TRAMA

1462. Il principe Vlad (Gary Oldman) va a combattere i Turchi in difesa del cristianesimo; risulta vincitore. Alla moglie Elisabeta (Winona Rider) viene però fatto credere che sia morto; lei si suicida e, come tale, la sua anima è dannata. Vlad, tornando e non potendo nemmeno seppellire Elisabeta in terra consacrata, irato, maledice quel Dio che ha difeso e, rinnegandolo, diviene un vampiro. 1897. Jonathan Harker (Keanu Reeves) viene mandato in Transilvania nel castello del conte Dracula per chiudere la vendita di alcune case a Londra. Dracula lascia Harker in balia delle proprie mogli e si reca a Londra. Là, vedendo Mina (Winona Ryder), la fidanzata di Harker, se ne innamora subito credendola la reincarnazione di Elisabeta. Ora a Dracula non resta che sedurre Mina, cercando di evitare l'opposizione di Van Helsing (Anthony Hopkins).

 


DRACULA DI BRAM STOKER
titolo or.: Bram Stoker's Dracula - USA - 1992 - 128' - Colore

di Francis Ford Coppola

GENERE
HORROR
IN BREVE
Eccessi e opulenza per questo Dracula alle soglie del 2000. E' un vampiro pensato espressamente per il grande pubblico con i pro e i contro che ciò comporta.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Albeggia. Queste potrebbero essere le ultime parole che scrivo su questo diario. Dracula mi ha lasciato con queste donne, demoni degli inferi. Succhiano il mio sangue per mantenermi debole, appena vivo, per impedirmi così di evadere. Oggi effettuerò l'ultimo tentativo di fuga attraverso il fiume. Ci deve essere un passaggio per raggiungerla e per fuggire da questa terra maledetta dove il Diavolo e i suoi figli camminano ancora con piedi umani"

Prima di tutto, non farsi ingannare dal titolo; regola buona anche per molti altri film, tra l'altro. Dracula di Bram Stoker è più di Coppola che dello scrittore inglese, infatti il nome dell'autore fu aggiunto al titolo più per evitare una causa con la Universal (che detiene i diritti per il titolo secco "Dracula") piuttosto che per indicare la fedeltà al romanzo del 1897. Il Dracula più noto al pubblico mainstream infatti si discosta fin da subito dal racconto del XIX secolo, riempiendo i gradi di separazione di eccessi visivi, sensualità esposte e esplosioni splatter che avrebbero fatto diventare rosso Stoker. Coppola rifiuta l'ultilizzo della grafica computerizzata (meglio, ai tempi era grossolana) rintuzzando comunque il film di effetti visivi, dissolvenze e doppie esposizioni. Il gotico di questo Dracula è un lussurreggiante florilegio di vecchi concetti (la nebbiolina, le segrete, etc.) e nuove visioni (topi "anti-gravità", mostri che fanno l'amore, masse di topi in forma d'uomo, etc.), di elegante stile vittoriano ed esotiche suggestioni comunque azzeccatissime: basti vedere l'abito di foggia giapponese indossato da Dracula. Coppola tenta quindi di un approccio a Stoker cercando, al contempo, di rinnovare l'icona vampiresca ormai ben nota al pubblico secondo rodatissimi archetipi. La modernizzazione operata dal regista pare richiedere anche toni operistici di grande drammaticità, con un incipit tonitruante che apre il sipario su una vicenda che, in essenza, è una drammatica storia d'amore. Per il grande pubblico ecco quindi servite le due portate principali: amore ed effetti scenici che riempiano gli occhi e che distraggano dalle non pochissime confusioni narrative. Ad esempio: perché Dracula dovrebbe comprare tutte quelle proprietà a Londra in quelle specifiche zone? Nessuno si ricorda di dircelo. Assolutamente in tono rispetto al resto la recitazione degli attori: Hopkins e Oldman danno fondo alla loro capacità di teatralizzare i personaggi, il primo alcune volte supera il limite con il rischio di parodizzare il proprio Van Helsing, distantissimo dal rigidamente professionale omologo impersonato da Peter Cushing. Oldman, attore che vorrei vedere di più al cinema, è maggiormente incisivo anche per ruolo coperto ma il suo Dracula a volte eccede: notare, ad esempio, le similitudini fra Dracula che lecca la lametta e il poliziotto corrotto Stansfield di Leon (1994) quando inghiotte la pasticca. Se i due attori strafanno ma rimangono tuttavia assai godibili, la scelta della Ryder e di Reeves, i quali non sembrano avere lo spessore adatto per i personaggi che interpretano (o almeno ai tempi non l'avevano), pare dettata unicamente da motivi di ammiccamento verso la giovane generazione degli anni '90. Rispetto alla Ryder, allora, molto meglio Sadie Frost nei panni della lasciva Lucy. Bene invece il cantante Tom Waits nei panni di Rensfield che quello riesce a caratterizzare meglio di quanti altri fecero in passato. In ogni caso, a prescindere da miscasting, da eccessi attoriali e da opulenze varie, non si può che rimanere rapiti dal lavoro scenografico di Dante Ferretti e, in essenza, dal secolare amore di questo Dracula di Coppola che travalica spazio e tempo. Il Dracula di Bram Stoker è uno spettacolo per gli occhi e il tentativo di Coppola di iniettare nuova linfa in una storia ripetuta all'eccesso. Almeno, in questo film, si recupera pienamente il valore sessuale del vampiro come metafora di ciò che è inconscio e che esplode in una ambiente vittoriano represso, restituendo al sangue succhiato il suo valore carnale di liquido che sta per essenza vitale e altri tipi di liquidi; "Bevi da me e vivrai per sempre" è un anatema di grandissima sensualità. Non resta quindi che farsi rapire dalla storia e dai colori forti con la quale è stata dipinta senza fare troppa critica cinematografica: allora sì che Dracula di Bram Stoker riesce a penetrare sotto pelle. Comunque da vedere e da comprare.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 40 milioni di dollari e ne ha incassati 215.862.000.

