La Frase dal Film:
"Quando provo ad immaginare l'impossibile vorrei
tornare bambino. Solo i bambini sanno raggiungere l'impossibile"
Non ci siamo proprio. A partire dalla frase
scritta sopra che compare all'inizio del film è che
viene attribuita a "M. Hawthorne"; peccato che
il novellista del XIX secolo si chiamasse Nathaniel Hawthorne.
Nathaniel inizia con la N e non con la M! Pressapochismo
fin dall'incipit. La dolce casa degli orrori fa
parte del ciclo "Le Case Maledette" commisionato
da Reteitalia (odierna Mediaset) al fine di rimpolpare il
palinsesto. A lavoro fatto quelli di Reteitalia si accorsero
che il gore era eccessivo per il pubblico televisivo e seppellirono
i quattro film che componevano il ciclo nel dimenticatoio.
C'è da chiedersi, visto il disappunto sul "blood
level", se coloro che avevano commissionato tali film
avessero ben presente chi fossero e che lavori avessero
fatto i registi dei quali chiesero l'opera (Fulci e Lenzi)!
In tutti i casi, della tetralogia, questo La dolce casa
degli orrori è forse il peggiore, di certo il
più deludente, partendo dalle aspettative che ha
un fan dell'horror una volta che legge che dietro la mdp
c'è maestro Fulci. Il film ha un qualche valore per
l'inizio splatter (una testa spaccata contro al muro e la
solita deorbitazione oculare, firma fulciana) e per la ripresa
in "soggettiva infantile" compiuta al cimitero,
visibile sempre nei primi minuti della pellicola. Il resto
è ciò che si definisce (e lo dico a malincuore)
una vera perdita di tempo. Zero tensione, zero
recitazione, molte ridicolaggini (compresa la musica elettronica
di Vince Tempera). La regia è fiacca. Gli SFX splatter
sono buoni mentre quelli visivi (fiammelle e spiriti volanti)
sono davvero scarsi, in più Fulci cerca di dilatare
la durata del film proponendo un flashback lungo che ripete
inutilmente le scene del dupplice omicidio dei genitori
dei bambini. Da segnalare la presenza di Ilary Blasi (che
al tempo aveva 8 anni) nei panni di una bambina insopportabile
quanto il fratello Marco (Giuliano Gensini; La Regina
degli uomini pesce, 1995). Fra gli attori che affiancano
i due pargoli mentre ridono e piangono a casaccio per tutta
la durata del film, val la pena citare Lino Salemme (il
giardiniere; Demoni, 1985; Demoni
2, 1986; Demonia, 1990; La passione di
Cristo, 2004) e Vernon Dobtcheff (lo spiritista; Meridian,
1990; Revelation, 2001; e molto
altro). La discontinua qualità delle opere fulciane
può essere provata da film quali Demonia
(1990), Un gatto nel cervello (1990), Le porte
del Silenzio (1991); La Dolce casa degli
orrori è forse uno dei peggiori; ma Lucio Fulci,
in quegli anni, era fiaccato dalla malattia e forse questo
è stato il motivo fondamentale di tanti "insuccessi".
Rimane il fatto che The Sweet House of Horrors
(come è noto all'estero) è un film da evitare.
Gli altri film del ciclo "Le Case
Maledette" sono: La
casa delle anime erranti (1989), La
casa dei sortilegi (1989) entrambi di Lenzi, e La
casa nel tempo (1989) di Fulci, il migliore della tetralogia.
MI VUOI COGLIONARE?!
Tutti, soprattutto i bambini (che da mondo
e mondo sono i soggetti più impressionabili), sembrano
accettare tutti i fenomeni paranormali che avvengono nella
casa come normali dati di fatto.
Il killer butta giù dal burrone
la macchina con i cadaveri dei due genitori, dopo averli
sistemati nei sedili anteriori, ma nella scena in cui spinge
la macchina si vede chiaramente che l'auto è vuota!
Come e perché, quando la Blasi è
seduta sulle ginocchia della madre, risulta trasparente
anche lei?
Ma davvero volevano abbattere una villa
con una scavatrice?!