La Frase dal Film:
"Carla, tu sei una delle persone più equilibrate che io conosca e decisamente non sei affatto pazza. Ma quando uomini che non esistono vengono in camera tua e hanno un rapporto con te... beh... è ora che tu vada da un bravo psichiatra"
Uscito un anno prima di Poltergeist (1982) e basato su un fatto vero* novellizzato da Frank DeFelitta nel libro "the Entity" (1978), lo stesso autore di "Audrey Rose" da cui fu tratto un film omonimo del 1977, anche quello su un'entità spirituale sballata. Mentre Audrey Rose fu un floppone, Entity no, soprattutto per il fatto che c'è di mezzo la sessualità di una donna violentata da un'entità soprannaturale indomabile che è la concretizzazione di una delle fantasie erotiche più ricorrenti, soprattutto fra alcuni membri del sesso femminile. E mi spiego. La fantasia sessuale di stupro, che non è affatto il desiderio reale di essere stuprata, è una soluzione inconscia di compromesso fra il desiderio di fare sesso e la censura dello stesso, in genere perché la donna che sviluppa tale fantasia ha difficoltà ad accettare razionalmente i propri desideri o alcune particolari desideri erotici. Ecco che nasce lo spettro (o fantasia) dello stupratore, cioé il sogno (notturno, a occhi aperti o allucinato) di un una proiezione esterna che in quanto tale è diversa da noi, non è noi, e può operare in libertà senza ricadere sotto gli strali della censura del Super-Io (se vogliamo proprio usare termini psicanalitici). Quindi nella fantasia non è la donna a fare sesso ma è costretta a farlo dallo stupratore, la donna non ha nessuna colpa e in questo modo può fare sesso dando la procura della responsabilità ad un "altro". Nel film Carla Moran si stupisce di avere avuto due orgasmi durante uno degli assalti dell'entità ma non è per nulla strano. Carla può godere del sesso perché non è lei a volerlo, non è colpa sua. Ecco cosa pensa lo psicologo che l'ha in cura quando ritiene che il suo passato di violenze sessuali abbia potuto crearle un blocco sessuale che riesce a superare solo tramite un'allucinazione e che magari dietro ci possano essere delle fantasie incestuose verso il figlio che lei non riesce ad accettare e realizza in forma nevrotica tramite un'allucinazione. Può sembrare una cosa strana ma fino alla prima parte del XX secolo, cioé fino a che la donna non è riuscita a conquistare un'indipendenza sessuale e ad accettare (e a far accettare al maschio) la propria sessualità, i disturbi isterici o nevrotici erano i più frequenti per il sesso femminile che aveva sani e normali impulsi sessuali ma era educato a sopprimerli e a negarli. Ma veniamo al film. The Entity gioca, per buona parte dello svolgimento, in maniera direi Lewtoniana (vedi Il Bacio della Pantera, 1942) con il materiale trattato. Carla Moran è una persona psicologicamente disturbata o in effetti siamo in presenza di un fenomeno paranormale? Le spiegazioni che vengono date dallo psicologo Sneiderman non fanno una grinza: Carla ha un passato di abusi, è una donna sola, con un compagno sempre assente, con tre figli, con un lavoro, non fa sesso da tempo, uno dei figli ormai è un uomo, un bell'uomo. Ecco che il desiderio sessuale in parte aggravato dall'incestuosità si esprime in maniera patologica. Però si assiste a una serie di eventi paranormali che non possono essere spiegati solo dalla psicologia. Allora cosa? The Entity rimane in bilico per quasi tutto il tempo, tentando di giocare con due mentalità che forzano a loro vantaggio i fenomeni rischiando di incappare in riduzionismi, poi collassa verso la spiegazione demoniaca, con il "mostro" bloccato nel ghiaccio come i vecchi film di fantascienza e lo psicologo che si dimentica la diagnosi e, anche se non detto espressamente, s'innamora della donna che fino a poco prima voleva internare. L'ipotesi che una madre di famiglia, oltretutto bella, possa essere disturbata nella psiche, evidentemente non piace a nessuno. Ma va bene così, in fondo non si tratta di un documentario su un caso clinico, alla fine quello che conta sono le scene spaventose di aggressione e poltergeist. Quelle sono fatte bene. Le scena della brava Barbara Hershey nuda sul letto che viene toccato da una mano invisibile è memorabile, costruita volutamente per essere ugualmente erotica e inquietante, quasi trasformando lo spettatore nella "entità" che tocca con gli occhi il corpo della donna. E' un film dalla tematica complessa, che gli sceneggiatori hanno deciso di risolvere in maniera piuttosto popolare anche se il finale aperto dimostra una certa onestà intellettuale. Chissà cosa sapranno fare nel 2010 quelli che stanno remeccando questo film che uscirà con lo stesso titolo? In ogni caso buttateci un occhio, è un film che ha i suoi meriti.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato in esterni a Santa Monica (California).
*La storia è tratta dallo "strano" e vero caso di Doris Bither avvenuto a Culver City (California) negli anni '70. Aveva 4 figli: tre ragazzi e una bambina. Un figlio della donna ha rilasciato una lunga intervista nella quale, in conclusione, commenta un'affermazione resa da sua madre al Dr. Barry Taff che era riuscito a stare in contatto con lei. La donna sosteneva di essere stata ingravidata dal poltergeist. Il figlio, con le sue parole, fa pensare seriamente che la madre avesse qualche disturbo isterico e ci fosse ben poco paranormale in ballo: “It’s possible. I mean, my mother moved around a lot. She was so unstable, we would lose contact with her. She had so many boyfriends and husbands, that I lost count. So it’s a possibility that one of her boyfriends got her pregnant” [E' possibile. Voglio dire, mia madre ha girato parecchio. Non era stabile al punto che avremmo potuto perdere i contatti con lei. Aveva così tanti fidanzati e mariti che ho perso il conto. Quindi il fatto che uno dei suoi compagni l'abbia messa incinta è una possibilità]. Dov'è la magia? Ecco perché è meglio il cinema, fosse pure horror! Comunque Doris Bither è morta nel 1995 per infarto polmonare.
Per la scena nella quale l'entità molesta la donna palpandole il seno, l'effetto è stato reso sparando sulle mammelle dell'attrice un getto d'aria a pressione così da far "rientrare" la pelle come se fosse toccata da un dito.
L'attrice Barbara Hersey è l'attuale fidanzata convivente dell'attore Naveen Andrews, noto come Sayid nella serie Lost. Lui è più giovane di lei di 21 anni.