TRAMA

Un uomo mascherato distribuisce inviti per l'apertura di un nuovo cinema. Cheryl (Hovey) ci va con un'amica ed in men che non si dica viene abbordata da due giovani aitanti. Nel frattempo la proiezione inizia e sullo schermo passano le immagini di un film d'horror che narra di demoni. Nella sala una ragazza di malaffare inizia a sentirsi male e questo dopo essersi punta con una maschera esposta all'entrata dal cinema. La ragazza si trasforma in un demone e paradossalmente ciò che accade nel film proiettato inizia ad accadere anche nella sala. Panico, caosa, contagio. I demoni hanno unghioni che se graffiano le vostre carni vi renderanno demoni a vostra volta. I quattro giovani cercheranno, come tutti, di salvarsi la vita ma a pochi riuscirà questa impresa disperata.

 

 


DEMONI
(ITALIA - 1985 - 104min - Colore)

di Lamberto Bava

GENERE
HORROR
IN BREVE
Grande successo internazionale. Tra grandi SFX, azione, intrattenimento, e pochezza recitativa e di sceneggiatura.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Anche nelle mutande mi è andata a finire sta puttana di roba" "Tanto a te tutto lì va a finire"

Collaborazione fra il giovane (un tempo) e promettente (un tempo) Lamberto Bava, figlio del noto Mario, e Dario Argento che di Demoni fu produttore e co-sceneggiatore. Grande successo internazionale, lancio di Lamberto nello stardom dell'horror, consacrazione di Sergio Stivaletti come effettista e rilancio dell'horror di casa nostra agli occhi dei fans dell'eurosplatter. Pieno di buchi nell plot (chi ha organizzato la prima al cinema? chi è veramente il misterioso personaggio con la maschera? perché alcuni si trasformano più velocemente di altri in demoni?) e piagato da una recitazione non all'altezza e da dialoghi spesso dementi, il film riesce comunque a reggersi degnamente sulle sue gambe e a dare ciò che promette: sangue, thrilling e violenza. Come è stato giustamente segnalato da molti, l'inizio della pellicola con il suo gioco di "film dentro il film" è un elemento vincente ed originale, sicuramente più notevole del seguito in cui i sopravvissuti vagano braccati dai demoni all'interno del cinema come in una variazione di La notte dei morti viventi (1968). Innegabile poi che l'idea di una "maschera maledetta" riporti alla memoria La maschera del Demonio (1960) di Mario Bava e che il figlio abbia voluto omaggiare con questo spunto una grande pellicola che lui conosceva ovviamente a menadito. Nessuno ha mai pensato che Lamberto Bava fosse bravo come il padre (cosa che in effetti non è) ma in Demoni il regista riesce ad inserire elementi visivi non indifferenti come, ad esempio, la corsa dei mostri con gli occhi luminosi oppure l'uso di luci rosse, bluastre o viola (il che fa pensare ad un "suggerimento" di Argento) o la scena in cui Urbano Barberini punisce i demoni mentre cavalca una moto con la sua bella dietro o ancora l'inverosimile entrata in campo di un elicottero che, come il più assurdo dei deus ex machina, apre la via di fuga. Quest'ultimo elemento è uno di quegli elementi, anzi il più paradigmatico di quanto la logicità della narrazione sia subordinata allo stile e alla visionarietà del tutto. Nel caos dell'azione, catalizzato dalla musica di Simonetti dei Goblin (e altra roba anni '80 abbastanza discutibile), si va ad inserire il pregevolissimo lavoro di Sergio Stivaletti agli SFX. Ce n'è un po' per tutti: decapitazioni, graffi, tagli, squarci enormi, vomiti verdi, unghie che deformano le mani e poi i mitici denti dei demoni. A livello di splatter non abbiamo mai avuto nulla da invidiare da nessuno. Ora le note dolenti. La recitazione (o il doppiaggio) è il più delle volte agghiacciante o sembra buttata la come ad una recita dell'oratorio. Peggio ancora i dialoghi che rasentano il più volte la deficienza o, bene che vada, un'ovvietà sconcertante. Il top del trash lo si raggiunge nelle scene interpretate dal gruppo di punk: indimenticabili! Fra gli attori da citare elencherei Nicoletta Elmi (Profondo Rosso, 1975; Chi l'ha vista morire?, 1972; Reazione a catena, 1971) nei panni di un'ambigua maschera, Natasha Hovey qui protagonista ma più nota al pubblico per i suoi ruoli leggeri nei film di Verdone (Acqua e sapone, 1983; Compagni di scuola, 1988), Urbano Barberini (Opera, 1987) l'eroe di turno, e Bobby Rhodes qui pappone che ricomparirà in Demoni 2 (1986) nei panni di un bodybuilder. Particine anche per Fiore Argento (Phenomena, 1985; Il Cartaio, 2004), figlia di Dario, e per Michele Soavi, nei panni del "demone capo" (o quel che è) pochi anni prima che girasse il suo primo lungometraggio Deliria (1987). Scritto questo, concludo dicendo che è naturale che un film come Demoni abbia riscosso grande successo dal momento in cui, tolti i primi pregevoli 20 minuti in cui si viene a strutturare la storia, il resto è lasciato al "mayhem", allo scannamento, all'azione e al sangue; con tutti i pro e contro che ciò comporta. Intrattenimento liberatorio che ogni horror fan dovrebbe vedere soprattutto perché è farina del nostro sacco.

