La Frase dal Film:
"Che ti succede, hai paura del buio?" "No, ho paura di quello che sta dentro al buio"
Con Dolls, Gordon sfruttò una delle paure più diffuse fra gli appassionati di horror, cioé quella delle bambole, ma soprattutto precorse l'idea che portò al successo il meglio fatto La Bambola Assassina (1988). Il produttore di questo film, Charles Band*, in seguito si è dato parecchio da fare con la tematica delle bambole, girando Puppetmaster (1989) e relativi sequels, Dollman (1990), Giocattoli infernali (Demonic Toys, 1992), Giocattoli Assassini (Dollman vs. Demonic Toys, 1993) e Blood Dolls (1999). Ispirato, a detta del regista, a La Bambola del Diavolo (The Devil-Doll, 1936) di Tod Browning, Dolls mostra in più momenti la sua natura low budget ma a tratti funziona molto bene, soprattutto se visto come una favola distorta dei fratelli Grimm in cui abbonda il sangue; non che le fiabe dei Grimm vadano per il sottile. Il mondo di Dolls è quello di una fiaba nera in cui un mago ed una strega che abitano in una casetta isolata (non di marzapane) danno vita a bambole che uccidono coloro che hanno perso il fanciullino interiore, come dire dei personaggi che "si meritano" di morire. La dimensione fiabesca, il mondo visto dagli occhi della piccola protagonista Judy, fin dall'inizio con il sogno del grosso orso di peluche che aggredisce i genitori, non sembra sempre fondersi perfettamente con i momenti gore ai quali Gordon non rinuncia, ma occorre anche dire che non si tratta delle grandi esplosioni di violenza visiva alle quali il regista ci aveva abituati con i suoi film precedenti (leggi Re-Animator, 1985). Alcune scene, comunque, colpiscono nel segno: Carolyn Purdy-Gordon, nei panni dell'arcigna Rosemary, scosta le coperte per scoprire che un gruppo di bambole sta tentando di segarle gli arti, così come Bunty Bailey, trasformata in bambola, perde i bulbi oculari che dovrà raccattare in una pozza di sangue. I risultati migliori il regista li ottiene quando fa aprire di colpo gli occhi alle bambole o fa voltare loro la testa per seguire i protagonisti, piuttosto che nei momenti di vera e propria azione. Il movimento delle bambole, infatti, è scattoso, poco naturale e a volte lascia intravedere i fili che le muovono. Interessante lo score musicale, una musichetta infantile che dà il meglio nei titoli di testa. Poco incisivi gli attori, fra i quali l'unico a distinguersi davvero è il vecchio Rolfe, in un'interpretazione che oscilla fra il sinistro e l'affettuoso (nei confronti della piccola Judy). Dolls non è certo un capolavoro e ha tutta l'atmosfera dei prodotti a basso costo degli anni '80, però è godibile, a patto di "temere" le bambole e di solvolare su molte piccolezze e facilonerie. Per appassionati.
*Una delle prime saghe che ho recensito è stata quella di Puppet Master. La cosa inizialmente mi sembrò una pessima scelta in quanto la serie è davvero scarsa ma lo sforzo ripagò. Nel 2005 mi contattò niente po' po' di meno che la segretaria personale di Charles Band, direttamente da Los Angeles (per email). Mi disse che Charles era veramente colpito dalle recensioni (anche perché chi è così pirla da vedersi tutti i film di quella saga?!) e mi chiese se potessi mettere nel sito dei banner di tre case di produzioni di Band (fra cui la Full Moon). Chi mi segue da tempo forse si ricorderà, infatti, che nel mio sito a un certo punto apparvero tali pubblicità nelle relative recensioni. La segretaria però mi scrisse che le spiaceva non sapere l'italiano per poter capire cosa avevo scritto ma mi fece anche sapere che Charles era stato parecchio in Italia e che quindi per lui non sarebbe stato un problema leggerle. In cambio io avrei avuto diritto ad un'intervista esclusiva al mitico Charles. Tenete conto che Charles Band è il più grande produttore USA di horror low budget, e io avevo da poco aperto il sito. Dopo qualche giorno di giustificata esaltazione m'iniziai a preoccupare, in quanto in quelle recensioni avevo stroncato i film di Band e temevo che il produttore si sarebbe potuto risentire non poco per i miei giudizi. Quindi scrissi alla segretaria anticipando che "io recensisco anche horror di spessore tipo Shining e non posso essere troppo clemente con i prodotti della Full Moon altrimenti i miei lettori capirebbero che o sono un venduto o sono un incompetente (ai tempi mettevo anche i voti ai film)". In pratica misi le mani avanti sperando di evitare un'email in cui mi avrebbero fatto notare che avevo stroncato i loro film. Risultato: non si sono fatti più sentire! Morale: Hollywood non mi merita, ma ancora oggi sento il vento fra gli alberi che mi sussurra... Lowenstein... ehm... Band... Charles Band...
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato nei pressi di Roma.
Il film fu girato prima del successivo film di Stuart Gordon, From Beyond - Terrore dall'ignoto (1986), e furono sfruttati gli stessi sets, ma Dolls fu distribuito quasi un anno dopo rispetto a From Beyond a causa degli effetti di post-produzione riguardanti le bambole.
Guy Rolfe si dovette tingere i capelli di bianco per il suo ruolo nel film e non fu molto contento di questo, soprattutto perché come risultato ottenne dei capelli giallastri.
Guy Rolfe, reso "famoso" per il ruolo di Andre Toulon nella saga Puppet Master, era il siscendente di John Rolfe, colui il quale nel 1614 sposò Pocahontas.
I suoni inquietanti delle bambole furono realizzati da alcuni amici e famigliari del regista, fra cui i suoi figli e sua moglie Carolyn Purdy-Gordon, che nel film ha il ruolo dell'insopportabile matrigna Rosemary Bower.
Poiché la Empire Picture voleva che questo film assomigliasse al precedente film di Gordon (Re-Animator, 1985), fu aggiunto dello splatter, soprattutto nella scena della morte di Rosemary. In questa fu realizzata una sequenza in cui una bambola, con una forchetta, eviscerava la donna. La produzione eliminò questa sequenza in quanto riteneva che fosse eccessiva rispetto al tono generale del film.
Ad un certo punto, Stuart Gordon si era interessato per dare un seguito a questo film. La bozza della trama prevedeva che Judy e Ralph tornassero a Boston e che qui l'uomo sposasse la madre di Judy. La pace famigliare sarebbe stata interrotta dall'arrivo di un pacco contenente i due vecchi giocattolai, Gabriel e Hilary, trasformati in bambole.