La Frase dal film:
"aiüdo...aiüdademi...aiüdo"
Un bel pezzo di sci-fiction che, a
dispetto di alcune leggerezze, non ha perso la sua forza
a distanza di decenni. Nonostante lo splendido remake
di Cronenberg del 1986 (La Mosca) più
sofisticato e legato alle mutazioni della carne (eh,
vecchio Crony...), questo L'Esperimento del dottor
K riesce a superare le piccinerie delle pellicole b-movie
del tempo e, coraggiosamente, mette in mano tutto il
peso dell'orrore e della disperazione ad una donna che
ama fino all'estremo sacrificio. Superbo come al solito
Vincent Price, questa volta in un ruolo un po' sottotono
(ci si aspetterebbe che sia lui il doc K), ma soprattutto
brava la Owens che riassume il fascino della donna borghese
americana degli anni '50 così come l'abbiamo
conosciuta nei film dell'epoca ma con un tocco di inquietudine
gotica ed una cifra eroica da...io ti salverò.
Tutto ci viene svelato fin dall'inizio della pellicola
e quindi la tensione si gioca nel flashback, in quei
momenti in cui si trattiene il fiato per non far scappare
la mosca bianca che la protagonista cerca disperatamente
di catturare con il retino in modo da poter (forse)
salvare il marito. La limitazione imposta dal codice
di regolamentazione cinematografica Hays del tempo di
non presentare sullo schermo elementi "fortemete"
esploitativi, si risolve in un successo in questo film
la cui forza è proprio in quell'inquietudine
che si crea nel non vedere cosa si cela sotto il velo
che copre la testa del dottore Delambre. Lo scopriremo
contemporaneamente alla moglie in una scena entrata
giustamente nella leggenda, con un'immagine della donna
che grida moltiplicata su schermo nella soggettiva dell'uomo
mosca. Ma come sempre ciò che pensiamo di stare
per vedere, opposto a ciò che in effetti vedremo,
è ciò che crea l'inquietudine. La visione
del faccione "mosculento" è, in una
certa maniera, un anti-climax. Non male le situazioni
in cui il doc ormai deforme deve succhiare gli alimenti
(tutto off-screen ma il rumore suggerisce l'azione).
Indimenticabile sopra ogni cosa il grido distorto e
soffocato della mosca-uomo impigliata nella tela di
un ragno che sta per divorare ciò che resta degli
atomi del fu-Andre Delambre. In conclusione, ottimo
sci-fi horror d'epoca con risvolti femministi ed antitecnologici
(e qualche ammiccamento al sesso...matrimoniale) che
aggiorna il mito del dottore pazzo e lo proietta nella
società del computer, civile e borghese in cui
nessuno può essere davvero crudele anche se le
conseguenze delle proprie azioni possono essere comunque
estremamente nefaste. Da vedere.
Seguito da La Vendetta del dottor K (1959), e da La Maledizione della Mosca (1965); remeccato nel 1986 da Cronenberg con La Mosca, a sua volta remeccato nel 2008 col titolo The Fly.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
A Michael Rennie (es.: Ultimatum
alla terra, 1951; La Tunica, 1953) fu
offerto il ruolo dello scienziato ma egli rifiutò
perché la sua testa sarebbe stata coperta per
la maggior parte del film.
"The Fly" in origine fu una
storia scritta da George Langelaan apparsa nel giugno
1957 su Playboy.
Il costo del set dello studio dello
scienziato ammontò a 28.000 dollari.
Kathleen Freeman, la cameriera, ha
al suo attivo oltre 2000 fra film e film TV.
Il primo scritt di James Clavell (lo
sceneggiatore) era molto fedele al racconto di Langelaan
ma la Fox preferì optare per un happy ending.
Patricia Owens aveva un vero e proprio
terrore per gli insetti. Il regista sfruttò questa
paura e non le mostrò il make-up del mostro fino
alla scena in cui lei avrebbe dovuto togliere il velo
al marito.
Dietro la maschera della "mosca"
c'era proprio l'attore David Hedison e non una controfigura.
Questo film fu il più grande
successo economico realizzato dal regista Neumann ma
lui non lo venne mai a sapere. Morì infatti un
mese prima...della prima.
Per la scena in cui la mosca è
bloccata nella tela del ragno fu costruito un animatrone
più che altro come punto di riferimento per i
due attori (Price e Marshall). Price disse in seguito
che quella scena fu rifatta un sacco di volte perché,
soltanto osservando l'animatrone, lui e Marshall scoppiavano
a ridere.