Un riconoscibilissimo Cronenberg che gioca ad
autocitare tematiche precedentemente trattate (Videodrome,
1983) e che delizia ed intriga lo spettatore con piccole
creazioni tecnologiche tipiche del suo discorso sull'ossessione
del corpo. Il gamepod di materia organica metà
tecnologico e metà rana mutata che fa versetti
quando lo si accende-stimola è un'idea di geniale bizzarria, così come la
pistola sparadenti, la "presa" nella spina
dorsale e gli altri ammennicoli presenti nel film. Cronenberg
si prende in giro con un sottile humor e prende per
i fondelli i protagonisti e lo spettatore shiftando
fra una realtà ed un'altra (più di quanto
abbia fatto Matrix), alcune volte forse in
modo un po' incoerente ma sempre per non rivelare qualche
particolare che sarà detto poco più avanti,
con il risultato di tenere incollato lo spettatore al
video. Nonostante il finale a sorpresa (ma molte sono
le sequenze a sorpresa), la finalità di Cronenberg
non è quella di sviluppare un soggetto per buttare
sullo schermo un finale shock, bensì quello
di spiazzare lo spettatore come lo sono stati i protagonisti
per tutto il trascorrere della pellicola, confondendo
le carte fino alla fine e lasciando confusi su cosa
abbiamo visto, quando è accaduto e soprattutto
in che mondo. Il regista è aiutato, chiaramente,
dalla performance dei due attori che riescono benissimo
nelle loro parti. Soprattutto Jude Law colpisce con
il suo volto sempre ambiguo, confermandosi già
al tempo come una delle più brillanti promesse
del cinema dei nostri giorni. Al mitico Dafoe viene
dato un ruolo marginale, quasi un cameo, che lo scafato
attore gestisce con maestria. Brava anche la bella
Leigh. Pellicola consigliatissima e passata un poco
sotto silenzio in Italia. Consigliata a coloro che,
guardando Matrix (bellissimo, fra l'altro...nulla
da dire), hanno urlato al capolavoro di originalità.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
I due produttori del film sono ungheresi. Così
non è un caso che nel titolo eXistenZ
la X e la Z siano maiuscole, dal momento che le lettere
fra queste formano una parola ungherese. "isten"
significa "dio" in quella lingua.
La Leigh e Jude Law, dopo aver fallito un assassinio
mangiano qualcosa contenuto in una borsa che reca il
nome "Perky Pat". Questa è una citazione
di uno scritto di Philip K. dick, maestro della fantascienza,
che appunto scrisse "In the days of Perky Pat".
Nella scena in cui viene introdotto l'aggeggio eXistenZ,
a Noel Dichter viene scannerizzata la carta identificativa.
In basso sulla carta c'è un testo scritto in
lingua babilonese antica.
Il ripetuto uso della frase "Morte a...",
come ad esempio "Morte al demone Allegra Geller!"
e "Morte a eXistenZ", è un
riferimento alla frase pronunciata in Videodrome
(1983), in cui svariati personaggio gridavano "Morte
a Videodrome".
E' verosimile che il personaggio di Allegra sia un
riferimento ad un personaggio con lo stesso nome di
cui si narra nella novella "The Star Pit"
di Samuel Delany. In quel racconto, Allegra è
una bambina prodigio con poteri paranormali tramite
i quali può proiettare mentalmente ogni tipo
di realtà le balzi in mente.
Quando Kiri e il suo assistente operano il pod di Allegra,
kiri dice: "Köszönöm, köszönöm,
köszönöm", che è vuol dire
"Grazie, grazie, grazie" in ungherese.
Jennifer Jason Leigh aveva appena finito di girare
la sua parte in Eyes Wide Shut (1999), quando
si mise subito al lavoro in eXistenZ. Kubrick
però aveva bisogno di rigirare quelle scene e
a quel punto i due lavori interferirono l'uno con l'altro.
La Leigh decise di rimanere a lavorare con Cronenberg
e il suo ruolo in Eyes Wide Shut fu dato ad
un'altra.