LA FRASE dal film:
"Prima di tutto: a creare Puffetta non è
stato Grande Puffo ma Gargamella. L'ha mandata dai Puffi
come sua spia perché aveva intenzione di distruggere
il villaggio ma la contagiosa bontà della loro vita
l'ha trasformata per sempre. Quanto all'ammucchiata stratosferica
tra loro...eheh..è..è irrealizzabile! I Puffini
sono asessuati, non hanno neanche un...un organo riproduttivo
sotto quei pantaloncini bianchi. Per questo è così
illogico essere uno dei Puffi, perché...che cazzo
vivi a fare se non hai il pisello."
Ne hanno parlato tutti, anche coloro che
non l'hanno visto. Fenomeno cinematografico o fenomeno mediatico,
visto soprattutto il fatto che Donnie Darko è
stato il "primo" film dell'era Peer-to-Peer? All'uscita
non c'ha badato nessuno eppure, pian piano, un tam-tam elettronico
ha diffuso la voce "scaricate quel film, è davvero
un capolavoro". Ora, dopo quattro anni dalla sua realizzazione
e dopo che il 61° Festival di Venezia l'ha sdoganato
anche in Italia (troppa grazia), ecco che IMDB "sostiene"
(e strombazza anche la copertina del DVD) che Donnie
Darko sia "considerato tra i 100 film più
belli nella storia del cinema". Urka! Davvero bravi
tutti gli attori, un Jake Gyllenhaal (L'alba del giorno
dopo, 2004) davvero eccellente nel recitare la parte
del giovane intelligente ma sotto effetto psicofarmaco,
la madre (Mary McDonnell) davvero una bella donna e brava,
così la sorella come un po' tutti gli altri fino
ad arrivare a Drew Barrymore, brava più che altro
a fiutare l'affare e produrre, e a Patrick Swayze, il volto
(una volta) più noto, che si presta a coprire un
ruolo realmente ambiguo. Fa piacere vedere un film americano,
ripeto davvero americano, lento fino a rasentare in alcuni
punti la noia; è una vera rarità. Eppure si
tratta di un film che si svolge in un liceo il che di solito
fa il paio con trash. Invece il regista, che cura anche
il soggetto, si premura di dare in pasto ai giovani qualcosa
che faccia pensare e non mi riferisco solamente allo sviluppo
della storia. Ho guardato il film due volte a breve distanza
l'una dall'altra e mentre la prima volta ha preso il sopravvento
una certa delusione, la seconda volta ho "avuto il
tempo" di apprezzarne i veri contenuti. Parliamoci
chiaro, tutta la storia Sci-Fi che sta dietro a Donnie
Darko non è così forte come sembra, molti
sono rimasti abbagliati dalla eccessiva cripticità
degli eventi (in effetti il film è più comprensibile
nel Director's Cut, dove si spiega bene cosa c'è
scritto sul libro, però quello dura 20 minuti in
più!), ma se volete vedere una bella storia di Mystery
- Fantascienza allora tanto vale I
Langolieri (1995) od una delle tante storie di Ai
confini della Realtà (la serie in B&W, ovviamente).
Credetemi, c'è da essere delusi per due motivi: primo,
il film è stato troppo pompato da critica e pubblico
e quindi le aspettative sono sproporzionate rispetto alla
pellicola; secondo, la struttura fantascientifica del film
non è poi così geniale e mi spiace non potervi
dire altro ma voglio evitare di fare spoiling. Detto questo,
Donnie Darko rimane un prodotto di ottima fattura,
con ottimi attori, dialoghi simpaticamente intelligenti,
bella musica (che nostalgia i Duran Duran di "Notorius"),
ottimi spunti di critica sociale (il paese perfettino fa
venire in mente Peyton Place con tutti i suoi peccatori
nascosti), gli USA al collasso del loro stesso sogno americano,
un America dove coloro che sono più lucidi ed onesti
sono anche i meno integrati, e poi c'è la storia
d'amore fra due incompresi il che non guasta mai. Volete
sapere davvero cosa ne penso? Donnie Darko non
è uno dei 100 film più belli della storia
del cinema ma rimane un piccolo capolavoro di buona volontà,
di buon senso al di là del budget limitato, un film
girato da un giovane (nel 2001 Kelly aveva 27 anni) per
un pubblico giovane (ma non solo) e per una volta senza
la finalità di vendere al pubblico dell'aria fritta
e patinata. Un film da vedere che non sfigurerà nella
vostra videoteca. Siccome la trama è davvero più
complessa di quanto sembri, dopo aver visto il film, se
avrete la sensazione di non aver compreso pienamente gli
accadimenti, andate nella pagina degli spoilers
dove vi offrirò un'esaustiva spiegazione.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Richard Kelly ha affermato che il film
ebbe non poche difficoltà a trovare un distributore
poiché incorporava troppi generi ed era difficilmente
definibile. Kelly ha detto anche che poco prima che la Newmarket
Film lo distribuisse al cinema, ci si era arresi e si pensava
di metterlo in onda in primissima visione sulla rete Starz.
