TRAMA

Pam (Nadia Cassini) si reca nei Caraibi e lì, con l'aiuto dell'amica Stella (Beryl Cunningham) viene iniziata al culto di Djamballà, il dio serpente che si incarna in un uomo di colore (Evaristo Marques) con il quale Pam fa bum bum.


IL DIO SERPENTE
(ITALIA - 1970 - 94min - Colore)

di Piero Vivarelli

GENERE
HORROR - EROTIC
IN BREVE
La Cassini è bella nonostante le sue espressioni ebeti, ma non basta.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Bisogna essere selvaggi per essere veramente felici"

Questa frase non è una citazione da Rousseau, ma viene detta dalla Cassini mentre si avvicina alla località esotica dove troverà l'amore esoterico di Jamballà. Tutto il film si costruisce intorno al corpo della Cassini la quale non ha un viso e un'espressione troppo sveglia, però compensa grandemente con seno e culo. Quasi sconosciuta ai tempi, Nadia Cassini si farà largo nel cinema italico tramite pellicole colorite ora in pieno recupero stracultistico (Quando gli uomini armarono la clava... e con le donne fecero din-don, 1971; Io tigro, tu tigri, egli tigra, 1978; L'infermiera nella corsia dei militari, 1979; Io zombo, tu zombi, lei zomba, 1979; La dottoressa ci sta col colonnello, 1980; L'assistente sociale tutto pepe, 1981). Più di lei si mostra Beryl Cunningham (Così dolce... così perversa, 1969), nel film l'amica Stella, che non perde occasione per mostrarsi generosa. Anche lei più bella che brava. La pellicola, girata dal Vivarelli noto per i suoi musicarelli (film con cantanti degli anni '60), ha una trama striminzita e si appoggia agli stilemi del cinema esotico d'erotismo lanciato da Ugo Liberatore con il film Bora Bora (1968). I temi si mischiano con quelli tipici dei mondo movies, tanto che in questo film ci viene mostrata l'uccisione di una capra, scena truce forse eccessiva visto l'andamento mediamente disimpegnato del film; ma si sa, l'exploitation ha bisogno delle sue vittime. Non sperate di tremare alle apparizioni di Djamballà, si tratta solamente di un serpente piazzato lì alla bene e meglio. Vale più la pena assaporare i sottintesi lesbici, voyeuristici ed una Cassini che presa male per l'eccessivo caldo decide di masturbarsi (ma non si vede nulla). Per il resto grande noia e favolose immagini, nemmeno tanto occulte, del superalcolico preferito dai film anni '70: il J&B! Le musiche di Augusto Martelli, soprattutto "Djamballà", ebbero un grande successo fra il pubblico. Se non siete amanti di questo sottogenere del cinema di genere italiano io mi permetterei pure di sconsigliarvene la visione; Il Dio Serpente suona un po' troppo come una predita di tempo. Un'ultima domanda: che diavolo vuol dire "Capricorno con ascendente Saturno"?.

Noto all'estero come: La possédée du Vice (Francia), The snake god o The serpent god (USA e UK).


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