La Frase dal Film:
"Sa qual'è il guaio? Che lei trascorre sì e no il 20% del suo tempo a pensare a lui ma lui passa il 100% del suo tempo a studiare il modo di fregarla. Perché è un ratto e non ha altro da fare"
Basato sul romanzo "The Visitor", scrittto da Chauncey G. Parker III, Di Origine Sconosciuta rappresenta un'interessante incursione nel genere horror del regista Cosmatos che, a parte Leviathan (1989), ha sempre preferito girare pellicole mainstream di tipo americano ma, a suo dire, con un tocco europeo. Benché Di origine Sconosciuta non sia un horror famoso o citato sovente dagli appassionati, nondimeno il film di Cosmatos risulta ben scritto e realizzato, oltre a giovarsi di un'interpretazione intensa di Peter Weller che fondamentalmente regge tutto il film sulle sue spalle. Weller fa un ottimo lavoro vestendo i panni del manager rampante newyorkese (ricordo che siamo negli anni '80), tipicamente poco flemmatico e dalla personalità risoluta, come si addice almeno nello stereotipo ad un abitante della Grande Mela. Questo il primo elemento positivo del film. In seconda istanza, la pellicola di Cosmatos, per quanto percorra uno schema narrativo risaputo, ha il pregio di poter essere letta secondo diverse angolature. Infatti pare proprio che la lotta fra il protagonista e il gigante ratto nella nuova casa risulti una metafora della condizione lavorativa ed umana, con speciale riferimento agli anni del rampantismo. Di fatto la lotta fra l'uomo e l'animale intelligente avviene in parallelo alla lotta lavorativa fra Bart e il suo macchiavellico rivale James Hall (Kenneth Welsh). Tuttavia lo scontro giocato su due fronti (uno metafora dell'altro) e che rappresenta la dinamica stessa del rampantismo, è inversamente correlato alla famiglia, al legame con essa e alla casa (in ristrutturazione), luogo che incarna la famiglia stessa. Infatti più diverrà violento lo scontro fra l'uomo e il topo e la volontà d'imporsi su esso (ricordo che si tratta di un parallelismo del lavoro), più l'aspetto della casa diverrà disordinato, sciatto, fino ad una completa distruzione. Prova è che l'eliminazione del topo è concomitante al ritorno a casa della moglie e della figlia, cioé alla riunificazione famigliare. La morale non è che il lavoro sia incompatibile con la famiglia e con l'affettività ma che quel tipo di lavoro rampante (che negli '80 pareva profilarsi come l'unico degno di nota e di cui potersi vantare) lo sia. Terzo punto a favore, Cosmatos probabilmente ben consapevole che la moltiplicazione della minaccia non è necessaria a creare maggiore pathos, ma anzi potrebbe comprometterlo, limita la presenza di ratti ad uno solo; molto diversamente da quanto abbiano fatto altre pellicole relative al discorso dell'invasione animale. La lotta uno a uno concentra lo sforzo dei due contendenti e catalizza l'attenzione dello spettatore, su un piano non allegorico si tratta della vecchia lotta dell'uomo contro la Natura, cosa sottolineata dalla citazione che lo stesso Cosmatos fa del film Il Vecchio e Il Mare (1958) tratto dal romanzo di Hemingway; ricordo che Hemingway negò sempre che il suo romanzo fosse allegorico, possibilità che invece Cosmatos ha voluto dare al suo racconto. Peccato per il finale un po' pacchiano con il protagonista agghindato da "Robocop" delle fogne; molto Eighty. Diversamente da quanto ne pensi King* eviterei di dire che Di Origine Sconosciuta sia il miglior horror in circolazione ma di certo questo film misconosciuto avrebbe meritato maggior possibilità e riconoscimento. Dateci un occhio.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato a Montreal (Québec, Canada) è costato circa 4 milioni di dollari e le riprese sono iniziate il 16 dicembre 1982 e si sono conclude il 23 dicembre dello stesso anno.
*E' il film preferito di Stephen King.