TRAMA

Un gruppo scelto di soldati in missione d'addestramento viene mandata sulle Highlands della Scozia per allenarsi in uno scontro a fuoco simulato con uno reparto speciale dell'esercito. Ignorando le leggende locali che vogliono quei boschi abitati da esseri mostruosi, il gruppo arriva al campo base del reparto speciale e trova uno sfacelo. Sembrerebbe incredibile ma quei boschi sono abitati da uomini lupo. Dopo una collutazione ed aver recuperato due membri del gruppo feriti, i militari vengono salvati da Megan, una zoologa di passaggio (?) che sa esattamente da che cosa gli uomini sono stati aggrediti. Tutti insieme si asserragliano in una casa di campagna che pare disabitata e iniziano una vera e propria guerra contro i licantropi che li circondano.


DOG SOLDIERS
(titolo or.: Dog Soldiers - UK / Lussemburgo - 2002 - 105' - Colore)

di Neil Marshall

GENERE
HORROR - ACTION
IN BREVE
Un po' derivativo ma ben fatto, tenuto conto del budget. Per gli amanti del sub-genere horror "licantropi".
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Adesso sai che cosa vive nell'ombra, potresti non riuscire a dormire per tutta la vita"

Neil Marshall ripropone qui il mito del lupo mannaro inserendolo in una cornice militare e facendo eco a pellicole precedenti, tanto che il suo film appare un po' derivativo. Prima di tutto è impossibile non notare che l'impianto base, quello dei militari asserragliati con tanto di due capi che litigano fra loro, ricorda molto da vicino Zulu del 1964, ma la cosa è voluta e la prova è che uno dei protagonisti cita anche una frase detta nella pellicola del secolo scorso. Olte a questo, Dog Soldiers spizzica da La Casa (1981) e da La notte dei morti viventi (1968), oltre che, come hanno notato altri, da Lo squalo (1975) e da Predator (1987). Il regista sembra essere consapevole di questo e gioca molto con tali riferimenti in un film che pare più che una mera scopiazzata, una rilettura in stile. Nulla che non si sia già visto quindi, anche nelle scene che sembrano le più originali: la scazzottata fra il soldato ed il lupo mannaro ricorda lo scontro tra Jason ed il giovane pugile di colore in Venerdì 13 parte 8: incubo a Manhattan (1989). La dimensione "militare" comunque, ed il parallelismo fra soldati dentro la casa e lupi spietati fuori, non è male, soprattutto nel momento in cui la tipica rigidità marziale lascia spazio ai sentimenti di vera amicizia fra commilitoni. Meno riuscito il montaggio frenetico non sempre consono in alcune scene, o anche alcuni momenti di stasi prolungata che lascia spazio a dialoghi non così essenziali. Non di facile giudizio la presenza della donna in mezzo ai soldati, poiché se è pur vero che Megan (Emma Cleasby) è necessaria per lo svolgimento dei fatti e che la sua presenza fa da contralto ad un ambiente totalmente violento e maschile, è anche vero che la sua presenza stona per inverosimiglianza. Il cast è comunque a proprio agio in questo low-budget che pare aver divertito più coloro che lo hanno girato che quelli che lo hanno visto. Da segnalare soprattutto la solida performance di Sean Pertwee nei panni del sergente Wells e quella di Kevin McKidd nei panni del soldato Cooper; per quanto ogni attore abbia fatto la sua parte, una certa povertà nella sceneggiatura lascia i personaggi in una mera dimensione bidimensionale se non di cliché. Come low-budget, comunque, Dog Soldiers si difende bene: le scene d'azione disseminate in tutta la pellicola tengono sveglia l'attenzione dello spettatore, il livello splatter si attesta a livelli decisamente alti, e gli SFX sono ben realizzati, a maggior ragione visto che la produzione si è rifiutata di far ricorso al digitale. Uno dei limiti maggiori del film è comunque l'idea centrale, ovvero quella dei "werewolfes", gli uomini lupo, tematica che non sempre ha incontrato l'interesse del pubblico. Quindi è probabile che Dog Soldiers piacerà ed intratterrà soprattutto gli appassionati di questo sub-genere nel panorama horror, mentre gli altri potrebbero nei tempi morti dati dalla noia, vedere e sottolineare molti dei punti negativi che in effetti costellano la pellicola di Marshall. Questo non vuol dire che la visione di Dog Soldiers sia tempo perso. Dello stesso regista, però, mi sento di consigliare piuttosto l'ottimo The Descent - Discesa nelle Tenebre (2005).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il personaggio interpretato da Sean Pertwee si chiama Sgt. Harry G. Wells, che deriva da H.G.Wells, uno degli autori e registi preferiti da Neil Marshall.

Essendo scozzese, Kevin McKidd (Cooper) sapeva che non esiste posto in Scozia (come viene detto nel film) che possa distare quattro ore di macchina dal primo centro abitato ed essere circondato da nemmeno una casa nelle prossimità. Decise comunque di non dire nulla.

Dog Soldiers si svolge con tutta probabilità fra l'1 e il 2 settembre 2001. In quella data infatti non solo c'era luna piena ma l'Inghilterra battè a calcio la Germania 5 a 1.

Il film si svolge in Scozia ma è stato filmato in Lussemburgo.

Il pezzo che Megan suona la piano è "Il chiar di luna" di Debussy.

Uno dei soldati nel film si chiama Bruce Campbell, riferimento all'attore protagonista de La Casa (1981), e relativi seguiti. Questo non fa che confermare una certa influenza di quel film su Dog Soldiers.

All'inizio i soldati scoprono la cimice di tracciamento nelle loro radio e qualcuno menziona Kobiashi Maru, riferimento a Star Trek: L'ira di Khan (1982).

Nella scena in cui Wells chiede a Cooper di mandarlo ko (perché deve essere operato senza anestesia), Kevin Mckidd (Cooper) tirò un finto pugno la prima volta, ma calcolò male la distanza per il secondo pugno e beccò dritto sul naso Sean Pertwee (Wells). Pertwee, tuttavia, non sentì male dal momento che in quella scena era davvero ubriaco.

Uno dei soldati ad un certo punto chiede: "Dov'è Spoon?", riferendosi ad un suo commilitone, ed il sergente risponde "There is no spoon" (in italiano non mi ricordo esattamente com'era il dialogo, comunque avrà detto circa: "Spoon non c'è"). Questo è un riferimento a Matrix (1999) ed alla famosa scena del cucchiaio. Infatti in inglese "spoon" significa cucchiaio; il gioco di parole in italiano si perde.

exxagon fecit MMVI