film.

Una compagnia di distribuzione americana si era proposta di finanziare il film se Matt Dillon avesse avuto il ruolo di Francesco Dellamore.

Quando Francesco e Lei (Falchi) si baciano nella cripta con il panno sopra le teste, la cosa riprende un dipinto di Magritte: Gli Amanti II.

Il film è ispirato al romanzo omonimo di Tiziano Sclavi, scritto prima ma pubblicato dopo la creazione di Dylan Dog.*

Dylan Dog fu creato ad immagine di Rupert Everett, anche se la prima versione del personaggio dei fumetti era ispirata ad Antonio Gades (ballerino).*

Nell'albo speciale numero 3 (Orrore Nero) la storia di Dylan Dog s'incrocia con quella di Dellamorte.*

* segnalazioni di Simone.

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