La Frase dal Film:
"The Angel of Death was summoned. He cannot return empty-handed"*
Elegante brith-horror satanico a marca Hammer, che precedette di un anno un film a tematica simile il quale ebbe molto più successo, ovvero Rosemary's Baby (1968). Il titolo The Devil Rides Out venne successivamente cambiato in The Devil's Bride perché il primo richiamava troppo alla mente una pellicola western (il verbo "to ride" può anche significare "cavalcare"). Il film fu tratto dal romanzo "Il Battesimo del Diavolo" scritto nel 1935 dal britannico Dennis Wheatley, veterano della Prima Guerra Mondiale che conobbe in patria un enorme successo grazie ad una serie di romanzi e lavori relativi all'occultismo e al satanismo; nel tempo la fortuna dello scrittore andò scemando, sarà anche perché Wheatley appoggiava i movimenti politici imperialisti, l'antisemitismo ed aveva una certa simpatia per Mussolini, Hitler e Herman Goering. E' opinione degli afecionados dello scrittore che The Devil Rides Out sia il suo miglior romanzo; di fatto i due protagonisti, Rex Van Ryn e il duca de Richleau comparvero in altri nove racconti. L'adattamento per lo schermo venne curato dall'americano Richard Matheson, grande sceneggiatore e adattatore (per dirne uno: I vivi e i morti, 1960). Il film massimizza quela dicotomia Bene/Male che in pratica caratterizza quasi tutti i lavori della Hammer (e anche quasi tutti gli horror). E' il palesarsi di un umanità ignorante e con una forza di volontà debolissima stretta nella morsa della guerra fra Bene e Male, questo e quello incarnati in due protagonisti altrettanto carismatici e potenti, uguali e contrari. Peccato il finale un po' troppo buonista che toglie mordente alla drammaticità della dinamica appena descritta. In ogni caso il film fu proposto alla Hammer e voluto con forza da Christopher Lee che si tenne la parte del protagonista positivo, una parte che di norma sarebbe andata a Peter Cushing; ma il carisma di Lee funziona in tutte le salse. Lee si innamorò letteralmente di questo film e lo definì il suo migliore. Nella parte del satanico cattivo, quel Charles Gray che poi fu forse il peggior villain nella serie 007 (Agente 007 - Una Cascata di Diamanti, 1971): Gray, con il suo aspetto da dandy, ha sì la presenza untuosa da debosciato edonista ma gli manca quel cipiglio mefistofelico tale da farne una presenza minacciosa. Dove non arrivano i personaggi arriva però il grande regista Terence Fisher, che riesce a trasmettere con assoluta eleganza l'essenza manichea del racconto, fino alla costruzione della scena finale che farà scuola, con i protagonisti chiusi nel cerchio protettivo che si proteggono dalle influenze occulte di Mocata che prendono, fra le altre cose, le forme di un ragno enorme. A questo proposito, pollice verso riguardo gli effetti speciali, unico tallone d'Achille della pellicola. Elegante, magari un po' lento e sicuramente incentrato su un tema che non è più una novità, The Devil Rides Out è un horror di tutto rispetto che però è probabile che piaccia solo a cinefili e amanti dello stile british di fare paura.
* Trad.: "L'Angelo della Morte è stato evocato. Egli non può tornare a mani vuote"