La Frase dal Film:
"Anche nelle mutande mi è andata a finire
sta puttana di roba" "Tanto
a te tutto lì va a finire"
Collaborazione fra il giovane (un tempo)
e promettente (un tempo) Lamberto Bava, figlio del noto
Mario, e Dario Argento che di Demoni fu produttore
e co-sceneggiatore. Grande successo internazionale, lancio
di Lamberto nello stardom dell'horror, consacrazione di
Sergio Stivaletti come effettista e rilancio dell'horror
di casa nostra agli occhi dei fans dell'eurosplatter. Pieno
di buchi nell plot (chi ha organizzato la prima al cinema?
chi è veramente il misterioso personaggio con la
maschera? perché alcuni si trasformano più
velocemente di altri in demoni?) e piagato da una recitazione
non all'altezza e da dialoghi spesso dementi, il film riesce
comunque a reggersi degnamente sulle sue gambe e a dare
ciò che promette: sangue, thrilling e violenza. Come
è stato giustamente segnalato da molti, l'inizio
della pellicola con il suo gioco di "film dentro il
film" è un elemento vincente ed originale, sicuramente
più notevole del seguito in cui i sopravvissuti vagano
braccati dai demoni all'interno del cinema come in una variazione
di La notte
dei morti viventi (1968). Innegabile poi che l'idea
di una "maschera maledetta" riporti alla memoria
La maschera del Demonio
(1960) di Mario Bava e che il figlio abbia voluto omaggiare
con questo spunto una grande pellicola che lui conosceva
ovviamente a menadito. Nessuno ha mai pensato che Lamberto
Bava fosse bravo come il padre (cosa che in effetti non
è) ma in Demoni il regista riesce ad inserire
elementi visivi non indifferenti come, ad esempio, la corsa
dei mostri con gli occhi luminosi oppure l'uso di luci rosse,
bluastre o viola (il che fa pensare ad un "suggerimento"
di Argento) o la scena in cui Urbano Barberini punisce i
demoni mentre cavalca una moto con la sua bella dietro o
ancora l'inverosimile entrata in campo di un elicottero
che, come il più assurdo dei deus ex machina, apre
la via di fuga. Quest'ultimo elemento è uno di quegli
elementi, anzi il più paradigmatico di quanto la
logicità della narrazione sia subordinata allo stile
e alla visionarietà del tutto. Nel caos dell'azione,
catalizzato dalla musica di Simonetti dei Goblin (e altra
roba anni '80 abbastanza discutibile), si va ad inserire
il pregevolissimo lavoro di Sergio Stivaletti agli SFX.
Ce n'è un po' per tutti: decapitazioni, graffi, tagli,
squarci enormi, vomiti verdi, unghie che deformano le mani
e poi i mitici denti dei demoni. A livello di splatter non
abbiamo mai avuto nulla da invidiare da nessuno. Ora le
note dolenti. La recitazione (o il doppiaggio) è
il più delle volte agghiacciante o sembra buttata
la come ad una recita dell'oratorio. Peggio ancora i dialoghi
che rasentano il più volte la deficienza o, bene
che vada, un'ovvietà sconcertante. Il top del trash
lo si raggiunge nelle scene interpretate dal gruppo di punk:
indimenticabili! Fra gli attori da citare elencherei Nicoletta
Elmi (Profondo Rosso,
1975; Chi l'ha vista morire?,
1972; Reazione a catena,
1971) nei panni di un'ambigua maschera, Natasha Hovey qui
protagonista ma più nota al pubblico per i suoi ruoli
leggeri nei film di Verdone (Acqua e sapone, 1983;
Compagni di scuola, 1988), Urbano Barberini (Opera,
1987) l'eroe di turno, e Bobby Rhodes qui pappone che ricomparirà
in Demoni 2 (1986) nei panni di
un bodybuilder. Particine anche per Fiore Argento (Phenomena,
1985; Il Cartaio, 2004), figlia
di Dario, e per Michele Soavi, nei panni del "demone
capo" (o quel che è) pochi anni prima che girasse
il suo primo lungometraggio Deliria
(1987). Scritto questo, concludo dicendo che è naturale
che un film come Demoni abbia riscosso grande successo
dal momento in cui, tolti i primi pregevoli 20 minuti in
cui si viene a strutturare la storia, il resto è
lasciato al "mayhem", allo scannamento, all'azione
e al sangue; con tutti i pro e contro che ciò comporta.
Intrattenimento liberatorio che ogni horror fan dovrebbe
vedere soprattutto perché è farina del nostro
sacco.
Noto all'estero come Demons (titolo
internazionale). Il film è seguìto da Demoni
2 - l'incubo ritorna (1986). C'è anche un Demoni
3 (1991) di Umberto Lenzi che nulla ha che fare con
i demoni ma che tratta di zombi. All'estero si è
sfruttato il successo di questo film applicando a film successivi
il titolo "Demoni": La chiesa
(1989) di Soavi e La casa dell'orco (1988) di Lamberto
Bava sono diventati entrambi Demons 3, La
setta (1991) di Soavi è diventata Demons
4, e La Maschera del demonio (1989) di Lamberto
Bava nonché Dellamorte Dellamore (1993)
di Soavi sono divenuti Demons 5 o Demons '95
nel secondo caso.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Lamberto Bava è il primo uomo che
esce dalla metropolitana.
Fra le locandine appese nel cinema c'è
quella di 4
mosche di velluto grigio (1971).
Nel film proiettato si parla di una certa
tomba di Nostradamus ma nel film I fiumi di porpora
2 - Gli angeli dell'apocalisse (2004) veniamo a sapere
che Nostradamus dispose di essere inumato in verticale in
modo che nessuno potesse calpestare il suo corpo.
Il film fu filmato in Germania fra il giugno
ed il luglio 1985.
La scena più tagliata del film (all'estero)
è quella in cui con una lametta viene "raschiata"
la cocaina dal seno nudo della punk Nina.
MI VUOI COGLIONARE?!
ovvero...Se la casa è stregata,
perché vai in cantina?!
Un cieco va al cinema con una donna ma
lei si annoia e fa sesso con un altro uomo mentre siede
ancora al finaco del cieco. Ma come?! I nonvedenti non hanno
mica gli altri sensi più sviluppati? Lui non sente
nulla di ciò che accade a pochi centimetri.
Alla prima del cinema non è andato
praticamente nessuno. Ci sono un sacco di posti liberi.
Nel film non si parla bensì si urla,
per dire qualsiasi cosa "Andiamo su!"
"Hai ragione!" "Fermiamo il
film!".
Cade un elicottero. Cosa ovvia. Dentro
c'è anche un arpione con uno stantufo per lanciarlo
a distanza. Tutto l'occorrente.
Tutto il pezzo della scena in macchina
dei punks è fenomenale. Vi bastino due nomi: Ripper
e Babypig.
Grandi grandi dialoghi:
"Sei ferita, stai sanguinando"
"No, non aver paura, non è mio il sangue"
"Ne sei sicura?" "Sì...tu
sanguini!" "Non è niente. Solo
un graffietto". Buonanotte.
"Ci siamo: è la fine!"
"Però è stato bello finché
è durato" "No, il bello arriva
adesso, diamoci dentro ragazzi!!!" Sìììììììì!!!!!!!!!!!!!