Dracula di Bram Stoker. Certo! Infatti, ecco le differenze: 1) Il prologo e il subplot secondo cui Mina sarebbe la reincarnazione di Elisabeta sono invenzioni del film. Stoker non identificava Dracula con Vlad Tapes e Mina non aveva nessuna relazione "familiare" con Dracula. 2) Nel romanzo Mina non chiede a Dracula di farle bere il suo sangue ma piuttosto viene forzata da Dracula a bere il suo sangue, cosa che traumatizza alquanto la donna. 3) Nel romanzo Mina non dà nessun colpo finale a Dracula, anzi questo cade a terra morto e si trasforma in polvere non appena viene colpito da Harker e Morris. 4) Nel romanzo Mina ha l'idea di usare l'ipnosi e chiede a Van Helsing di praticarla, non il contrario. 5) Solo nel film Mina seduce Van Helsing e lo attacca. 6) Van Helsing schiaccia un'ostia sulla fronte di Mina per difendersi lasciandole un'ustione, mentre nel libro Van Helsing fa la stessa cosa solo per benedirla senza sapere che avrebbe causato un'ustione. 7) Nel romanzo Dracula si trasforma in un lupo e in un pipistrello non in un mostruoso lupo scopone e in un mostruoso pipistrello. 8) Nel film Dracula viene sorpreso in stanza con Mina da Jonathan e dagli altri uomini, nel romanzo Jonathan era già in stanza in uno stato di shock indotto ipnoticamente da Dracula stesso. 9) Dracula scappa dalla stanza di Mina trasformandosi in un'orda di topi; questo nel film. Nel romanzo, invece, si trasformava in una nebbiolina che passava sotto la porta; si sarebbe trasformato in ratti solo durante la distruzione di Carfax Abbey. 10) Nel film Dracula si trasforma in lupo ed entra nella stanza di Lucy. Nel libro quel lupo non era Dracula ma un lupo vero scappato dallo zoo e sotto il controllo mentale del vampiro, e comunque non attaccava Lucy. Nel film il lupo sfuggito dallo zoo appare quando Mina e Dracula sono al "cinema". 11) Nel libro le spose di Dracula appaiono ad Harker davanti al sofà sul quale l'uomo aveva pisolato, e Dracula appare prima che le donne abbiano la possibilità di attaccare Harker. Nel romanzo le donne non sono nude. 12) Nel libro di Stoker, Renfield non faceva lo stesso lavoro di Harker e non era in nessuna relazione con quello; inoltre la pazzia di Renfield, che nel film è chiaramente correlata a Dracula, nel lavoro di Stoker non è messa chiaramente in relazione con il Vampiro. 13) Nel romanzo nessuno zingaro che porta Dracula al suo castello viene ucciso. 14) Delle fiamme blu, Stoker parla solo una volta, e queste si vedono in lontananza e non alle porte del castello.

