La Frase dal Film:
"Oggi, da qualunque parte guardi, vedo solo il
male; Dio resta in silenzio"
Dopo il successo internazionale di Un
tranquillo week-end di paura (Deliverance,
1972), il regista John Boorman ottenne il credito per lanciarsi
a pieno titolo nell'horror, ma non in un'operazione da quattro
soldi, bensì nel sequel de L'Esorcista
(1973), il film d'orrore che più di tutti aveva atterrito
il pubblico mondiale e più di tutti gli altri horror
ha sbancato il botteghino. Risultato: un fiasco. I rimontaggi
che il film subì in seguito al pessimo ritorno di
pubblico furono un modo di salvarsi in extremis ma quello
che ne venne fuori convise comunque poco: se Padre Lamont
nell'originale sopravvive liberando Regan, nel rimontaggio
muore premendo sulla dimensione drammatica ma non stravolgendo
un film che ha comunque troppi punti confusi. Prima di tutto
Boorman rinuncia a tutti gli elementi più commerciali
che avevano reso L'Esorcista una pellicola vincente e si
imbarca in un viaggio iniziatico e mistico attraverso una
parabola che vede il bene e il male come uniti in alcuni
personaggi che sono tanto buoni da poter diventare tremendamente
cattivi. Questo detto (da me) in maniera "semplice"
in modo da evitare un eccessivo spoiling. L'incontro tra
gli opposti è un po' il tema portante del film: si
tratta della scienza (incarnata dalla dottoressa Tuskin)
vs. la spiritualità, e la cosa si declina anche nei
due grandi blocchi incentrati gli uni nelle riprese della
New York di metallo e vetro vs. le riprese dell'Africa tribale.
Questa visione degli "antitetici" ha un certo
fascino che raggiunge il picco massimo nei voli a planare
della locusta nei canyons, accompagnati dalle grida del
demone. La sopravvalutazione del weird è però
dietro l'angolo e ciò che pare più affascinante
può anche rischiare di essere un poco pacchiano.
Pollice verso anche nei riguardi dei dialoghi sovente stucchevoli,
rispetto alla presenza di alcuni personaggi fondamentalmente
superficiali (si pensi alla tata Sharon), e rispetto al
protagonista Burton che non sembra funzionare così
bene con la Blair. Il film è reso tecnicamente interessante
dagli effetti speciali ma questi non suppliscono alle lacune.
James Earl Jones con un vestitone da falena-locusta preconizza
il Thulsa Doom di Conan il Barbaro (1982) e il
finalone mangiabudget con la casa di Regan che si spacca
in quattro pare baraccone. Anche il mitico Ennio Morricone
non pare aver brillato allo score. Insomma, nonostante sulla
carta il film dovrebbe funzionare, visto il cast quasi stellare,
gli effetti, la tecnica (la fotografia in effetti è
molto buona), in pratica Boorman si lascia prendere la mano
in un film che finisce per essere pretenzioso e assurdo,
a partire da una macchinetta che dovrebbe favorire un'ipnosi
simultanea e "collimata". Se non avesse avuto
alle spalle la scomoda ed enorme ombra del capolavoro del
'73, forse questo Esorcista II avrebbe potuto trovarsi
una sua onorevole nicchia ethno-fashion come accadrà
per Il serpente e l'arcobaleno
(1988). In definitiva, da noleggiare solo se avete pianificato
l'excursus della saga. Nota personale: nel vedere la Blair,
al tempo del film diciottenne, non so come ma mie è
balzato alla mente uno scambio di battutte udibile nel film
Invito a
cena con delitto (1976) fra Peter Falk e David Niven,
quando Sam Diamante dice che le migliori donne da portarsi
a letto sono le "servette grasse". Potere delle
associazioni mentali.
