La Frase dal Film:
"Non lo sanno che i morti devono essere lasciati in pace?"
Uno degli ultimissimi figli di maestro Fulci che, come sanno gli appassionati, concluse la sua carriera con pellicole non propriamente eccelse. Demonia è uno di questi: un tentativo di ricatturare il cinema fulciano di un tempo, anchesì con sprazzi ambiziosi di locations gotiche e folklori italici. Risultato: pessimo, a parte qualche picco splatter. Il progetto venne anche minato dal comportamento del produttore Ettore Spagnulo della Lanterna Cinematografica (!) che si diede alla macchia senza pagare nessuno; Fulci previdibilmente non gradì e mollò lì tutto senza curare il montaggio. Questa disavventura vissuta da Fulci dà la misura della miseria del cinema italiano del fantastico per cui un regista notissimo e a fine carriera si trova obbligato a cercare finanziamenti dal primo Spagnulo che capita. Ma torniamo al film. Quando nel 1990 avevo seguito le fasi produttive del film (detto così potrei passare per l'aiuto regista, in verità intendo dire che avevo comprato un giornale con le foto di scena) la sequenza del chiodo nella lingua mi sembrava geniale, ma ero giovane, ero ancora in cerca di modelli dopo la fine di Drive-In e non avevo la visione globale del film. Demonia in effetti ha i suoi momenti forti: un neonato bruciato vivo, la suddetta lingua col chiodo, l'uomo strappato in due e un trashissimo assalto di gatti. A parte questi piccoli siparietti, il resto non sembra proprio girare per il verso giusto. Gli attori non sono per nulla in palla: Meg Register fu una seconda scelta dato che Catriona MacColl non volle partecipare al progetto, e la graziosa Register è espressiva tanto quanto fanno ridere quelli del Bagaglino. La Register ri-comparirà (prima di sparire quasi del tutto) in Boxing Helena (1993) di Jennifer C. Lynch. Fulci aveva l'abitudine di fare delle comparsate in ruoli marginali nei propri film, e anche qui non manca: è l'ispettore Carter in un ruolo che sullo schermo dura più del solito. La struttura narrativa di Demonia è un po quella de L'Aldilà (1981) e di Paura nella città dei morti viventi (1980), ma il senso d'irrazionalità metafisica qui manca del tutto: la regia è piatta e quelle scene che potevano essere foriere di tensione, vengono uccise da uno score musicale scarso. Nel complesso il film, che ha ricevuto pessime critiche e ancor peggiore distribuzione, riesce ad essere guardabile da parte di quel pubblico di appassionati che si è fatto le ossa con gli horror anni '80 (intendo quelli con le locandine orribili disegnate a mano) a patto di non aspettarsi troppo e di non fare confronti con pellicole del Fulci di qualità tipo Sette note in nero (1977).
Da qualche parte all'estero, noto come Liza.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Siracusa fra il gennaio e il marzo 1990.