La Frase dal Film:
"Ora tu affronterai il mare delle tenebre e ciò
che in esso vi è di esplorabile"
Questo film, che quelli in "confidenza"
chiamano più semplicemente L'Aldilà,
si potrebbe far rientrare in un ciclo di pellicole fulciane
a tema "zombi": Zombie 2
(1979), Paura
nella città dei morti viventi (1980), Quella
villa accanto al cimitero (1981) e appunto L'Aldilà.
In maniera ancor più precisa gli ultimi tre titoli
potrebbero essere considerati un trittico "del fantastico"
in cui la poetica di Fulci assume una dimensione onirica.
Proprio nel film qui in esame l'horror assume la forma più
indefinita dell'astratto soprattutto nella scena finale
che esprime, come ha detto Davide Pulici in Nocturno Book
n°5: "l'abbacinante, astratta purezza dell'idea
stessa dell'orrore, il Nulla". Per questo e per
altri motivi, non ultimo un tardivo revisionismo della critica
che "nota" finalmente il Fulci regista, L'Aldilà
è il capolavoro di uno dei pochi maestri dell'horror
nostrano. Diciamoci la verità, non tutto nella pellicola
ha una struttura coerente e si notano leggerezze che vanno
dalla recitazione degli attori (comunque convincenti) a
dei tocchi di superficilità, come ad esempio la pistola
con "colpi infiniti" del dottor John...per non
parlare della trashissima presenza nel film di Michele Mirabella!
(visto anche in Demoni 2, 1986). Innegabile poi
una certa derivatività da altri titoli come Shining
(1980) nell'idea della camera "maledetta" 36,
Zombi (1978) ovviamente, Suspiria
(1977) nella scena dell'attacco del cane, e anche Inferno
(1980) nell'idea delle porte del male. Questo non toglie
comunque forza ad un film che riesce a stare sulle proprie
gambe con grande dignità e più di una scena
potrebbe dimostrare il valore di Fulci; se la parte conclusiva
sembra un'indicazione troppo risaputa, potrei indirizzarvi
alla scena della strada deserta dove Liza incontra la ragazza
cieca. A proposito del "valore" degli occhi nelle
opere di Fulci, occorre citare le stesse parole del regista
il quale, riguardo la deorbitazione spesso presente
nelle sue pellicole, disse " [è] una citazione
chiaramente dadaista e surrealista. L'occhio distrutto per
me significa anche la perdita della ragione. [...]
E' una specie di omaggio ad Apollinaire"*.
In questo film di occhi che escono dalle orbite ce ne sono
parecchi, da quello della donna delle pulizie aggredita
dallo zombie, a quello dell'idraulico, all'occhio di Mirabella
morsicato dalle tarantole. Davvero truculenti e ben
fatti gli SFX di Giannetto De Rossi che qui ha modo di sbizzarrirsi
fino alla mitica esplosione cranica della bambina. Fabio
Frizzi ed il suo score musicale creano un tappeto musicale
funzionale e mai sopra le righe. Quindi, in conclusione,
è proprio davanti a questa pellicola che si vanno
ad infrangere le critiche di coloro che vogliono Fulci come
un semplice manovale dell'horror, dedito al effettaccio
e al "bric-a-brac" (modo di dire usato per tale
regista sia da Mereghetti sia da Morandini), e se è
pur vero che il maestro ha toppato più volte (Demonia,
1990, Zombi 3, 1988; Il fantasma
di Sodoma, 1988; ma anche altri) qui ha ampiamente
dimostrato di saperci fare, girando uno degli horror italiani
meglio riusciti. Da vedere e magari da acquistare.
*Nocturno Dossier n°3
Noto in Italia anche solo come L'Aldilà.
All'estero noto come The beyond (UK e USA), Seven
doors of death (USA versione censurata, in questa versione
Lucio Fulci diventa Luis Fuller), El mas alla (Spagna).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Bob Murawski della Grindhouse Releasing
usò una ripresa di questo film nella sequenza dell'incubo
indotto dal morso di ragno nel film Spider-Man
(2002) di Raimi.
Nella scena finale dell'abisso nell'aldilà,
la sabbia copre dei corpi sdraiati a terra. Quelli erano
veri corpi nudi di barboni di strada che furono convinti
a prestarsi per quella scena in cambio di alcolici.
Quando David Warbeck risponde al telefono
nel locale Jazz, il regista Fulci viene riflesso dallo specchio
alle spalle dell'attore.
Fulci è il bibliotecario che va
a mangiare subito prima che l'architetto venga attaccato
dai ragni.
L'attacco finale degli zombies fu una scena
fortemente voluta dai distributori tedeschi che sapevano
che al tempo gli zombie movie erano un forte attrattore
per il pubblico. Fulci fece ma non gradì.
Il commento del DVD degli attori Catriona
macColl e David Warbeck fu registrato due settimane prima
della morte di Warbeck a causa di un cancro. Nel commento
l'attore parla della sua malattia.
Fulci aveva in mente Tisa Farrow per questo
film. Tisa aveva recitato nel suo Zombi
2 (1979) ma nel 1981 la donna aveva già abbandonato
la carriera di attrice.
Questo film non fu mai visto negli USA
nella sua versione uncut fino al 1998, quando La Rolling
Tunder Pictures di Tarantino, in associazione con la Grindhouse
Releasing, si procurò il master originale e restaurò
il film, facendolo proiettare in shows notturni in città
selezionate.