TRAMA

La giovane Emily Rose (Jennifer Carpenter) poco dopo essersi recata al college inizia ad avere dei problemi fisici, delle allucinazioni, e crede di essere posseduta dal maligno. Dopo che le cure per una supposta epilessia falliscono, viene affidata all'attenzione del prete del suo paese Padre Moore (Tom Wilkinson). La ragazza muore ed il prete viene accusato di omicidio. L'agnostico ed arrivista avvocato Erin Bruner (Laura Linney) dovrà difendere il prete in tribunale cercando di dimostrare che i suoi tentativi di esorcismo avevano solide fondamenta.

 


THE EXORCISM OF EMILY ROSE
(titolo or.: The exorcism of Emily Rose - USA - 2005 - 122min - Colore)

di Scott Derrickson

GENERE
DRAMA - HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Un buon film d'intrattenimento che non va sopravvalutato nella tematica...come d'altra parte non ha fatto neppure il regista!
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Lei è cattolica?" "No. Sono agnostica credo, ma non ne sono sicura" "Essere agnostici è proprio questo"

Potenzialmente questo The Exorcism of Emily Rose sarebbe potuto essere un film di grosso spessore se solo il regista Scott Derrickson non avesse ceduto alla tentazione di trasformarlo in un docu-dramma con elementi horror troppo risaputi e, mi è parso di notare, non dissimili dagli stili dell'ormai noto cinema di paura orientale. Di buono c'è che il regista ha evitato di copiare pedissequamente il capolavoro di Friedkin (L'Esorcista, 1973) nonostante sia impossibile non porre dei paragoni (che vanno a discapito di questa pellicola del 2005) visto che entrambi i film condividono la base comune di una ragazzina innocente che viene posseduta dal maligno. Il film di Derrickson, comunque, "piega" con decisione alle necessità filmiche le fonti di cronaca da cui ha tratto ispirazione. Se invece di costruire un dramma in tribunale arricchito da flashback horror, avesse sottolineato la vera ambivalenza fra il disturbo epilettico e la possessione, o anche l'ambivalenza della Chiesa che prima riconobbe il caso come uno di genuina possessione e dopo la condanna del prete lo sconfessò, allora forse le cose sarebbero andate meglio. Ma forse, ammetto, non si sarebbe più trattato di un horror. Il fatto è, in tutti i casi, che anche nei momenti horror Derrickson cerca di elicitare la paura in maniere non così originali, oppure sottopone lo spettatore all'incessante bombardamento di un unico elemento...e mi riferisco agli orologi che segnano le 3:00am...oltre a scricchiolii di porte, suoni vari e gatti che alzano il pelo. Vi è poi la morte di un testimone importantissimo per la difesa che arriva annunciata come stessimo guardando Final Destination (2000). In questo Derrickson tradisce le sue origini che vanno rintracciate nell'horror mainstream (Hellraiser V - Inferno, 2000, e sceneggiatore di Urban Legend - Final Cut, 2000). Questo, badate bene, non vuole assolutamente dire che The Exorcism of Emily Rose non abbia dei buoni momenti di tensione o non riesca a fare davvero paura in alcuni momenti. Di molto buono c'è la prova attoriale di Jennifer Carpenter nei panni di Emily Rose che sa usare il suo corpo (e contorcerlo) senza l'aiuto di SFX digitali o altro, generando scene di possessioni che, queste sì, possono rivaleggiare con quelle di Friedkin. Bravo anche Tom Wilkinson nei panni di Padre Moore, più composta e funzionale Laura Linney in quelli dell'avvocato Erin Bruner in crisi di coscienza. Il film gioca le sue carte sull'eterno conflitto fra scienza e religione calcando la mano su alcuni stereotipi e prendendo poi decisamente posizione nel momento in cui la pellicola va verso una deriva mistica per cui la possessione diviene una prova di fede. Fra metodi di procedura penale poco chiari e deposizioni che pochi tribunali prenderebbero come buone (l'antropologa cita Castaneda?!), questo film sta in bilico tra il buon stile cinematografico e la faciloneria tipica del mainstream, ivi compreso l'happy end con una venatura amara (che però percorre tutto il film) dal momento che la vera protagonista è morta. In definitiva, non male questo film se lo si prende per quello che è senza pensare che possa farci riflettere seriamente sull'argomento in questione o che sia davvero rappresentazione di "una storia vera" anche perché la vera storia fu più drammatica ma anche più prosaica. Quando siamo di fronte a pellicole di tale argomento il pericolo della sopravvalutazione è sempre dietro l'angolo, pensateci. Un horror valido e curato ...ma nulla di trascendentale.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Gli Americani pensano che il solo parlare latino sia di per sé elemento terribile e legato al maligno o chissà che, indipendentemente da ciò che si dice. Anche in questo tale film va verso lo stereotipo in modo ottuso. La prova? Ecco quali sono i 6 nomi dei demoni dai quali la stessa Emily dichiara di essere posseduta: CAIN, NERO, JUDAS, LEGION, BELIAL e LUCIFER. Ora, si dà il caso che io di questi argomenti me ne intenda abbastanza, quindi vi posso dire che per la demonologia cristana mentre Lucifero e Belial sono noti demoni riconosciuti, mi si deve spiegare da quando Caino, Nerone e Giuda sono diventati demoni al di là del fatto che la "storia" li abbia riconosciuti colpevoli di crimini. Per quanto riguarda Legion suppongo che si sia fatto riferimento alla Legione di demoni che avevano posseduto il corpo dell'uomo esorcizzato dallo stesso Cristo come raccontano Marco e Luca nei rispettivi Vangeli. Ma si trattava di "una legione" di demoni che infatti Cristo aveva espulso dall'uomo e proiettato in un gruppo di maiali che si erano poi gettati in mare. Come noto in demonologia ogni gerarca dell'Inferno ha sotto di sé una o più legioni di demoni. LEGION come citato nel film, quindi, ha poco senso. Altri fanno notare che la stessa ragazza tedesca da cui è tratta la storia avesse citato Caino, Nerone e Hitler non come demoni che la possedessero ma come persone che fossero state possedute dagli stessi demoni che ora possedevano lei.

Il film è stato ispirato da un libro intitolato "The Exorcism of Anneliese Michel" scritto dalla Dr. Felicitas Goodman, che nel film sarebbe l'esperta chiamata a deporre sulla possessione. Tuttavia tale libro è stato pesantemente modificato nella riduzione cinematografica. Il libro raccontava la storia di Anneliese Michel, una Tedesca ventiquattrenne che, nell'anno 1976, aveva patito una sorte simile a quella che viene narrata nella pellicola, la differenza sostanziale è che Anneliese era schizofrenica e non posseduta benché lei pensasse di esserlo. Nel 2005 è uscito un film tedesco che racconta in maniera più corretta i fatti riguardanti questa sfortunata donna: si tratta di Requiem di Hans-Christian Schmid.

exxagon fecit MMVI