Sono molte le critiche che potrebbero essere
mosse a questo film ma ne vanno di certo sottolineate alcune
peculiarità davvero notevoli. La scelta del protagonista
cade su "Rowdy" Roddy Piper (vero nome Roderick
George Toombs), noto wrestler della WWF ora in pensione.
Questa scelta pesa sul risultato finale della pellicola:
Piper è impalato, cammina con meno agilità
del mostro di Frankenstein, le espressioni del suo volto
sono quelle basic (paura, felicità, rabbia), la scena
della lotta è insensatamente lunga e questo per lanciare
qualche briciola al pubblico americano che ai tempi osannava
Piper. Il film ha delle cadute di stile assai trash, dalle
battute che dovrebbero/vorrebbero essere simpatiche, alle
armi che sparano colpi infiniti, in più le scene
d'azione sono semplicissime e senza adrenalina. Eppure Carpenter,
che non è l'ultimo della lista, riesce a sviluppare
una trama, o almeno un concetto, davvero interessante e
tuttora attuale. Il film sarebbe una pellicola di fantascienza
ma la presenza degli alieni è solo metaforica e non
è ciò su cui conviene perdere tempo a riflettere.
Il film è una critcica per nulla velata allo yuppismo
e alla politica reaganiana, così come lo è
della TV e della società dell'apparire e del possedere.
Noi siamo i morti viventi (o meglio i morti dormienti) ma
manteniamo un aspetto sano (ribaltando l'assunto di Romero,
vedi Zombi), mentre chi tira le
file dietro lo specchio ha tutto l'aspetto di un morto vivente.
Carpenter sottolinea anche l'egoismo ed il menefreghismo
di coloro che per il loro benessere sono pronti a tradire
la razza umana e a schierarsi con gli alieni. Le immagini
in bianco e nero della città tappezzata di scritte
coercitive e subliminali è davvero qualcosa che rimane
in testa e che colpisce nel segno. L'idea che la classe
operaia possa essere la sola a poter ribaltare una situazione
d'iperdominio di stampo fascista è un po' debole
come escamotage ma presentato da un regista americano suona
meno stucchevole di quanto suonerebbe, per esempio, se fosse
presentato da uno italiano. Il film, in definitiva, è
semplice nella messa in scena ma incisivo nel messaggio
che trasmette ed alcune scene si fissano nella memoria con
grande facilità. Poco horror, in verità, ma
il risultato è sicuramete migliore rispetto ad altre
pellicole più note e generalmente più apprezzate
girate da Carpenter (leggi Christine
e Fog, ad esempio). Un must per gli
appassionati e per chi esce dal percorso mainstream.
Ho trovato questo DVD in una fumetteria
a 5 euro! Della serie chi cerca trova. A questo prezzo l'unica
cosa che non vale la pena comperare è Bambola
con la Marini. Il DVD distribuito dalla BIM, ovviamente,
non ha un accidenti di extra, comunque si vede e si sente
bene. Come dire: ok il prezzo è giusto!
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Nel film il protagonista non dice mai il
suo nome né gli viene chiesto, né viene chiamato.
Nei credits viene chiamato Nada, cioé "niente"
in spagnolo.
Nei credits del film lo sceneggiatore viene
segnalato come Frank Armitage, in verità sarebbe
lo stesso Carpenter. Il nome Frank Ermitage è un
riferimento al libro Neuromancer di William Gibson.
La lotta fra Nada e Frank doveva durare
20 secondi. Ma i due decisero di pestarsi davvero evitando
solo di colpirsi la faccia; Carpenter apprezzò e
la scena fu tenuta tutta, per la gioia dei maniaci della
World Wrestling Federation.
I sensori che usano le guardie sono i P.K.E
dei Ghostbusters (1984).
Alla fine del film si vedono due alieni
che dovrebbero essere critici cinematografici, i quali sostengono
che Carpenter e Romero sono troppo violenti: è una
critica velata a Gene Siskel e Roger Ebert. In effetti Siskel
aveva scritto una critica non positiva a La
notte dei morti viventi di Romero.