LA DONNA NEL MONDO
(ITALIA - 1962 - 110min - Colore)

di Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi, Paolo Cavara

GENERE
MONDO
IN BREVE
Uno dei mondo-movies più innoqui e piacevoli da guardare (per i maschi, ovviamente)
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Dopo il successone dello mondo-quasi-shockumentary Mondo Cane (1962), il team Jacopetti & Prosperi ci riprova con questo documentario sulla condizione della donna "moderna" nel mondo. Una carrellata di umanità tutta al femminile. Quello che vediamo sono: donne dell'esercito israeliano, donne che servono la messa, uomini delle isole di Papua che si truccano da donne, le piangitrici a pagamento del sud di casa nostra, le starlettes a Cannes, l'educazione sessuale nelle scuole giapponesi, quartieri a luci rosse con battone indecenti, missionarie in Africa, una tecnica fintissima di lifting-peeling per rifarsi giovani, e tanto altro ancora, per poi finire con una carrellata delle mamme che hanno portato i figli malati alla Madonna di Lourdes per chiederle la grazia. "Queste donne che danno danno danno e non chiedono mai!" e via così... Molto più innocuo a livello di violenza rispetto alla media dei mondo-movies (al successivo Africa Addio (1966) dello stesso team), La donna nel mondo è essenzialmente una fiera di banalità, di scoop costruiti a tavolino e di immagini voyeuristicamente rubate per sollazzare la morbosità dello spettatore, così, se la supposta finalità è quella di intonare un peana al genere femminile, il vero fine si dimostra quello di ridurre il sesso debole al solito ruolo di oggetto da spiare mentre si toglie gli slip; ma dopo tutto il genere mondo ci piace così! La pellicola è comunque godibile sia per il pubblico maschile che per quello femminile e, data anche l'età che ha sulle spalle, il tutto diviene un documento (più che un documentario) di un tempo ormai passato. Le immagini sono condite dalle musiche di Riz Ortolani che sovente sottolineano beffarde le sequenze e la voce fuori campo è quella di Sibaldi. Nella versione che possiedo, la versione inglese, la voce è quella del noto Peter Ustinov.