TRAMA

Due genitori assassinati brutalmente tornano dall'Aldilà per prendersi cura dei due figli: Sara (Ilary Blasi) e Marco (Giuliano Gensini) e per vendicarsi del killer. La presenza dei due fantasmi nella casa non dà pace agli zii affidatari, i quali decidono di sloggiare dalla villa. I fantasmi dei genitori fanno di tutto per impedire che i due bambini vengano portati via dalla dimora. Gli zii chiedono quindi la consulenza di un tetro spiritista (Vernon Dobtcheff).


LA DOLCE CASA DEGLI ORRORI
(ITALIA - 1989 - 103min - Colore)

di Lucio Fulci

GENERE
HORROR
IN BREVE
Il peggiore fra i film che compongono il ciclo de "Le Case Maledette". Soprattutto perché da Fulci ci si sarebbe aspettati di meglio.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

La Frase dal Film: "Quando provo ad immaginare l'impossibile vorrei tornare bambino. Solo i bambini sanno raggiungere l'impossibile"

Non ci siamo proprio. A partire dalla frase scritta sopra che compare all'inizio del film è che viene attribuita a "M. Hawthorne"; peccato che il novellista del XIX secolo si chiamasse Nathaniel Hawthorne. Nathaniel inizia con la N e non con la M! Pressapochismo fin dall'incipit. La dolce casa degli orrori fa parte del ciclo "Le Case Maledette" commisionato da Reteitalia (odierna Mediaset) al fine di rimpolpare il palinsesto. A lavoro fatto quelli di Reteitalia si accorsero che il gore era eccessivo per il pubblico televisivo e seppellirono i quattro film che componevano il ciclo nel dimenticatoio. C'è da chiedersi, visto il disappunto sul "blood level", se coloro che avevano commissionato tali film avessero ben presente chi fossero e che lavori avessero fatto i registi dei quali chiesero l'opera (Fulci e Lenzi)! In tutti i casi, della tetralogia, questo La dolce casa degli orrori è forse il peggiore, di certo il più deludente, partendo dalle aspettative che ha un fan dell'horror una volta che legge che dietro la mdp c'è maestro Fulci. Il film ha un qualche valore per l'inizio splatter (una testa spaccata contro al muro e la solita deorbitazione oculare, firma fulciana) e per la ripresa in "soggettiva infantile" compiuta al cimitero, visibile sempre nei primi minuti della pellicola. Il resto è ciò che si definisce (e lo dico a malincuore) una vera perdita di tempo. Zero tensione, zero recitazione, molte ridicolaggini (compresa la musica elettronica di Vince Tempera). La regia è fiacca. Gli SFX splatter sono buoni mentre quelli visivi (fiammelle e spiriti volanti) sono davvero scarsi, in più Fulci cerca di dilatare la durata del film proponendo un flashback lungo che ripete inutilmente le scene del dupplice omicidio dei genitori dei bambini. Da segnalare la presenza di Ilary Blasi (che al tempo aveva 8 anni) nei panni di una bambina insopportabile quanto il fratello Marco (Giuliano Gensini; La Regina degli uomini pesce, 1995). Fra gli attori che affiancano i due pargoli mentre ridono e piangono a casaccio per tutta la durata del film, val la pena citare Lino Salemme (il giardiniere; Demoni, 1985; Demoni 2, 1986; Demonia, 1990; La passione di Cristo, 2004) e Vernon Dobtcheff (lo spiritista; Meridian, 1990; Revelation, 2001; e molto altro). La discontinua qualità delle opere fulciane può essere provata da film quali Demonia (1990), Un gatto nel cervello (1990), Le porte del Silenzio (1991); La Dolce casa degli orrori è forse uno dei peggiori; ma Lucio Fulci, in quegli anni, era fiaccato dalla malattia e forse questo è stato il motivo fondamentale di tanti "insuccessi". Rimane il fatto che The Sweet House of Horrors (come è noto all'estero) è un film da evitare.

Gli altri film del ciclo "Le Case Maledette" sono: La casa delle anime erranti (1989), La casa dei sortilegi (1989) entrambi di Lenzi, e La casa nel tempo (1989) di Fulci, il migliore della tetralogia.

MI VUOI COGLIONARE?!

Tutti, soprattutto i bambini (che da mondo e mondo sono i soggetti più impressionabili), sembrano accettare tutti i fenomeni paranormali che avvengono nella casa come normali dati di fatto.

Il killer butta giù dal burrone la macchina con i cadaveri dei due genitori, dopo averli sistemati nei sedili anteriori, ma nella scena in cui spinge la macchina si vede chiaramente che l'auto è vuota!

Come e perché, quando la Blasi è seduta sulle ginocchia della madre, risulta trasparente anche lei?

Ma davvero volevano abbattere una villa con una scavatrice?!

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