TRAMA

Deborah (Carroll Baker) e Marcel (Jean Sorel) si amano, ma l'uomo è perseguitato dal ricordo del suicidio della ex Susan (Ida Galli), inoltre l'amico Philip (Luigi Pistilli) accusa Marcel della tragica fine di Susanna. Ovviamente nulla è come appare.


IL DOLCE CORPO DI DEBORAH
Italia/Francia - 1968 - 100' - Colore

di Romolo Guerrieri

GENERE
ITALIAN THRILLER
IN BREVE
Thriller con finale ingarbugliato, come al solito in questo tipo di pellicole. Gli attori ci sono, il film regge.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Aveva una pelle calda di sole e di desiderio. Mentre l'accarezzavo e la baciavo, sentivo l'eccitazione crescere in lei"

Giallo anni '60 pre-argentiano, thriller italico che insieme a pellicole quali Così dolce... Così perversa (1969), Orgasmo (1969), Paranoia (1970), e 5 bambole per la luna d'agosto (1970) per dirne quattro, fece da apripista al giallo horror più sadico che conquistò le platee negli anni '70. Categoria a sé e non solo ponte fra due generi, il thriller all'italiana anni '60 derivava i suoi assunti dalle ingarbigliate trame del seminale I Diabolici (1954) di Clouzot ma con un'aggiunta tutta sua (nostra) di glamour pop e di erotismo, che in alcune pellicole del "ciclo" prende il sopravvento sulla trama. Il dolce corpo di Deborah è prodotto da Luciano Martino e scritto da Ernesto Gastaldi, il quale trae spunto dalle idee di Boileau e Narcejac (gli autori dietro I Diabolici, e La donna che visse due volte, 1958); non a caso il personaggio di Susanna di cognome fa Boileau. Gli affezionati del genere sapranno ritrovare diversi elementi ricorrenti nel thriller anni '60, come le motivazioni che muovono i protagonisti a delinquere in maniera complessissima, sempre finalizzate all'appropriazione di un'ingente quantità di soldi, un motivo musicale che porta un protagonista all'esaurimento nervoso o, ancora, una scena in cui viene mostrata la danza sensuale di una donna di colore in qualche club di elegantoni (vedi Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer?, 1972) cosa che evidentemente riecheggiava il cinema mondo. La trama può risultare intrigante per la sua complessità agli occhi di coloro che non hanno troppa dimestichezza con questo genere di film, ma chi ha già dato guarda altro. La Baker approda al thriller di Guerrieri dopo Harem (1967), essai di Ferreri che il grande pubblico aveva snobbato, prima finire nei thrilleroni diretti da Lenzi. Notevolissima la tutina indossata dall'attrice e l'erotismo, oggi castigato, che trasmette la Baker al tempo già sui 40. Al suo fianco un cast solido: Jean Sorel di Paranoia (1970), Una lucertola con la pelle di donna (1971), La corta notte delle bambole di vetro (1971), Luigi Pistilli de L'iguana dalla lingua di fuoco (1971), Reazione a catena (1971), Il Tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972), e Ida Galli de La farfalla con le ali insanguinate (1971), La Coda dello Scorpione (1971), Il Coltello di Ghiaccio (1972); e non ne elenco altri. Insomma, un cast che sa come muoversi all'interno di una storia giallo-thriller. Guerrieri risce a reggere il gioco tecnico anche se il thriller non sia esattamente il suo genere d'elezione, la fotografia di Marcello Masciocchi gioca con le luci e le ombre. Nora Orlandi cura le musiche e non fa un cattivo lavoro. Il top de Il dolce corpo di Deborah, comunque rimane la scena nella quale la Baker in tutina glamour gioca a Twister con Sorel; anche io c'ho giocato però non con la Baker, infatti non ho un buon ricordo della cosa. Film da scoprire.

Noto all'estero come: L'adorable corps de Deborah (Francia), Der schöne Körper der Deborah (Germania).

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