La Frase dal Film:
"God isn't here today"*
All'inizio di questo nuovo secolo, forse
ispirato dai tragici e noti eventi storici che hanno riportato
alla mente minacce millenariste, qualcuno, alla casa di
produzione Morgan Creek, ha deciso di riportare sul grande
schermo Satana e il prete che nel 1973 l'aveva ricacciato
all'Inferno. Gran coppia quei due, una trentina di anni
prima fecero faville e sbancarono al botteghino, quindi
perché non rispolverarli in un prequel che raccontasse
del loro primo incontro avvenuto nel 1949? Benone, e ora
partiamo con la soap opera produttiva. Fu chiamato John
Frankenheimer alla regia del film ma dovette rinunciare
quando aveva già la mdp in mano per motivi di salute:
un mese dopo la rinuncia era morto per una complicazione
post-operatoria. La regia passò a Schrader che, spavaldo,
girò tutto il film e sottopose il lavoro fatto alla
produzione con un lapidario "non c'è niente
della violenza sanguinaria che volevano i finanziatori".
Licenziato. La Morgan Creek motivò la decisione sostenendo
che la scelta di Schrader di fare un thriller psicologico,
più che un horror, era commercialmente perdente.
Sarà. Quindi la produzione ingaggiò Renny
Harlin che cambiò in parte trama e personaggi, e
rigirò quasi tutto (solo un 10% verrà tenuto).
Cosa ne è venuto fuori, potete vederlo guardando
L'Esorcista - La Genesi
(2004). La versione di Schrader, a questo punto declassata
a direct-to-video, avrebbe dovuto essere inserita come extra
nel DVD della versione di Harlin. Tuttavia l'accoglienza
tiepida (cioé il flop) nelle sale de La Genesi
convinse la produzione a permettere a Schrader di presentare
il suo film in alcuni festival e a provare a distribuilo
in alcuni cinema con il titolo Dominion - Prequel to
the Exorcist. Il risultato di tale bagarre produttiva
mai accaduta prima nella storia del cinema (almeno in questi
termini) è che lo spettatore che avrà voglia
di guardarsi entrambi i film, oltre a decidere quale possa
essere il suo preferito, si troverà a vivere un'esperienza
da cinefilo ai limiti (e pure ai margini!): stesse locations,
differenti personaggi con medesimi abiti, stessi personaggi
che pronunciano frasi differenti in scene già viste;
insomma un'esperienza ancora più weird di quella
che si può vivere guardando Psycho
(1998) di Gus Van Sant. Cosa dire sul film di Schrader?
Non dimentichiamo che il regista è lo stesso dello
scomodo e forte Hardcore (1978) e quello che ha
sceneggiato film quali Taxi Driver (1976) e Toro
Scatenato (1980); Schrader quindi sa cosa vuol dire
mettere su schermo uomini ossessionati dal peccato e dal
senso di colpa. Dominion perciò è
una pellicola che tende ad incentrarsi sulla dinamica psicologica
della possessione e meno su quella fisica e visibile. A
Schrader interessa descrivere i modi in cui Satana sa sedurre
gli uomini, generando un film che è un esplorazione
della natura del Male che tenta di riscrivere il passato
degli uomini in modo da intorpidire il loro senso di colpa,
razionalizzando il peccato e permettendogli di divenire
refrattari alla percezione di esso (è tutto il dramma
di Merrin). Anche il modo in cui il militare capo della
truppa inglese precipita nell'odio e quindi nel senso di
colpa è paradigmatico del modo in cui l'argomento
è trattato in questo film, e di come, lo stesso problema,
venga invece risolto in maniera più spettacolarizzata
ne L'Esorcista - La Genesi. Questo non vuol dire
che il film di Schrader sia un capolavoro incompreso e soprattutto
non deve dare il destro per attaccare il film di Harlin
solo perché preferito da una major e dalle sue ragioni
di mercato. Dopotutto alcune scelte narrative di Harlin
sono state superiori a quelle dello "psicologo"
Schrader, basti pensare a come il primo ha frammentato in
tutto il film la potente sequenza della strage nazista (dilazionando
il dramma ne ha aumentato la portata), mentre Schrader abbia
optato per un'impatto integrale più melodrammatico.
In Dominion, al di là degli effetti speciali
poco curati (ma furono concessi pochi soldi per la postproduzione),
manca il momento clou, atteso da tutti, dello scontro "fisico"
fra il Maligno e Padre Merrin: Schrader mette in scena un
misticheggiante dialogo con un Satana che levita in posizione
yoga e che si fa battere da un Merrin purulento senza troppo
sforzo. Il film, che non comunque manca di momenti impressionanti
ed incisivi, lascia però, per quella ed altre scene,
in un certo qual modo insoddisfatti. A questo punto, fra
pregi e difetti (e enormi uguaglianze - attori, scenografie,
fotografia), si potrebbe anche dire che i due prequel si
equivalgano; far ricadere la propria preferenza sull'uno
o sull'altro diventa solo una questione di sentire personale
e di canali comunicativi preferenziali: sul piano visivo
"vince" La Genesi che porta con sé
un'impostazione comunicativa più moderna, mentre
Dominion rimane legato ad un modo di fare cinema
un po' più classico (direi anni '70) e introspettivo.
Sta a voi, ma una visione la meritano comunque entrambi.
Soggettivamente ritengo che fra tutti i "figli"
de L'Esorcista del '73, il terzo, quello del 1990,
sia il più serio e originale.
*-trad: "Dio non
è qui oggi"
All'inizio fu L'Esorcista
(1973), poi venne L'Esorcista
II: L'Eretico (1977) e quindi L'Esorcista
III (1990). L'Esorcista
- La Genesi (2004) è il prequel che è
stato preferito dalla Morgan Creek.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato fra l'11 novembre 2002
e il marzo 2003, è costato circa 30 milioni di dollari.
Alla fine dei credits, dopo la scomparsa
del logo della compagnia di produzione e con lo schermo
completamente nero, si sente la voce del demone che dice
"I am perfection".
Nel giorno dei provini per i vari ruoli,
Gabriel Mann arrivò vestito da prete portandosi in
mano una copia del DVD de L'Esorcista (1973). Ottenne
subito il ruolo.
Sam, Il figlio del regista Schrader, suggerì
di far eseguire lo score musicale finale ai Dog Fashion
Disco. Questi scrissero "March of Satan" basandosi
in parte sul pezzo "A Hymn to the Morning Star"
degli Sleepytime Gorilla Museum.
La frase detta da Padre Francis, ovvero
"Satan is real!" è un riferimento al titolo
di una canzone (e dell'album) dei The Louvin Brothers.
A Paul Schrader non furono dati finanziamenti
per la pubblicità o per l'arrangiamento musicale
dopo che la Morgan Creek decise di far circolare la sua
versione del film. Gli furono dati solo 2 milioni di dollari
per gli SFX visivi e la post-produzione, il che spiega la
bassa qualità della CG e quella dell'audio. In più,
la Morgan Creek scelse di far uscire il film il 20 maggio,
lo stesso weekend in cui usciva Star Wars: Episodio
III - La vendetta dei Sith (2005).
Mary Beth Hurth, la moglie del regista,
non compare nei credits ma presta la voce a Cheche.