La Frase dal Film:
"A volte penso che Dio si veda meglio dall'Inferno"
Rimando alla recensione di Dominion:
Prequel to the Exorcist (2005) la disanima sui ribaltoni
produttivi che hanno fatto del prequel-project un caso cinematografico
prima ancora che le due pellicole approdassero nelle sale.
Fatto sta che al dramma psicologico-spirituale di Schrader,
troppo a secco di splatter per la produzione, si è
preferito questo film fatto da un regista che, a loro modo
di vedere, la sapeva più lunga sul come intrattenere
il pubblico. In effetti Renny Harlin ha al suo attivo dei
successi di pubblico quali Die Hard 2 (1990), Cliffhanger
(1993), Driven (2001) ed una certa esperienza nell'horror
con Nightmare 4 -
Il non risveglio (1988) e Prison (1988).
Il prologo della versione di Harlin, portentoso e visivamente
accattivante, sembrerebbe dare ragione alla scelta dei produttori.
Sfortunatamente pochi minuti dopo si è proiettati
in un film che più che L'Esorcista, ricorda
uno spoof di Indiana Jones, con un Indiana Merrin post Seconda
Guerra Mondiale, a ravanare nel Tempio Maledetto con i Nazi
alle "calcagna" in cerca di un Arca da non aprire.
Questo non è il peggio. Il film, a volte noioso,
a volte scombinato, presenta molti personaggi secondari
che non trovano un loro reale sviluppo e si perde nel creare
dei momenti di tensione e paura molto a buon mercato (che
però, va ammesso, possono funzionare); al di là
del fatto che gli SFX in genere non sono eccellenti e quelli
in CG sono davvero scarsi...vedi le iene. Soprattutto nella
seconda parte della pellicola, questo procedere in modo
indeciso di personaggi e trama, crea un grosso limite a
livello emotivo e narrativo. Ci sono anche elementi positivi,
comunque. Primo su tutti aver riproposto alcune situazioni
che richiamano direttamente L'Esorcista del 1973,
cosa che, diciamolo, ci aspettavamo e speravamo tutti. Quindi
plauso al makeup che ricorda il viso indiavolato della Blair
e vociona da "esorcista", appunto. In più,
questo prequel osa là dove L'Esorcista II - L'Eretico
e L'Esorcista III avevano toppato, ovvero ci mostra
un sano esorcismo e non un rituale arrabattato come si vedeva
nei due film del '77 e del '90. All'alba del 2004 Padre
Merrin grida, croce in mano, come un forsennato e c'ha tanto
fiato da spaccare le ossa. Il finale, in effetti, galvanizza
come ai tempi Hulk Hogan. Harlin quindi osa e fa bene, ma
soprattutto sa dove fermarsi e ci evita una pacchianissima
vomitata verde che sarebbe stata un becero scimmiottamento.
Il film, che presenta un alto tasso splatter per un prodotto
sostanzialmente mainstream, si concede, oltre a qualche
prevedibilissimo tocco blasfemo, anche un certo sadismo
nei confronti dei bambini ai quali non viene risparmiato
nulla: l'aggressione delle iene ai danni del piccolo autoctono
potrebbe essere un bel pugno nello stomaco per i poco avvezzi
all'horror; per non parlare del feto pieno di vermi. Gli
appassionati apprezzeranno (gli appassionati di horror,
intendo...ma forse anche quelli di vermi). L'attore svedese
Stellan Skarsgård (Dogville, 2003; King
Arthur, 2004; Pirati dei Caribi: Il mistero del
forziere fantasma, 2006) che veste i panni di Merrin
mi piace e non c'è dubbio che con uno sguardo così
torvo (un po' monocorde, in verità) darà del
filo da torcere a Pazuzu (che poi è Satana, Lucifero
o cosa? Mah!). L'attrice Corupco è piacevole agli
occhi ma passa in secondo piano seguita da tutti gli altri
personaggi. Bella la fotografia ambrata del nostro Storaro,
così come le scenografie curate da Stefano Ortolani,
soprattutto quelle in chiesa e nei sotterranei. Tutto sommato,
fra pregi e difetti, ed evitando soprattutto di porre paragoni
fra questo e il capostipite (cosa insensata e sterile),
L'Esorcista - La Genesi è un film che garantisce
un certo intrattenimento e, cosa più positiva, ha
attirato l'attenzione del pubblico verso il prequel di Schrader
rifiutato dalla Warner Bros, film che ha rischiato di non
vedere mai la luce del sole.
