La Frase dal Film:
"3-7-Asso... Le carte... Il segreto!!!"
Tratto dal romanzo "Pikovaya dama" (1843) di Alexander Pushkin, La Donna di Picche di Thorold Dickinson non fu nè la prima nè l'ultima riduzione cinematografica di quel romanzo ma ne è con tutta probabilità la migliore trasposizione a livello filmico. Si tratta di un thriller straordinariamente oscuro dalle atmosfere claustrofobiche e decadenti, del dramma morale di un uomo la cui insaziabile brama di denaro e successo spingono allo sfacelo. Il film ruota tutto intorno alla ricerca spasmodica del protagonista della combinazione vincente per poter vincere al Faro, anche se non manca il "necessario" sub-plot romantico per il quale il ruolo della dama di compagnia della contessa viene dilatato rispetto alla fonte. E' prioprio nella parte centrale del racconto, cioé nel momento in cui Suvorin riesce ad entrare in contatto con la Ranevskaya e la dolce Lizaveta, che il film si fa più lento e meno avvincente. In questa parte centrale la storia prende una piega da soap opera sicuramente più papabile per il pubblico di allora che per lo spettatore moderno. Ma ad avere pazienza si perviene ad un finale che, per quanto prevedibile, esplode in tutta la sua negatività ed è difficile non trattenere il fiato nell'ultima folle partita di carte fra lo spiantato ed ossessionato Suvorin che si gioca vita e anima, ed il ricco e spocchioso militare. Produttivamente il film è molto ricco e curato, e sfoggia notevoli costumi e scenografie oltre che, tecnicamente, una volontà di esasperare il fattore fantastico del racconto; in questo basilare è l'apporto fotografico di Otto Heller e del suo stile espressionista. L'attore Walbrook mette in scena un Suvorin affannato e quasi infantile nella sua volontà di successo, non si tratta di un genio del male che opera lucidamente, piuttosto siamo di fronte ad un esagitato che farebbe di tutto per raggiungere l'obiettivo: l'incontro con la contessa nella sua camera privata mostra lo squilibrio dell'uomo che prima prega in ginocchio piagnucolante e poi minaccia puntando una pistola alla testa della Ranevskaya. Quest'ultima, dal canto suo, vale più per il costume che indossa che ricorda da vicino l'illustrazione della Duchessa di "Alice nel Paese delle Meraviglie" dipinta da John Tenniel. La regia di Dickinson è accorta e creativa, la fotografia, come detto è superba ed il film, sinistro ed oscuro, non passa inosservato. Bella la sequenza che vede Suvorin acquistare il libro che lo metterà sulle tracce della contessa e il libraio, nella migliore tradizione horror, che sghignazza mentre intima che quel libro potrebbe portare al successo come alla morte (un po' come la scena "questo oggetto reca con sé una terribile maledizione - e questo è male!" visibile in una puntata dei Simpson quando Homer acquista il pupazzo Krusty malvagio; scena a sua volta presa da Gremlins, 1984). L'impressione personale è quella di una pellicola che, se vista in giovanissima età, potrebbe rimaere impressa nella memoria come un film "inquietante"; d'altra parte io da piccolo ero rimasto colpito dalle atmosfere di Invito a cena con delitto (1976). Animo sensibile. Nel complesso assai godibile, soprattutto per gli amanti del bianco e nero; anche qualche mainstreamer potrebbe rimanerne affascinato.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato agli Welwyn Studios (Welwyn Garden City, Hertfordshire, UK).
Dal medesimo scritto di Pushkin furono tratti molti altri film, ecco l'elenco: Pikovaya dama (1910), Pikovaya dama (1916), Pique Dame (1918), Pique Dame (1927), Il demone del gioco (1937), The Chevrolet Tele-Theatre: Queen of Spades (1950), La Dame de pique (1958) (TV), Pikovaya dama (1960), La Dame de pique (1965), Dama pikowa (1972) (TV), Pique Dame (1981) (TV), Pikovaya dama (1982) (TV), La Dame de pique (1987), Eti... tri vernye karty... (1988), Pique Dame (1992) (TV), The Queen of Spades (1999) (TV), Pique Dame (2002) (TV).
L'attrice Edith Evans, che nel film veste i panni della vecchia contessa, iniziò la sua carriera praticamente sessantenne proprio con il ruolo in questo film. Nata nel 1888, la Evans, precedentemente a La Donna di Picche, era apparsa solo in tre film muti girati una trentina di anni prima (East Is East, 1916; A Welsh Singer, 1915; Honeymoon for Three, 1915).