TRAMA

In un prologo virato sepia vediamo degli uomini della Louisiana anno 1927 arrivare in un hotel dove soggiorna un pittore e farlo fuori in modo truce. Balzo in avanti all'anno 1981 e ci ritroviamo nello stesso hotel ora proprietà ereditata da Liza (Catriona MacColl). Iniziano ad accadere strani avvenimenti tutti legati a quell'hotel. Liz incontra anche Emily, una strana ragazza cieca, che la esorta a lasciare quella maledetta abitazione e a tornare a New York. Altri strani avvenimenti nell'obitorio del paese in cui lavora il dottor John McCabe (David Warbeck), e la scoperta del Libro di Eibon portano a scoprire che quell'hotel fu costruito sopra una delle sette porte dell'inferno. Il che, come ovvio, non porterà buone cose.

 

 


E TU VIVRAI NEL TERRORE! L'ALDILA'
Italia - 1981 - 86min - Colore

di Lucio Fulci

GENERE
HORROR
IN BREVE
Forse il miglior horror di Fulci e sicuramente uno dei migliori italiani.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ora tu affronterai il mare delle tenebre e ciò che in esso vi è di esplorabile"

Questo film, che quelli in "confidenza" chiamano più semplicemente L'Aldilà, si potrebbe far rientrare in un ciclo di pellicole fulciane a tema "zombi": Zombie 2 (1979), Paura nella città dei morti viventi (1980), Quella villa accanto al cimitero (1981) e appunto L'Aldilà. In maniera ancor più precisa gli ultimi tre titoli potrebbero essere considerati un trittico "del fantastico" in cui la poetica di Fulci assume una dimensione onirica. Proprio nel film qui in esame l'horror assume la forma più indefinita dell'astratto soprattutto nella scena finale che esprime, come ha detto Davide Pulici in Nocturno Book n°5: "l'abbacinante, astratta purezza dell'idea stessa dell'orrore, il Nulla". Per questo e per altri motivi, non ultimo un tardivo revisionismo della critica che "nota" finalmente il Fulci regista, L'Aldilà è il capolavoro di uno dei pochi maestri dell'horror nostrano. Diciamoci la verità, non tutto nella pellicola ha una struttura coerente e si notano leggerezze che vanno dalla recitazione degli attori (comunque convincenti) a dei tocchi di superficilità, come ad esempio la pistola con "colpi infiniti" del dottor John...per non parlare della trashissima presenza nel film di Michele Mirabella! (visto anche in Demoni 2, 1986). Innegabile poi una certa derivatività da altri titoli come Shining (1980) nell'idea della camera "maledetta" 36, Zombi (1978) ovviamente, Suspiria (1977) nella scena dell'attacco del cane, e anche Inferno (1980) nell'idea delle porte del male. Questo non toglie comunque forza ad un film che riesce a stare sulle proprie gambe con grande dignità e più di una scena potrebbe dimostrare il valore di Fulci; se la parte conclusiva sembra un'indicazione troppo risaputa, potrei indirizzarvi alla scena della strada deserta dove Liza incontra la ragazza cieca. A proposito del "valore" degli occhi nelle opere di Fulci, occorre citare le stesse parole del regista il quale, riguardo la deorbitazione spesso presente nelle sue pellicole, disse " [è] una citazione chiaramente dadaista e surrealista. L'occhio distrutto per me significa anche la perdita della ragione. [...] E' una specie di omaggio ad Apollinaire"*. In questo film di occhi che escono dalle orbite ce ne sono parecchi, da quello della donna delle pulizie aggredita dallo zombie, a quello dell'idraulico, all'occhio di Mirabella morsicato dalle tarantole. Davvero truculenti e ben fatti gli SFX di Giannetto De Rossi che qui ha modo di sbizzarrirsi fino alla mitica esplosione cranica della bambina. Fabio Frizzi ed il suo score musicale creano un tappeto musicale funzionale e mai sopra le righe. Quindi, in conclusione, è proprio davanti a questa pellicola che si vanno ad infrangere le critiche di coloro che vogliono Fulci come un semplice manovale dell'horror, dedito al effettaccio e al "bric-a-brac" (modo di dire usato per tale regista sia da Mereghetti sia da Morandini), e se è pur vero che il maestro ha toppato più volte (Demonia, 1990, Zombi 3, 1988; Il fantasma di Sodoma, 1988; ma anche altri) qui ha ampiamente dimostrato di saperci fare, girando uno degli horror italiani meglio riusciti. Da vedere e magari da acquistare.

*Nocturno Dossier n°3

Noto in Italia anche solo come L'Aldilà. All'estero noto come The beyond (UK e USA), Seven doors of death (USA versione censurata, in questa versione Lucio Fulci diventa Luis Fuller), El mas alla (Spagna).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Bob Murawski della Grindhouse Releasing usò una ripresa di questo film nella sequenza dell'incubo indotto dal morso di ragno nel film Spider-Man (2002) di Raimi.

Nella scena finale dell'abisso nell'aldilà, la sabbia copre dei corpi sdraiati a terra. Quelli erano veri corpi nudi di barboni di strada che furono convinti a prestarsi per quella scena in cambio di alcolici.

Quando David Warbeck risponde al telefono nel locale Jazz, il regista Fulci viene riflesso dallo specchio alle spalle dell'attore.

Fulci è il bibliotecario che va a mangiare subito prima che l'architetto venga attaccato dai ragni.

L'attacco finale degli zombies fu una scena fortemente voluta dai distributori tedeschi che sapevano che al tempo gli zombie movie erano un forte attrattore per il pubblico. Fulci fece ma non gradì.

Il commento del DVD degli attori Catriona macColl e David Warbeck fu registrato due settimane prima della morte di Warbeck a causa di un cancro. Nel commento l'attore parla della sua malattia.

Fulci aveva in mente Tisa Farrow per questo film. Tisa aveva recitato nel suo Zombi 2 (1979) ma nel 1981 la donna aveva già abbandonato la carriera di attrice.

Questo film non fu mai visto negli USA nella sua versione uncut fino al 1998, quando La Rolling Tunder Pictures di Tarantino, in associazione con la Grindhouse Releasing, si procurò il master originale e restaurò il film, facendolo proiettare in shows notturni in città selezionate.

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