La Frase dal Film:
"Appena mi accorsi che era morta, pensai che ero stato io ad ucciderla e devo dire che questa convinzione suscitò in me un piacere morboso"
Tratto dal romanzo di Rodolfo Usigli e distribuito in Italia solo nel 1964, Estasi di un delitto rappresenta l'ultimo film di Buñuel del periodo messicano, periodo che alcuni hanno definito "commerciale". Non si tratta certo di una commercialità come può essere intesa oggi rispetto alle produzioni cinematografiche, infatti questo film del '55 non manca del tocco bizzarro ed immaginifico del regista spagnolo, stile che pone Estasi di un delitto al di fuori del tipico dramma thriller con protagonista un assassino. Di fatto, come primo elemento diverso dal solito, il protagonista Archibaldo de la Cruz (Alessandro nella versione italiana) non compie nessun crimine durante lo svolgimento dei fatti narrati ma si limita a vivere nell'estasi di poterlo compiere. Ad innescare il desiderio e la fantasia omicida, un carillon e la musica che ne sortisce (così come succederà con esiti più violenti in Profondo Rosso, 1975), che fra l'altro rappresenta la prima e l'unica volta che Buñuel fa ricorso ad un leitmotiv nella colonna sonora di un suo film. Le macabre ossessioni di Alessandro sono il fulcro intorno al quale ruota questa black comedy fatta di machismo (impotente), ipocrisia borghese, stupidi turisti americani, preti compiacenti, educazione religiosa, artisti capricciosi e feticismi sessuali. Usando ripetutamente il gioco degli specchi e dei riflessi, il regista rivela parte delle sue stesse fissazioni: il feticismo per i piedi, un certo voyeurismo che si ritrova nelle attente osservazioni dei litigi fra amanti (mostrati tramite uno specchio inclinato) e negli incontri di Carlotta (Ariadna Welter) con i suoi amanti. Vi è anche l'ossessione di catturare l'essenza della donna perfetta attraverso Lavinia (Miroslava Stern) e la verosimiglianza del suo manichino (il concetto del doppelganger sarà ripreso nel suo ultimo film: Quell'oscuro oggetto del desiderio, 1977). Buñuel gioca anche con il thriller hitchcockiano e con la simbologia di questo: il bicchiere di latte (Notorious, 1946) e il rasoio, che rappresenta un doppio richiamo sia ad Hitchcock (Io ti salverò, 1945) che a se stesso (Un Chien Andalou, 1929). Attraverso la bizzarra vita del protagonista Archibald, gentiluomo patito di porcellane e serial killer "wannabe", il regista spagnolo sovverte le convenzioni del suspense thriller dando vita ad una visione irriverente ed audace non solo del fenomeno omicidario ma anche e soprattutto della società e delle istituzioni. Ottima l'interpretazione dell'attore Alonsa e davvero curiosa la coppia composta dal riccone e dalla sua capricciosa ed infedele consorte; val la pena guardare il film anche perché rappresenta l'ultima e più nota interpretazione della sfortunata Miroslava Stern che si suiciderà alla fine delle riprese. Film curioso ma non eccessivamente criptico o simbologico e comunque mai noioso; non è un film per tutti i gusti ma si tratta comunque di una perla cinematografica a molti sconosciuta.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La bellissima Miroslava Stern, l'attrice cecoslovacca nei panni di Lavinia, ebbe con Estasi di un delitto la prima occasione di vero successo dopo una carriera di ruoli secondari. Accadde però che, per motivi sentimentali, la trentenne Miroslava si suicidò il 9 marzo 1955; la donna non era nuova a questi gesti visto che il suo primo tentativo di suicidio risaliva al 1942 quando un soldato col quale si sarebbe dovuta sposare fu ucciso in battaglia. La Miroslava si tolse la vita pochi giorni dopo la fine delle riprese e il caso volle che il giorno della prima di Estasi di un delitto, in cui si vede bruciare nel fuoco un manichino che la ritrae, il cadavere della donna venne cremato. La triste vita dell'attrice ispirò un breve romanzo scritto nel 1990 e un film: Miroslava (1993).