TRAMA

François Delambre rimane scioccato nel ricevere una telefonata che lo informa della morte del fratello Andre, la cosa peggiore è che scopre che l'uomo è morto schiacciato da una pressa idraulica, sotto la pressa sono rimaste il braccio e la testa. La moglie di Andre, Helene, ammette candidamente di essere la colpevole. Pochi giorni dopo la donna si deciderà a confessare l'atroce verità che sta dietro al fattaccio. Suo marito Andre, un geniale scienziato, aveva inventato una macchina per il teletrasferimento della materia. Quando si deciderà a fare da cavia umana, non presterà attenzione al fatto che insieme a lui è entrata anche una mosca nella macchina. Risultato: un uomo con la testa ed un braccio da mosca, e una mosca con la testa e le braccia da uomo. Lo scienziato e la moglie cercano di porre rimedio al danno.

 

 


L'ESPERIMENTO DEL DOTTOR K.
(titolo or.: The Fly - USA - 1958 - 94min - Colore)

di Kurt Neumann

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Un buon esempio di horror fantascientifico non banale con alcune scene indimenticabili
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal film: "aiüdo...aiüdademi...aiüdo"

Un bel pezzo di sci-fiction che, a dispetto di alcune leggerezze, non ha perso la sua forza a distanza di decenni. Nonostante lo splendido remake di Cronenberg del 1986 (La Mosca) più sofisticato e legato alle mutazioni della carne (eh, vecchio Crony...), questo L'Esperimento del dottor K riesce a superare le piccinerie delle pellicole b-movie del tempo e, coraggiosamente, mette in mano tutto il peso dell'orrore e della disperazione ad una donna che ama fino all'estremo sacrificio. Superbo come al solito Vincent Price, questa volta in un ruolo un po' sottotono (ci si aspetterebbe che sia lui il doc K), ma soprattutto brava la Owens che riassume il fascino della donna borghese americana degli anni '50 così come l'abbiamo conosciuta nei film dell'epoca ma con un tocco di inquietudine gotica ed una cifra eroica da...io ti salverò. Tutto ci viene svelato fin dall'inizio della pellicola e quindi la tensione si gioca nel flashback, in quei momenti in cui si trattiene il fiato per non far scappare la mosca bianca che la protagonista cerca disperatamente di catturare con il retino in modo da poter (forse) salvare il marito. La limitazione imposta dal codice di regolamentazione cinematografica Hays del tempo di non presentare sullo schermo elementi "fortemete" esploitativi, si risolve in un successo in questo film la cui forza è proprio in quell'inquietudine che si crea nel non vedere cosa si cela sotto il velo che copre la testa del dottore Delambre. Lo scopriremo contemporaneamente alla moglie in una scena entrata giustamente nella leggenda, con un'immagine della donna che grida moltiplicata su schermo nella soggettiva dell'uomo mosca. Ma come sempre ciò che pensiamo di stare per vedere, opposto a ciò che in effetti vedremo, è ciò che crea l'inquietudine. La visione del faccione "mosculento" è, in una certa maniera, un anti-climax. Non male le situazioni in cui il doc ormai deforme deve succhiare gli alimenti (tutto off-screen ma il rumore suggerisce l'azione). Indimenticabile sopra ogni cosa il grido distorto e soffocato della mosca-uomo impigliata nella tela di un ragno che sta per divorare ciò che resta degli atomi del fu-Andre Delambre. In conclusione, ottimo sci-fi horror d'epoca con risvolti femministi ed antitecnologici (e qualche ammiccamento al sesso...matrimoniale) che aggiorna il mito del dottore pazzo e lo proietta nella società del computer, civile e borghese in cui nessuno può essere davvero crudele anche se le conseguenze delle proprie azioni possono essere comunque estremamente nefaste. Da vedere.

Seguito da La Vendetta del dottor K (1959), e da La Maledizione della Mosca (1965); remeccato nel 1986 da Cronenberg con La Mosca, a sua volta remeccato nel 2008 col titolo The Fly.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

A Michael Rennie (es.: Ultimatum alla terra, 1951; La Tunica, 1953) fu offerto il ruolo dello scienziato ma egli rifiutò perché la sua testa sarebbe stata coperta per la maggior parte del film.

"The Fly" in origine fu una storia scritta da George Langelaan apparsa nel giugno 1957 su Playboy.

Il costo del set dello studio dello scienziato ammontò a 28.000 dollari.

Kathleen Freeman, la cameriera, ha al suo attivo oltre 2000 fra film e film TV.

Il primo scritt di James Clavell (lo sceneggiatore) era molto fedele al racconto di Langelaan ma la Fox preferì optare per un happy ending.

Patricia Owens aveva un vero e proprio terrore per gli insetti. Il regista sfruttò questa paura e non le mostrò il make-up del mostro fino alla scena in cui lei avrebbe dovuto togliere il velo al marito.

Dietro la maschera della "mosca" c'era proprio l'attore David Hedison e non una controfigura.

Questo film fu il più grande successo economico realizzato dal regista Neumann ma lui non lo venne mai a sapere. Morì infatti un mese prima...della prima.

Per la scena in cui la mosca è bloccata nella tela del ragno fu costruito un animatrone più che altro come punto di riferimento per i due attori (Price e Marshall). Price disse in seguito che quella scena fu rifatta un sacco di volte perché, soltanto osservando l'animatrone, lui e Marshall scoppiavano a ridere.