La Frase dal Film:
"Oh andiamo, non dire sciocchezze! I demoni non esistono. Vedi, a molta gente piace la lambada, ad altri piace sgozzare delle galline dalle ali nere. E' tutto"
Disastro già in fase produttiva, con lo stesso Lenzi che chiede venia: "E' un film con pochissimo denaro e pochi mezzi. L'idea della fazenda e degli schiavi neri uccisi era buona, coinvolgeva la maledizione della macumba. La scena della danza rituale è una vera e propria macumba. Io non credo a queste cose ma durante le riprese successero cose che restano difficili da spiegare [...] C'era un'atmosfera strana sul set, gli attori erano sempre spaventati. Il film però non è venuto molto bene".* Il fatto è che la pellicola si fregia di un titolo che non le spetta affatto. I mostri di Bava (Demoni, 1985; Demoni 2, 1986) era tutt'altra cosa rispetto a questo zombi-horror inserito in una cornice brasileira con riti di macumba; ma poi, gli zombi non sono mica tipici del vudou di Haiti? In ogni caso il lavoro di Lenzi è a dir poco sommario e i protagonisti della pellicola non sono per nulla convincenti e la loro successiva carriera cinematografica sta lì a dimostrarlo. Il film, che non è mai uscito in sala ma è approdato direttamente agli scaffali delle videoteche, tenta forse la strada fulciana di Zombi 2 (1979), soprattutto tramite la location esotica, ma Fulci aveva saputo ovviare ai diversi limiti del suo film con una buona dose di truce splatter che in questo film di Lenzi si sperava fosse superiore, a parte un ripetuto effetto di deorbitazione che è l'unica cosa che mi è rimasta in mente. Immancabile l'incendio finale e, siccome nella circostanza qualcosa deve esplodere sempre, sta volta tocca direttamente ad uno zombie, o demone, o quel che è. Gli schiavi neri reincarnati con l'occhio vitreo che usano uncini per seccare le loro vittime mi hanno fatto un po' pensare a Candyman (1992), ma è solo una mia suggestione; si vede che con la fantasia cercavo di rifugiarmi in una storia più interessante. Demoni 3 è, in definitiva, l'insipido tentativo di capitalizzare su un titolo di successo senza premurarsi di avere in mente buone idee e validi attori; ben poco meritevole di una seconda visione.
Noto all'estero come: Black Demons (Internazionale).
* Da Giusti M. (2004), Dizionario dei film italiani. Frassinelli, p. 226.