TRAMA

Per proteggerli dal mondo esterno e dalla sua influenza che si ritiene pessima, un padre ed una madre tengono reclusi in una villa i tre figli, due femmine e un maschio. Questi non sono tenuti in casa con la violenza ma sono semplicemente isolati dal mondo e istruiti in maniera distorta in modo da aumentare lo iato fra loro ed il mondo. Solo il padre esece per andare a lavorare e fare compere. Per dare uno sfogo sessuale al figlio viene concesso ad una dipendente del padre di venire nella villa e tale presenza esterna innescherà tragici cambiamenti.

 


DOGTOOTH
titolo or.: Kynodontas - Grecia - 2009 - 94' - Colore

di Giorgos Lanthimos

GENERE
DRAMA
IN BREVE

Gelido ritratto di una folle famiglia disfunzionale che credendo di far bene fa male. Violenza senza violenza.

WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Il papà ci ama. La mamma ci ama. Noi li amiamo? Sì, noi li amiamo. Amo le mie sorelle e i miei fratelli perché anche loro mi amano. La primavera riempie la mia casa. La primavera inonda il mio piccolo cuore. I miei genitori sono orgogliosi di me perché io faccio del mio meglio ma provo sempre a migliorarmi. La mia casa è meravigliosa e io la amo. E mai me ne allontanerò

Protagonisti senza nomi, senza nessuna fiducia nel prossimo, senza umanità, ridotti ad animali domestici dei genitori padroni che credono di fare il bene, ché il male è sempre quello della gente fuori. Istruzione domestica, asociale, errata. Errata in quanto domestica e quindi asociale, che richiamano alla mente alcune tragiche scene, più vere del vero, mostrate nel documentario Jesus Camp (2006) nelle quali si mostrava un bambino la cui cultura era affidata ad una religiosissima madre che selezionava a modino libri e informazioni da apprendere rigorosamente seduti al tavolo della cucina. Il delirio e la strisciante violenza della famiglia ripresa e scritta da Lanthimos (più Efthymis Filippou) è di tale portata da ribaltarsi a tratti nella commedia, una commedia che non fa ridere. Come in The Village (2004), il gruppo di persone recluse mitologizza il mondo esterno, i rischi che lo abitano e la gente che ci vive. I gatti, ad esempio, sono le creature più temibili che abitano il pianeta e si cibano di bambini. Sarà forse per questo che un padre padrone addestra i figli come cani, disumanizzandoli al punto da togliere loro ogni sana gioia così che anche il sesso sia ridotto a piatta routine, anche quando la routine si chiama incesto. Piattezza dell'anima che colpisce anche i genitori, i quali davanti ad un porno discutono di una gravidanza. Però loro il porno, il prodotto corrotto della corrotta società, se lo godono. I figli invece giocano con le bambole e gli aeroplanini e vanno a dormire nel lettone di mamma e papà i quali insegnano che nell'LP di Sinatra si sente la voce del nonno e che si diventa grandi quando cade il canino sisitro. O il destro, è indifferente. Lanthimos dirige in maniera fredda e disadorma (tanta mdp ferma), come un Haneke ma con minor boria, evitando inutili violenze e sangue benché si abbia qualche forte concessione sessuale, però del tutto privata di morbosità. Lanthimos s'introduce nel microcosmo fantascientifico di una comunità autistica, e cattura il delirio del pensiero soggettivo su quello condiviso, del dogma e del fideismo. Alla fine una donna, sempre lei, dai tempi di Eva, sfida il dio-padre e perde il paradiso. Anzi, dall'Eden scappa a gambe levate non prima di essersi cavata il canino*. Il regista non ci fa sapere se la fuga della giovane ha successo ma non tutto si può giudicare solo dai risultati. Quello che conta è la ribellione o, almeno, l'idea, il tentativo. Visione caldamente consigliata ma la pellicola non è quella per tutta la famigliola.

* La psicoanalisi parlerebbe di atto di castrazione messo in atto per scacciare il senso di colpa legato alla sfida edipica. Ne L'Interpretazione dei Sogni, Freud, circa i sogni tipici, parla della peridta dei denti (così come quella del taglio dei capelli), come un sogno di castrazione.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 250.000 euro.

Kynodontas ha vinto il premio Un Certain Regard al 62° Festival di Cannes ed è stato candidato come miglior film straniero ai premi Oscar 2011, diventando il 5° film greco nella storia ad essere nominato per un Oscar.

In un'intervista rilasciata su Electric Sheep Magazine, il regista spiega com'è nata l'idea del film e il tema centrale: "Non è nato come una storia di una famiglia così disfunzionale. All'inizio mi facevo domande sulla vita familiare e sul crescere i figli in genere e se il modo in cui noi pensiamo a quelle cose sarebbe mai cambiato. Ma ho avuto un dialogo con alcuni amici un giorno e facevo battute sul fatto che due di loro si stavano sposando e avendo figli, perché oggi molta gente divorzia e i figli sono cresciuti da genitori single, quindi ho detto che non aveva senso sposarsi. Benché stessi solo scherzando, improvvisamente quelli si misero molto sulla difensiva rispetto ciò che avevo detto. Questo mi ha fatto capire come qualcuno che conoscevo e che non avrei mai pensato reagisse così, potesse sclerare nel momento in cui gli toccavi la famiglia. E da ciò ebbi l'idea iniziale di quest'uomo che avrebbe raggiunto l'estremo per proteggere la propria famiglia e che avrebbe provato a tenere insieme per sempre la famiglia allontanando i suoi figli da ogni influenza del mondo esterno, essendo fermamente convinto che quello fosse il miglior modo di crescerli"

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