Preceduto da L'Esorcista
(1973), seguito da L'Esorcista
III (1990), L'Esorcista
- La Genesi (2004) e il prequel rifiutato Dominion:
Prequel to the Exorcist (2005).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, costato circa 14 milioni di dollari,
ne ha incassati la stessa cifra solo con il noleggio. E'
stato girato fra il maggio 1976 e il novembre dello stesso
anno; ecco le locations: Glen Canyon (Utah), Hitchcock Steps
- 36th and Prospect Streets, Georgetown (Washington DC),
New York City (NY), Page (Arizona), Warner Brothers Burbank
Studios - 4000 Warner Boulevard, Burbank (California).
L'Esorcista II - L'Eretico esiste
in almeno tre versioni. La versione originale di 3 ore (Director's
Cut) fu ridotta dal regista stesso a 118 minuti il giorno
prima della premiere. In seguito allo scarso successo si
optò per un'ennesima riduzione a 110 minuti. Quest'ultima
è la versione più nota al pubblico, circolata
in tv e per l'home-video.
Durante la lavorazione del film, il regista
Boorman contrasse la coccidioidomicosi (nota anche come
"Febbre della San Joaquin Valley", si tratta di
un'infezione polmonare causata da un fungo), tale malattia
bloccò le riprese per cinque settimane. La causa
derivava dalla sabbia usata sul set africano.
Linda Blair si rifiutò di sottoporsi
di nuovo al trucco al quale si era sottoposta per il precedente
film, così nelle scene di flashback la Regan posseduta
venne interpretata da una controfigura.
Louise Fletcher (la dottoressa) non amava
lo script e voleva fare dei cambiamenti, mentre il regista
Boorman provò a mollare il film ma venne minacciato
di un'azione legale nei suoi confronti se se ne fosse andato.
Per il ruolo di Padre Lamon furono presi
in considerazione anche Jon Voight, Christopher Walken e
Jack Nicholson.
In origine lo script aveva un ruolo più
importante per il personaggio del Tenente Kinderman interpretato
da Lee J. Cobb nel film del 1973. Lo script per "L'Eretico"
non ha molte somiglianze con il libro Legion di
William Peter Blatty che invece venne trasposto ne L'Esorcista
III con il Ten Kinderman (interpretato da George C.
Scott) con un ruolo principale.
Quando il ruolo del Dr. Tuskin era ancora
scritto per un uomo, furono presi in considerazione Chris
Sarandon, George Segal, e David Carradine. Il regista scratò
Sarandon, mentre Segal domandò troppi soldi. Nel
momento in cui si decise di rendere femminile il ruolo del
doc, lo sceneggiatore suggerì Jane Fonda o Ann-Margret
prima che Boorman decidesse per Louise Fletcher.
Linda Blair disse nelle interviste che
il suo rapporto con Richard Burton era splendido e che spesso
l'attore le citava pezzi delle tragedie Shakespeariane.
Nonostante ciò aggiunse che Burton iniziava la giornata
sobrio, ma a fine giornata era ubriaco.
La versione di 118 minuti fu accolta così
male dal pubblico che gli spettatori del cinema sull'Hollywood
Boulevard, alla premiere, tirarono oggetti contro lo schermo
alla fine della proiezione.
Lo sciame di locuste fu realizzato pitturando
di marrone molte centinaia di noccioline e lanciandole attraverso
un getto d'aria. Il regista sperimentò diverse tecniche
per ottenere l'effetto dello sciame di locuste (incluso
bloccargli le gambe per imedire agli insetti di posarsi)
ma nessuno lo convinse più delle noccioline (soprannominate
"Larrys" dalla crew).
Al tempo in cui il film fu fatto, si trattava
della produzione più costosa mai affrontata dalla
Warner Bros.
In una delle ultime scene, quando la casa
si rompe e il letto si muove, Linda Blair in effetti cadde
dal letto in una crepa del pavimento. La visione dei giornalieri
esaltò la produzione perché questa scena aveva
un grosso impatto, però la stessa scena dovette essere
scartata poiché si vedeva la mano di un assistente
che spuntava per aiutare la Blair ed evitare che si facesse
del male.
In una scena (che dura 8 minuti e 10 secondi)
il montaggio taglia 26 volte su primipiani di Lamont (Burton)
che non si muove né parla.