Winona Rider vide lo script del film quando ancora esso era stato pensato come lungometraggio per la televisione; lo avrebbe dovuto dirigere Michael Apted. La Rider portò lo script a Coppola, che non vedeva più dai tempi in cui aveva rifiutato una parte ne Il Padrino: Parte III (1990) causa esaurimento (o così pare). Coppola accettò di fare il film e Apted assunse il ruolo di produttore esecutivo.

Il regista, pianificando la produzione del film, insisteva sul fatto che non avrebbe voluto usare effetti digitali. Inizialmente ingaggiò un team di effettisti i quali però gli dissero che alcune cose che avrebbe voluto fare richiedevano necessariamente l’uso di CG. Francis Ford Coppola li licenziò e mise al loro posto il proprio figlio 29enne Roman che s’ingegnò per sviluppare SFX vecchia maniera. Ad esempio: 1) Nella scena in cui Jonathan Harker è seduto in treno e legge una mappa, questa si vede sul suo viso. La cosa fu ottenuta semplicemente proiettandogli una diapositiva della mappa sul viso. 2) Nella scena seguente, con Jonathan ancora in treno, si vedono gli occhi di Dracula in cielo. La cosa fu ottenuta combinando tre riprese separate. La prima era quella degli occhi di Oldman con un make-up speciale che avrebbe fatto risaltare giusto gli occhi. La seconda riguardava la proiezione del filmato degli occhi sullo sfondo del cielo dei Carpazi. Quindi la ripresa di Keanu Reeves seduto in treno, con la ripresa combinata occhi-sfondo proiettata attraverso la finestra. 3) Arrivato in Transilvania, Harker viene recuperate dalla carrozza di Dracula, al che sembra che il cocchiere si allunghi verso Harker e lo sollevi verso la porta della carrozza. La cosa fu ottenuta facendo sedere l’attore che faceva il cocchiere (Gary Oldman non accreditato!) sul braccio di una telecamera mobile che venne spinta verso Reeves e, contemporaneamente, mossa a destra, in modo che sembrasse che il cocchiere si allungasse nel vero senso del termine. Il movimento verso l’alto di Reeves risultò tale in quanto anche l’attore era su un falso gradino semovente che poteva essere alzato e mosso a distanza. 4) Harker si rade e Dracula lo raggiunge da dietro senza che nulla si rifletta nello specchio. L’attore che dà le spalle alla mdp non è Reeves ma una controfigura e lo specchio non è uno specchio ma un buco nel muro con dall’altra parte Reeves. 5) Harker si aggira per il castello e dei topi camminano a testa in giù sulle travi. Semplice doppia esposizione. Prima si filmano i topi, si ribalta l’immagine, poi si gira la scena di Reeves con una banda di grandezza precalcolata davanti alle lenti in modo che si lasci il nero nella parte su cui poi verrà messa la ripresa dei topi. 6) Il primo incontro fra Londra e Dracula; la scena è filmata come se fosse un vecchio film d’epoca. Non fu usato nessun effetto di post-produzione: fu usata una mdp Pathé con una pellicola Kodak speciale che aumentasse l’effetto polvere (grain & dust). 7) Per ottenere l’effetto della soggettiva confusa e scattosa di Dracula, Coppola decise di usare un intervallometro, cioè un dispositivo che, mentre si catturano le immagini a 24 fotogrammi al secondo, taglia a caso alcuni fotogrammi o impedisce l’esposizione di fotogrammi qua e là, creando così l’effetto scattoso che si percepisce in quelle soggettive che quindi non hanno subito nessun “lavaggio” postproduttivo.

Coppola ha fatto esplicito riferimento a tre fra i suoi horror preferiti: 1) Nosferatu (1922), nella scena in cui Dracula sorge dalla tomba in favore di telecamera. 2) Shining (1980) nella scena in cui ondate di sangue invadono la camera di Lucy. 3) L’Esorcista (1973), quando Lucy vomita a getto il sangue contro Van Helsing.

La costumista Eiko Ishioka (che vinse un Oscar per questo film), prima di lavorare in questa produzione non aveva mai visto un film su Dracula. La Ishioka fu ingaggiata come art director ma quando Coppola vide delle bozze per i costumi disegnate dalla donna, la pass ò subito al ruolo di costumista.

Ad un certo momento della produzione, Coppola prese in considerazione l’idea di intitolare il film “D”, per distinguerlo dagli altri lungometraggi su Dracula.

L’urlo del principe Vlad emesso quando conficca la spada nella croce non è stato fatto da Gary Oldman. La voce è di Lux Interior (ma che nome è?!), il cantante del gruppo musicale punk The Cramps.

