TRAMA

Cinque persone nell'ascensore di un grattacielo di Philadelphia: un veterano militare, una donna giovane, una più anziana, un venditore di materassi e una guardia giurata. L'ascensore si blocca e, mentre i tecnici provano a sistemare il problema, le persone in esso inziano prima a litigare e poi a morire. Il detective Bowden (Chris Messina), sul luogo per indagare su un suicidio avvenuto poco prima, si trova coinvolto. Tutte le persone in ascensore hanno un passato negativo ed ognuno potrebbe essere l'uccisore o l'ucciso. Tuttavia Ramirez (Jacob Vargas), una guardia del grattacielo, inizia a suggerire a Bowden la possibilità che uno dei cinque sia il Diavolo in persona.



DEVIL
titolo or.: Devil - USA - 2010 - 80' - Colore

di John Erick Dowdle

GENERE
HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Horror mystery a basso budget e ad alto impatto. Valido.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Quando lui è vicino va tutto storto: i toast cadono dal lato della marmellata, i bambini sbattono ai tavoli e la gente si fa male

Devil, il diavolo. Oppure, a dirla tutta, The Night Chronicles 1: Devil, primo film di una serie proposta e foraggiata dal regista M. Night Shyamalan, l'uomo degli acclamati Il Sesto Senso (1999), Unbreakable (2000), The Village (2004) e di altre pellicole meno, molto meno acclamate, fino ad arrivare al floppissimo L'Ultimo Dominatore dell'Aria (2010). Shyamalan è diventato famoso soprattutto per i finali dei suoi film che con il passare del tempo sono diventati sempre meno stupefacenti e riusciti. Con Devil, pellicola a basso budget affidata in regia al Dowdles di Quarantena (2008), Shyamalan sviluppa una soggetto mystery paranormale riuscito, affidando il lavoraccio della sceneggiatura a Brian Nelson (Hard Candy, 2005; 30 Giorni di Buio, 2007). Film economico capace e obbligato a concentrarsi più sulle dinamiche fra i personaggi che sulla spettacolarizzazione della faccenda, Devil rientra nella categoria di quei film thriller girati in spazi ristretti ma con grandi potenzialità d'intrattenimento o, almeno, capacità di incuriosire lo spettatore circa l'evoluzione dei fatti (vedi per un chiaro esempio In Linea con L'assassino, 2002). Non solo. Devil assomiglia, e di molto, al corto Elevated (1997) di Vincenzo Natali (Cube, 1997; Splice, 2010) nel quale in 17 minuti si condensavano bene o male gli eventi mostrati in Devil: qualcuno in ascensore non è chi sembra. Devil, ancora, per stessa ammissione di Shyamalan è pesantemente debitore ai "Dieci Piccoli Indiani" (1939) di Agatha Christie, il romanzo giallo più noto al mondo di cui si riconosce, guardando il film, l'isolamento di alcuni protagonisti, l'eliminazione di essi uno alla volta e l'identità del cattivo, che si pensava deceduto. Nonostante i corsi e ricorsi cinematografici e artistici, Devil arriva agli occhi come qualcosa di nuovo, capace di intrattenere, incuriosire e ovviamente non annoiare. La scrittura del film non si limita al whodunnit, cioé all'indovinachi sia il colpevole (di fatto l'identità del Diavolo è casuale, potrebbe essere chiunque dei 5) ma si intreccia fra protagonisti interni all'ascensore ed esterni, ovviamente con il rimando principale al protagonista, il detective interpretato da un Chris Messina con una faccia furbetta a metà fra quella di Sergio Caputo e Steve Guttenberg (quello di Scuola di Polizia). Caratterizzato, come quasi tutti i film di Shyamalan, da concetti rifacentesi alla predestinazione, al fatalismo, all'illuminazione rispetto al proprio ruolo nel mondo, ma anche alla redenzione e alla mitica "seconda possibilità", Devil, nella sua semplicità economica, riesce là dove film molto più spettacolari ed ad alto budegt falliscono: intrattenere giocando con gli spazi, con ciò che non si può vedere (e ciò che non viene volontariamente mostrato) e, in difinitiva, con la tensione, ma senza dimenticare tocchi fotografici e registici che danno un valore aggiunto: le immagini rovesciate all'inizio (legate all'inversione satanica), la fotografia plumbea, etc. Non è la pietra angolare dell'horror, certo, però è una pellicola che mostra un'abilità e una capacità di intrattenere più che discreta. Valido non solo per una serata disimpegnata anche se, visto una volta e conosciuto il finale, il film non funziona più come prima; forse una seconda visione per rileggere tutto in statao di "consapevolezza", ma la terza visione diventerebbe superflua.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato fra il 26 ottobre 2009 e il 18 dicembre dello stesso anno, è costato circa 10 milioni di dollari e ne ha incassati circa 62.

Il film è stato girato principalmente al Bay Adelaide Centre (333 Bay St, Toronto, Canada).

Alla morte di una delle persone in ascensore, il detective Bowden prende la radio e dice: "Abbiamo un possibile codice 187". Il 187 è sì il codice per l'omicidio ma in California, non a Philadelphia.

Le cinque persone in ascensore hanno in comune il colore rosso: il meccanico ha la borsa, la vecchia i capelli, la giovane donna le unghie, la guardia giurata lo stemma dell'azienda e il venditore la cravatta.

La noiosa musichetta dell'ascensore è "Don't Sit Under The Apple Tree".

Riferimenti al numero della Bestia 666: il grattacielo è al numero civico 333 (666/2). L'ascensore è il numero 6 e si ferma la piano 23 e 42 (2x3=6) (4+2=6). Quando la partita di hockey compare in tv subito dopo che l'ascensore si è bloccato, il match è al minuto 1:42 (4+2=6).

Per promuovere il film, Shyamalan girò una parodia del film per internet ma realizzato sulle scale mobili.

Nei credits i cinque personaggi intrappolati nell'ascensore non vengono indicatio con il loro nome ma per la loro professione o stato: es. Rappresentatnte, Signora Anziana, etc.

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