TRAMA

Lomenzo (Michele Placido) indaga sugli omicidi compiuti da un killer che sul luogo del delitto lascia i disegni tratti dalla fiaba "Pierino Porcospino". Mentre si spupazza Jeanne (Corinne Clery) e si fa dare una mano da Pietro Riccio (Eli Wallach), capo di un'agenzia investigativa, Lomenzo arriva a capire che tutto ha a che fare con un festino organizzato anni fa da un gruppo di ricconi.


E TANTA PAURA
(ITALIA - 1976 - 95min - Colore)

di Paolo Cavara

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Ben realizzato e diverso dal solito. Forse più furbo che bello.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "La linea che divide la gente perbene dagli assassini è molto sottile. Siamo tutti corruttibili, tutti noi possiamo uccidere"

Cavara, più noto per il suo Mondo Cane (1962) girato al fianco di Jacopetti e Prosperi, girò solo due gialli all'italiana: La tarantola dal ventre nero (1971), pregevole giallo che però non si discostava dai clichés del genere, e questo film del 1976 che invece, coraggiosamente, propone una soluzione finale complessa ed originale. In questa nuova avventura, Cavara si affida alla penna di Bernardo Zapponi che l'anno prima aveva firmato il soggetto di Profondo Rosso (1975), la qual cosa, fatemi dire, non è poco. Zapponi propone qui, come nel film di Argento, la sua passione per il disegno che si concretizza non solo nelle inquietanti carte di Pierino Porcospino ma anche in un cartone animato pono-satirico disegnato da Gibba (Francesco Guido) che non lesina in fantasie sadomaso. Comunque E tanta paura, nonostante le molteplici e notevoli scene di sesso (La Clery limona "duro" con Placido e anche con una donna), non si può considerare un film erotico in quanto il sesso non diventa mai elemento preponderante (benché a tratti esploitativo). Il film di Cavara si fa forte di un cast notevole che oltre al sanguigno Placido e alla bella Clery, vede un sornione Eli Wallach (I magnifici sette, 1960; Il buono, il brutto e il cattivo, 1966; Il padrino - Parte III, 1990) nei panni di un manipolativo grande fratello, e il noto Tom Skerritt (Alien, 1979; Top Gun, 1986; Contact, 1997) nella particina del commissario capo, a dire il vero un po' sotto tono (o forse mal sfruttato). C'è anche John Steiner, futuro Cristiano Berti di Tenebre (1982), nei panni del ricco e spietato Hoffmann. Il film tende a sovvertire le aspettative del pubblico rispetto al genere e questo a partire dagli omicidi che non vedono i soliti omicidi all'arma bianca ma che comunque sono abbastanza brutali (il sangue sullo schermo è comunque ridotto). Il finale complesso, che più di ogni altra cosa è anticonvenzionale, si perde forse nella sua stessa complessità poiché desidera inserire in un movente simil-filosofico parecchi temi (presenti poi in tutta la narrazione: politica, società, corruttibilità, ...) con il rischio di rimanere sulla superficie di ogni problema trattato. In tutti i casi Cavara dirige con stile, aiutato da una fotografia non banale e a tratti citazionista come nella scena in cui Placido e Wallach camminano insieme fra gli specchi (reminiscenza de La Signora di Shangai, 1948). Forse è più furbo che bello, questo film che mischia un'innegabile cura stilistica ed un'impostazione originale a immagini di sesso spiccio, un po' come Mondo Cane riuscì a stregare il pubblico con riflessioni sociologiche ed esotiche morbosità. Però viste le innumerevoli produzioni gialle indegne, E tanta paura rimane una pellicola certamente interessante anche se non una delle migliori o delle più paradigmatiche in rapporto all'italian giallo. Per coloro che amano il cinema di genere italiano e sono in cerca di qualcosa di diverso.

Noto all'estero come: Too much fear (USA), Plot of fear (UK), Magnum 45 - Eim Mann Jagt Das Gesetz (Germania), Terror infinito (Spagna), Bloody peanuts (Svezia).

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