TRAMA

Due coppie in vacanza in Transilvania rimangono bloccate per la rottura della carrozza. Vengono recuperate e portate al castello di Dracula (Christopher Lee) dove vengono accolte da Klove (Philip Latham) servitore del Vampiro. Klove riporta in vita Dracula che vampirizza subito Helen (Barbara Shelley). Ad opporsi al principe delle tenebre il prete Sandor (Andrew Keir).

 


DRACULA PRINCIPE DELLE TENEBRE
titolo or.: Dracula: Prince of Darkness - UK - 1965 - 90' - Colore

di Terence Fisher

GENERE
HORROR
IN BREVE
Manca davvero Van Helsing/Cushing e il Dracula/Lee che non parla manca di qualcosa. Comunque Fisher sa il fatto suo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ricordi bene, signor Kent, che questa donna non è più sua cognata. E' morta. E' un involucro in cui abita la quintessenza del male. Distruggendolo si distrugge soltanto il male"

Secondo sequel, cioé terzo film della saga Hammer iniziata con Dracula il Vampiro (1958). Grande ritorno di Christopher Lee nei panni del Conte, anche perché l'allontanamento dai panni del vampiro per crearsi una dimensione attoriale alternativa non aveva portato buoni frutti a Lee. Quindi Christopher tornò con le pive nel sacco e con la richiesta di non dare voce al non-morto, dati i dialoghi pessimi che aveva potuto leggere nel copione affidatogli. Quindi in Dracula, principe delle tenebre il Vampiro non dice una parola, spalanca gli occhi iniettati di sangue, sibila, "ruggisce" accrescendo così la sua dimensione bestiale ma perdendo qualcosa sul piano del fascino umano. Il vero problema è che in questo film manca la nemesi di Dracula, quel Van Helsing perfettamente incarnato da Peter Cushing, inaugurando l'assenza di Cushing che si manterrà fino a 1972: Dracula colpisce ancora. Fra assenze che pesano come un macigno e silenzi di troppo, Dracula principe delle tenebre non funziona perfettamente sebbene avesse grosse potenzialità. Piacevolmente sinistro, ad esempio, l'incipit con gli autoctoni che non ammettono l'esistenza del castello, la carrozza che si muove da sola, i bagagli che finiscono magicamente nelle rispettive camere. Assolutamente pregevole l'uccisione di Charles Tingwell e la resurrezione di Dracula grazie al sangue del primo appeso come un maiale scannato sopra il sarcofago del Vampiro. Non funziona benissimo invece il prosieguo della faccenda con Dracula che prova a sedurre Diana (Suzan Farmer) mentre il marito Charles (Francis Matthews) cerca in ogni modo di salvarla; narrativamente il film ci perde riducendosi ad una serie di episodi interconnessi non scorrevolmente. Da far notare invece il potensiale sessuale della faccenda, non solo nella "eroticissima" scena in cui Dracula si taglia il petto per far bere il proprio sangue a Diana, ma soprattutto per come è stato scritto il personaggio interpretato dalla Shelley. Le due coppie di fidanzati ben rappresentano la borghesia inglese e Helen incarna alla perfezione il perbenismo vittoriano, quindi la sua trasformazione in voluttuosa vampira che annulla, grazie ad un morso, la repressione sessuale donatagli da un'educazione bacchettona, non è affatto cosa secondaria. Bella la scena dell'uccisione della donna. Meno incisivo invece il finale del film con Dracula intrappolato nel ghiaccio, trovata che dava da intendere la pianificazione di ulteriore sequel. Gradevole intermezzo comunque diretto da Fisher con la sua conseueta professionalità ed eleganza.

Preceduto da Dracula il Vampiro (1958), Le Spose di Dracula (1960), e seguito da Le amanti di Dracula (1968), Una messa per Dracula (1969), Il marchio di Dracula (1970), 1972: Dracula colpisce ancora (1972), I satanici riti di Dracula (1973), La leggenda dei 7 vampiri d'oro (1974).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Girato fra il 26 aprile 1965 e il 4 giugno dello stesso anno in Romania, ai Bray Studios (Down Place, Oakley Green, Berkshire, UK) e, le scene nel monastero, alla Chiesa di San Michele (Bray, Berkshire, Inghilterra, UK).

Il film fu realizzato quasi contemporaneamente a Rasputin, il monaco folle (1965) usando gli stessi sets e lo stesso cast.

Tutti gli urli che nella versione originale sono emessi da Barbara Shelley furono doppiati da Suzan Farmer.

A Londra il film fu distribuito in double-bill con La lunga notte dell'orrore (The Plague of the Zombies, 1966).

Per la scena in cui Dracula risorge dalla tomba aprendo gli occhi, ad un assistente al montaggio venne l'interessante idea di eliminare i quattro fotogrammi occupati dall'apertura delle palpebre in modo che il risultato fosse l'apertura improvvisa, scioccata e scioccante degli occhi. Tuttavia il montatore Chris Barnes aveva già concluso il monatggio della pizza sicché l'idea del primo non venne mai realizzata.

Quando Helen si becca il paletto nel cuore, questo viene piantato in una posizione troppo bassa del torace, tale che non avrebbe potuto colpire il cuore.

La scena della resurrezione di Dracula fu realizzata montando in dissolvenza 12 riprese realizzate da altrettante telecamere fisse, le quali avevano catturato le ceneri, poi uno scheletro, poi un po' di grasso sullo scheletro, poi la nebbia, etc.

Nella scena finale si può vedere in cielo la riga di condensa lasciata da un jet di passaggio.

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