L’attrice Sadie Frost si tinse i capelli di rosso perché si temeva che, mora com’era in effetti, potesse assomigliare troppo a Winona Ryder.

Non è immediatamente riconoscibile, ma Anthony Hopkins nel film ha anche la parte del prete ortodosso che dice al principe Vlad che l’anima di Elisabeta suicida è dannata.

Gli incassi del film salvarono la Zoetrope, la casa di produzione di Coppola, dalla bancarotta dopo che in tre anni aveva accumulato debiti per 27 milioni di dollari.

Quando Mina si ricorda della sua vita precedente nei panni di Elisabeta, dice di ricordarsi “una terra al di là di una foresta”, che è l’etimo del termine “Transilvania”.

Steve Buscemi fu il primo ad essere scelto per il ruolo di Renfield ma l’attore rifiutò.

Coppola ha apertamente criticato le sue stesse ragioni che lo portarono alla scelta di Reeves per coprire il ruolo di Jonathan Harker: aveva bisogno di una star bella e giovane per richiamare pubblico femminile.

Il ritratto di Dracula di cui parla Harker dopo il suo arrivo al castello è, in effetti, un autoritratto del pittore tedesco Albrecht Dürer (1471-1528) a cui fu sostituito il volto con quello di Gary Oldman.

Ad un certo punto si vede Mina che passa vicino alla pubblicità del Lyceum Theatre e di Henry Irving. Bram Stoker gestì a suo tempo il Lyceum e Sir Henry Irving si dice sia stato una delle fonti d’ispirazione principali per Stoker nella stesura del personaggio di Dracula.

Dopo il primo incontro fra gli attori, Coppola chiese loro di leggere a voce alta tutto il romanzo di Stoker per entrare meglio nella storia. Ci vollero due giorni.

La piccola bambina portata nella cripta da Lucy era veramente terrorizzata dal make-up di Sadie Frost e non si aspettava certo di dover fare più di un ciak. Coppola e la Frost dovettero intortarsi la bambina con un sacco di moine per convincerla a fare più di una ripresa.

Durante le riprese occorse per filmare la scena in cui Dracula-Oldman lecca il sangue dal rasoio di Harker-Reeves, Oldman era parecchio alticcio. Le riprese furono fatte a notte fonda.

L’idea iniziale era quella di girare il film in Romania, ma la Columbia, volendo limitare le spese, impose di girare negli studios di Los Angeles.

Fra quelli vagliati per la parte di Dracula, ci furono Andy Garcia (preoccupato per il numero di scene a tono sessuale), Gabriel Byrne, Armand Assante, Antonio Banderas e Viggo Mortensen.

Le fiamme blu sorpassate dalla carrozza all’entrata del castello, sono una cosa citata direttamente nel libro di Stoker. Nel romanzo si spiega che una sola notte all’anno si possono vedere fiamme blu sopra terreni che nascondono tesori.

L’abito che indossa Dracula nell’ultima parte del film è stato disegnato ispirandosi al dipinto di Gustav Klimt “Il Bacio”.

Coppola e la produzione avrebbero voluto Liam Neeson per il ruolo di Van Helsing. Ma dopo che Hopkins, ancora caldo dal successo de Il silenzio degli Innocenti (1991) si mostrò interessato al ruolo, l’idea di ingaggiare Neeson venne scartata.

Nella scena in cui Dracula appare come mostruoso pipistrello, quando cioè viene sorpreso in camera con Mina, Gary Oldman ebbe non pochi problemi con la tuta che lo stringeva troppo. Soprattutto l’attore pensava di non essere affatto spaventoso. Coppola suggerì ad Oldman di sussurrare nell’orecchio di ciascun attore maschile fra quelli che sarebbero piombati nella stanza, qualcosa di terrificante. Oldman lo fece. Nessuno sa cos’abbia detto ma, a guardare la reazione degli attori, la cosa pare aver funzionato.

Lo sceneggiatore James V. Hart iniziò a scrivere la sceneggiatura di questo film fin dal 1977.

I capelli di Gary Oldman furono tagliati in modo da far radicalmente arretrare la sua attaccatura di capelli sulla fronte, sia per ragioni di make-up, sia per farlo assomigliare di più al principe Vlad.

La vista esterna del castello di Dracula è stata realizzata prendendo come modello il quadro “Resistenza: l’idolo nero” dell’artista ceco Frantisck Kupka.

Per mettersi nel giusto tragico stato d’animo, ad esempio per la scena iniziale in cui ficca la spada nella croce, Oldman si guardava le fotografie di suo figlio Alfie.