Il film costò 5 milioni di dollari
e fu girato in 28 giorni, esattamente la durata degli eventi
narrati nella pellicola.
All'inizio del film si vede che la madre
di Donnie sta leggendo IT di Stephen King (ne è stato
fatto un film TV nel 1990) un romanzo che narra di un'entità
malvagia che si "traveste" da clown. Alla fine
di Donnie Darko da una macchina esce un clown.
Nel film Donnie fa riferimento ad un serial
TV, ovvero Sposati...con figli ed in modo più
specifico fa riferimento a Christina Applegate. Inizialmente
il regista aveva pensato di farlo parlare di Alyssa Milano,
ma la cosa ha dovuto essere cambiata perché a Richard
Kelly è stato negato il diritto legale di riferirsi
a lei in quel "modo". Alyssa vergognati tu ed
il tuo manager. Per la cronaca, non mi ricordavo che faccia
avesse la Applegate...ho controllato...YUK!
Nella scena al cinema il regista voleva
usare il film C.H.U.D (1984) ma non si riuscì
a stabilire chi fosse il proprietario dei diritti del film.
Alla fine il buon vecchio Sam Raimi concesse La Casa
(1981) e non chiese neppure un compenso. Bravo!
Il balletto delle bambine era stato fatto
sulla base di West End Girls dei Pet Shop Boys.
Per ragioni economiche la canzone venne rimpiazzata, in
post-produzione, da Notorius dei Duran Duran.
Richard Kelly avrebbe voluto Tim Robbins
(Le ali della libertà, 1994) nel ruolo del
padre di Donnie.
Premettiamo che Donnie e sua sorella Elizabeth
sono davvero fratelli nella realtà. Quando il regista
stava cercando un'attrice per il ruolo della sorella di
Donnie gli fu proposta dal suo manager proprio Maggie Gyllenhaal
la quale, ai tempi, non aveva un grande curriculum. L'agente
ricordò al regista la scena che Meggie fece nel film
A Morte Hollywood! (2000), ovvero quando si bevve
dell'urina. Nonostante Kelly fosse inizialmene poco convinto
dell'idea, gli piacque il modo in cui la ragazza bevve l'urina
(?!). In più sapeva che non sarebbe stato un duro
lavoro creare una rivalità fra fratelli con due attori
legati da relazione di parentela.
Il poster in bianco e nero in camera di
Donnie è una riproduzione di un disegno di M. C.
Escher.
Il poster originale del film (quello che
ho inserito nel sito) ha, come potete vedere, la scritta
in arabic-style font. Si decise, dopo l'11 settembre 2001
ed il dilagante anti-islamismo, di cambiare fonte e di usare
un Times New Roman bold. Nel film, però, il font
del titolo è rimasto quello arabeggiante.
L'Aero Theatre, dove Donnie e Gretchen
vanno a vedere La Casa (1981), è in effetti
un vero cinema che aveva chiuso nel 2003 e ha riaperto all'inizio
del 2005. Si trova a 1382 Montana Avenue, Santa Monica,
California.
Il costume da scheletro che Donnie indossa
alla fine del film per la festa è lo stesso indossato
da jonny e la sua gang durante la festa in costume nel film
Karate Kid (1984).
Elizabeth Darko, alla festa di Halloween,
è vestita come Vivian Darkbloom nel film Lolita
(1962).
Durante le prime immagini del party di
Halloween alla fine del film, si può sentire in sottofondo
il suono di un ululato. Si tratta dell'ululato di Un
lupo mannaro americano a Londra (1981).
Quando la mamma di Donnie chiama al telefono
per avvertire del ritorno in aereo si sente un annuncio
che dice che il volo 2806 si imbarca al gate 42 e parte
alle 12am. Si suppone che sia il volo che deve prendere
la donna con le bambine anche perché fa riferimento
al conto alla rovescia preannunciato a Donnie: 28:06:42:12.