Natali gira questo brevissimo insieme
ad altri sei corti mentre ancora frequenta il Canadian
Film Center, scuola di cinema che produrrà il suo
successivo capolavoro, Cube
(1997). In Elevated si possono già cogliere
molte delle tematiche che faranno grande Cube: l'inquietudine,
il non spiegato, il mistero, l'orrore non visto né
visibile. Lo script di Elevated è stato
scritto da Caren Walton (Ginger Snap) e, data
la durata della pellicola, lancia subito i protagonisti
nell'azione più frenetica, seguiti dal magistrale
uso della camera da parte di Natali, il quale riesce fra
grandangoli e soggettive a fondere a meraviglia l'asetticità
fredda dell'ascensore ed il "bollente" stato
d'animo dei tre protagonisti. Natali probabilmente prende
spunto, per questo corto, dall'atmosfera misteriosa che
si viveva negli episodi di Ai Confini della Realtà,
ma riesce ad attualizzare il tutto con grande maestria.
Il finale è, ovviamente, a sorpresa ma si disinteressa,
giustamente, di dare una giustificazione plausibile e
completa allo spettatore. Mistero era e, in qualche modo,
mistero rimane. Se riuscite a trovarlo guardatelo assolutamente.
Si rimanda a Cube per
approfondire le tematiche trattate "velocemente"
in Elevated e per gustarsi questa perfetta inquietudine
in un ambiente sicuramente più ampio ma non meno
claustrofobico.
Se vi piace il genere guardatevi Devil (2010).