La scena della carrozza di Dracula che arriva al valet è presa direttamente da La maschera del Demonio (1960) di Mario Bava.

L’idea iniziale di Coppola era quella di realizzare il film con uno stile impressionista, giocando con le luci, riducendo al minimo l’arredamento e spendendo molto per i costumi. La produzione però non lo appoggiò in questa idea e gli impose di costruire dei set credibili.

Lo sposalizio fra Mina e Jonathan Harker fu filmato in una vera chiesa ortodossa di Los Angeles da un vero prete che pronunciò tutto il rito; alla fine delle riprese ci si rese conto che i due attori in pratica erano stati sposati con rito ortodosso.

Al test screening risultò che il film fosse troppo pieno di scene di sangue e quindi 25 minuti di film vennero tagliati per limitare lo splatter.

Si tratta di uno dei pochi film su Dracula in cui, come vuole il romanzo, il Vampiro compare all'inizio come un vecchio dai capelli bianchi e a mano a mano che si nutre di sangue diventa più giovane.

Gli effetti vocali delle mogli di Dracula furono creati dall'artista avanguardista greco-americana Diamanda Galas.

Diversi elementi del film recuperano idee presentate in precedenti pellicole vampiresche: 1) L'idea che Renfield fosse un collega di Harker è stata usata da diversi film a partire dal Nosferatu del 1922; nel libro i due personaggi non sono collegati in alcun modo. 2) La frase "Io non bevo mai... vino è presa dal Dracula del 1931. 3) L'idea che Dracula si rechi a Londra per recuperare la reincarnazione di sua moglie fu usata la prima volta in Il demone nero (Dracula, 1973). 4) I matti in manicomio che si agitano per l'arrivo del Vampiro è un'idea che deriva dal Dracula del 1979.

La scena in cui Dracula trasforma le lacrime di Mina in diamanti è presa da La Bella e La Bestia (1946) di Jean Cocteau.

La finestra nella camera da letto di Lucy richiama L'amaro tè del generale Yen (1933) di Frank Capra.

Coppola e gli effettisti consultarono un illusionista per realizzare la scena in cui si vedono le draculesse "sorgere" dal letto.

Le attrici che s-vestirono i panni delle mogli di Dracula, accettarono di buon grado di essere nude sul set. Tuttavia, al momento di girare, nessuno aveva il coraggio di chiedere loro di togliersi tutti i vestiti. Coppola chiese a suo figlio Roman di andare dalle tre donne ad annunciare lo "strip", Roman non ebbe il coraggio e chiese ad un altro membro della crew di farlo.

Nella scena della rasatura di Harker, i muri di scena si avvicinano lentissimamente alla mdp in modo da elicitare un inconscio senso di claustrofobia.

Coppola, prima che fosse distribuito nelle sale, mostrò il film all'amico George Lucas. Questi suggerì a Coppola che volendo rimanere aderenti al mito vampiresco, Mina avrebbe dovuto decapitare Dracula nel finale, per permettergli di andare in Paradiso. Coppola accettò il consiglio e girò l'ultimissima scena tre settimane prima che il film raggiungesse le sale.

La lingua parlata all'inizio del film non è rumeno medioevale ma piuttosto inglese medioevale tradotto in rumeno moderno.

Varna non è mai stato un porto rumeno, bensì è bulgaro. Bram Stoker stesso scrive che Dracula partì da Varna per andare a Londra. Comunque né Stoker né in questo film si suggerisce che Varna sia un porto della Romania, questa semmai è un'errata inferenza che si fa sapendo che Dracula viene dalla Romania.

Il film si svolge nel 1897. Van Helsing, praticando una trasfusione, parla del metodo Landsteiner, metodo che però fu sviluppato nell'anno 1900.

Il film visto da Dracula e Mina non può essere un vero film antico, infatti alla fine del XIX secolo i film venivano prodotti a 16 fotogrammi al secondo con il risultato di apparire scattosi; il film visto dai due mostra immagini troppo fluide.

Van Helsing parla con un accento tedesco ma in verità il personaggio dovrebbe essere olandese.

Quando il dottor Seward telegrafa il messaggio a Van Helsing, si può notare che le scritte sono in font OCR (optical character reader), inventato non prima del 1968.

Marie Curie viene citata nel film (che si svolge nel 1897) ma di lei la comunità scientifica non avrebbe saputo nulla fino al luglio 1898, quando uscì il suo primo studio.

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