TRAMA

Frankenstein (Peter Cushing) trova rifugio nell'alberghetto di Anna Spengler (Veronica Carlson). Quando scopre che Karl (Simon Ward), il fidanzato di Anna, ruba cocaina per curare la madre malata, Frankenstein li ricatta: o gli danno una mano con i suoi esperimenti o chiamerà la polizia. Frankenstein vuole anche carpire il segreto del trapianto di cervello praticato dal doc Brandt (George Pravda) che però è recluso nell'ospedale psichiatrico. Trapianterà il cervello di Brandt nel corpo dell'incompetente direttore del manicomio. Come ovvio le conseguenze di tutto questo sono svariate e tutte negative.


DISTRUGGETE FRANKENSTEIN!
titolo or.: Frankenstein Must Be Destroyed - UK - 1969 - 98' - Col.

di Terence Fisher

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Per molti il miglior Fisher di sempre e il miglior Frankenstein hammeriano. Al di là delle hit parade, sicuramente un film che vale la pena di vedere, anche se non è un must.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "... la prego, ci spieghi la parola 'progresso' nel suo contenuto" "Non lo capireste mai, ma vi farò un paragone che vi darà un'idea approssimativa. Se l'uomo non si fosse dedicato alle innovazioni e agli esperimenti, questa sera lei avrebbe mangiato in una caverna, avrebbe seminato le ossa sul pavimento e si sarebbe pulito le dita con una pelle di animale"

Quinto film nella serie dei Frankenstein hammeriani. Grazie soprattutto a Fisher le pellicole sul mad doctor sembrano riuscire a proporre sempre qualcosa di nuovo, a differenza della saga hammeriana parallela con protagonista Dracula. Per molti Distruggete Frankenstein! è il capolavoro di Fisher e il miglior Frankenstein realizzato dalla Hammer. Tutto ciò nonostante l'imbarazzante sequenza dello stupro perpetrato da un crudelissimo Frankenstein ai danni della bella Anna, scena voluta fortemente dal produttore James Carreras che pensava che il film mancasse di sesso, e non volle sentire ragioni da parte di Cushing e del regista assolutamente a disagio con idee di questo tipo. Chushing in diverse occasioni chiese scusa al proprio pubblico e all'attrice Carlson per l'inclusione della scena, che venne proposta inizialmente nella versione USA e solo anni dopo reintegrata in quella UK. Fisher comunque dimostra di saper giocare con una materia che avrebbe tutte le ragioni per essere esausta, trasformando senza soluzioni di continuità il gotico in thriller moderno: la scena del corpo seppellito di Brandt che viene riportato alla luce per un danno nel sistema idrico mentre una vicina di casa sta facendo visita è un bel pezzo di cinema di gusto hitchcockiano. Non inferiore la scena iniziale e la soluzione finale. Dati i tempi, Fisher si permette di inserire più gore di quanto era stato fatto nelle pellicole precedenti. Non si tratta tuttavia di splatter grossolano, ma di una truculenza veicolata off-screen da suoni e soluzioni suggestive. Attentissima la costruzione dei personaggi principali. Frankenstein è un personaggio totalmente negativo, pronto a ricattare, uccidere e, come detto sopra, stuprare; un Frankenstein irriconoscibile se messo a confronto con il positivo ed educato professore visto nel film del 1966. Il cinismo e la durezza del personaggio interpretato con la consueta bravura da Cushing eclissano parzialmente la creatura generata tramite il trapianto di cervello. Eppure anche la creatura Freddie è interessantissima, soprattutto perché finalmente si tenta il recupero del mostro di Frankenstein per come fu inteso dalla scrittrice Mary Shelley: un essere intelligente che persegue il proprio creatore per la condizione alla quale lo ha condannato. Non manca qualche tocco ironico sottile tipo montaggio della scena in cui Anna dice a Frankenstein quanto si godrà la pace della sua magione e taglio secco sul manicomio con grido belluino di una matta. Distruggete Frankenstein! se non il migliore è comunque un fulgido esempio di cinema horror british, controllato, elegante e realizzato da validi professionisti, un film che stenta ad invecchiare. Bell'horror per tutti.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Nella serie del mad-professor prodotta dalla Hammer, La Maledizione di Frankenstein segue La Maschera di Frankenstein (1957), La Vendetta di Frankenstein (1958), La Rivolta di Frankenstein (1964) e La Maledizione di Frankenstein (1966), mentre precede Gli Orrori di Frankenstein (1970) e La Creatura di Frankenstein (1972). La Hammer produsse anche The Tales of Frankenstein (1958) un prodotto televisivo.

Nel film Frankenstein dice a Karl: "Knox aveva Burke ed Hare, io ho te", facendo riferimento ai noti tombaroli omicidi che iniziarono a rubare cadaveri per venderli e poi finirono per vendere persone uccise da loro stessi. Inoltre Peter Cushing recità nei panni del dottor Robert Knox nel film Le Jene di Edimburgo (1960) che tratta appunto i fatti di Burke ed Hare.

Freddie Jones, nel film Richter, è l'attore che vestì i panni dello sgradevole Bytes in The Elephant Man (1980).

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