All'inizio fu L'Esorcista
(1973), quindi L'Esorcista II:
l'eretico (1977), L'Esorcista
III (1990), e il contemporaneo prequel rifiutato Dominion:
Prequel to the Exorcist (2005).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 50 milioni
di dollari ed è stato realizzato fra il 15 novembre
2003 e il 22 febbraio 2004. Le locations sono: Casablanca
(Marocco), Cinecittà (Roma).
La decisione presa da John Frankenheimer
di non girare il film fu presa dallo stesso regista un mese
prima della sua morte, avvenuta il 6 luglio 2002.
Inizialmente fu preso in considerazione
Liam Neeson per il ruolo di Padre Merrin.
Parecchi cambiamenti furono fatti dopo
il licenziamento di Paul Schrader, sia a livello di cast
che di crew. Alexi Hawley fu chiamato a ristrutturare lo
script e così tolse alcuni personaggi che comparivano
nella versione di Schrader, e ne aggiunse altri come quello
interpretato da Izabella Scorupco (Sarah). L'attore Gabriel
Mann, che recita nei panni di Padre Francis nella versione
originale non potè interpretare di nuovo la parte
a causa dei nuovi impegni presi, così fu ingaggiato
James D'Arcy.
Fu chiamato Stellan Skarsgård per
interpretare il Merrin giovane, ruolo che nel 1973 era stato
di Max von Sydow. Skarsgård ha circa dieci anni di
più di quanti ne avesse Sydow quando interpretava
quella parte.
I produttori presero in considerazione
l'idea di richiamare alla regia William Friedkin, il regista
del film del 1973.
Linda Blair rimase sconcertata quando scoprì
che la Warner Bros, senza averle chiesto il permesso, aveva
usato la sua immagine e la sua voce nella campagna pubblicitaria.
Il film inizialmente si beccò il
rating NC-17 (il nostro Vietato ai Minori). Tolte alcune
scene reputate le più violente, il rating scese al
più accettabile R (Restricted - sotto i 17 ci vuole
un adulto che accompagni).
Subito dopo che le riprese erano iniziate,
il regista Harlin fece un incidente e si ruppe una gamba.
Harlin andò in giro per i set tutto il tempo con
un tutore.
Padre Gionetti dà a Padre Merrin
una copia del Rituale Romanorum (per somministrare
esorcismi). Il titolo che si legge in copertina è
Roman Ritual (in inglese). Successivamente nel
film, Merrin chiede a Joseph di leggere dei passaggi del
libro e ci è data possibilità di notare che
le pagine sono scritte in inglese. Eppure nel 1949 il Rituale
Romanorum avrebbe dovuto essere scritto in latino,
poiché la traduzione in "volgare" dei testi
liturgici non fu permessa fino al Concilio Vaticano II,
inaugurato da Papa Paolo VI il 4 dicembre 1963. Il più
il Rituale Romanorum non fu pubblicato prima del
1950.
Quando, all'inizio del film, il prete bizantino
si fa il segno della croce, lo fa nel modo cattolico (da
sinistra a destra) mentre ogni bizantino di quel periodo
l'avrebbe fatto da destra a sinistra, aderendo alla variante
greca-ortodossa.
Il regista Harlin, che è d'origine
finlandese, ha lasciato una sua personalissima "firma"
nel film. Si tratta di una bandierina della Finlandia visibile
vicino alla stanza medica di Sarah.
Solo il 10 per cento delle scene filmate
da Scharder finirono nel film di Harlin: due minuti del
massacro nel villaggio olandese. Nella versione di Schrader,
la scena dura 20 minuti.
Il mitragliatore che gli Inglesi montano
per fronteggiare gli Africani è un MG42 di fabbricazione
tedesca. Nonostante la cosa non sia incongruente in maniera
assoluta (il film si svolge dopo la Seconda Guerra Mondiale),
è improbabile che l'esercito inglese avesse adottato
un'arma "nemica".
Quando nell'infermeria torna la corrente,
la luce e la radio si riavviano simultaneamente. Nel 1949,
comunque, le radio andavano a valvole e prima di partire
occorreva aspettare qualche istante perché le valvole
si scaldassero.