Noto all'estero come Demons (titolo internazionale). Il film è seguìto da Demoni 2 - l'incubo ritorna (1986). C'è anche un Demoni 3 (1991) di Umberto Lenzi che nulla ha che fare con i demoni ma che tratta di zombi. All'estero si è sfruttato il successo di questo film applicando a film successivi il titolo "Demoni": La chiesa (1989) di Soavi e La casa dell'orco (1988) di Lamberto Bava sono diventati entrambi Demons 3, La setta (1991) di Soavi è diventata Demons 4, e La Maschera del demonio (1989) di Lamberto Bava nonché Dellamorte Dellamore (1993) di Soavi sono divenuti Demons 5 o Demons '95 nel secondo caso.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Lamberto Bava è il primo uomo che esce dalla metropolitana.

Fra le locandine appese nel cinema c'è quella di 4 mosche di velluto grigio (1971).

Nel film proiettato si parla di una certa tomba di Nostradamus ma nel film I fiumi di porpora 2 - Gli angeli dell'apocalisse (2004) veniamo a sapere che Nostradamus dispose di essere inumato in verticale in modo che nessuno potesse calpestare il suo corpo.

Il film fu filmato in Germania fra il giugno ed il luglio 1985.

La scena più tagliata del film (all'estero) è quella in cui con una lametta viene "raschiata" la cocaina dal seno nudo della punk Nina.

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Un cieco va al cinema con una donna ma lei si annoia e fa sesso con un altro uomo mentre siede ancora al finaco del cieco. Ma come?! I nonvedenti non hanno mica gli altri sensi più sviluppati? Lui non sente nulla di ciò che accade a pochi centimetri.

Alla prima del cinema non è andato praticamente nessuno. Ci sono un sacco di posti liberi.

Nel film non si parla bensì si urla, per dire qualsiasi cosa "Andiamo su!" "Hai ragione!" "Fermiamo il film!".

Cade un elicottero. Cosa ovvia. Dentro c'è anche un arpione con uno stantufo per lanciarlo a distanza. Tutto l'occorrente.

Tutto il pezzo della scena in macchina dei punks è fenomenale. Vi bastino due nomi: Ripper e Babypig.

Grandi grandi dialoghi:

"Sei ferita, stai sanguinando" "No, non aver paura, non è mio il sangue" "Ne sei sicura?" "Sì...tu sanguini!" "Non è niente. Solo un graffietto". Buonanotte.

"Ci siamo: è la fine!" "Però è stato bello finché è durato" "No, il bello arriva adesso, diamoci dentro ragazzi!!!" Sìììììììì!!!!!!!!!!!!!

exxagon fecit MMVI