La Frase dal Film:
"Lei è cattolica?" "No.
Sono agnostica credo, ma non ne sono sicura" "Essere
agnostici è proprio questo"
Potenzialmente questo The Exorcism
of Emily Rose sarebbe potuto essere un film di grosso
spessore se solo il regista Scott Derrickson non avesse
ceduto alla tentazione di trasformarlo in un docu-dramma
con elementi horror troppo risaputi e, mi è parso
di notare, non dissimili dagli stili dell'ormai noto cinema
di paura orientale. Di buono c'è che il regista ha
evitato di copiare pedissequamente il capolavoro di Friedkin
(L'Esorcista, 1973) nonostante
sia impossibile non porre dei paragoni (che vanno a discapito
di questa pellicola del 2005) visto che entrambi i film
condividono la base comune di una ragazzina innocente che
viene posseduta dal maligno. Il film di Derrickson, comunque,
"piega" con decisione alle necessità filmiche
le fonti di cronaca da cui ha tratto ispirazione. Se invece
di costruire un dramma in tribunale arricchito da flashback
horror, avesse sottolineato la vera ambivalenza fra il disturbo
epilettico e la possessione, o anche l'ambivalenza della
Chiesa che prima riconobbe il caso come uno di genuina possessione
e dopo la condanna del prete lo sconfessò, allora
forse le cose sarebbero andate meglio. Ma forse, ammetto,
non si sarebbe più trattato di un horror. Il fatto
è, in tutti i casi, che anche nei momenti horror
Derrickson cerca di elicitare la paura in maniere non così
originali, oppure sottopone lo spettatore all'incessante
bombardamento di un unico elemento...e mi riferisco agli
orologi che segnano le 3:00am...oltre a scricchiolii di porte,
suoni vari e gatti che alzano il pelo. Vi è poi la
morte di un testimone importantissimo per la difesa che
arriva annunciata come stessimo guardando Final
Destination (2000). In questo Derrickson tradisce le
sue origini che vanno rintracciate nell'horror mainstream
(Hellraiser V - Inferno, 2000,
e sceneggiatore di Urban
Legend - Final Cut, 2000). Questo, badate bene, non
vuole assolutamente dire che The Exorcism of Emily Rose
non abbia dei buoni momenti di tensione o non riesca a fare
davvero paura in alcuni momenti. Di molto buono c'è
la prova attoriale di Jennifer Carpenter nei panni di Emily
Rose che sa usare il suo corpo (e contorcerlo) senza l'aiuto
di SFX digitali o altro, generando scene di possessioni
che, queste sì, possono rivaleggiare con quelle di
Friedkin. Bravo anche Tom Wilkinson nei panni di Padre Moore,
più composta e funzionale Laura Linney in quelli
dell'avvocato Erin Bruner in crisi di coscienza. Il film
gioca le sue carte sull'eterno conflitto fra scienza e religione
calcando la mano su alcuni stereotipi e prendendo poi decisamente
posizione nel momento in cui la pellicola va verso una deriva
mistica per cui la possessione diviene una prova di fede. Fra
metodi di procedura penale poco chiari e deposizioni che
pochi tribunali prenderebbero come buone (l'antropologa
cita Castaneda?!), questo film sta in bilico tra il buon
stile cinematografico e la faciloneria tipica del mainstream,
ivi compreso l'happy end con una venatura amara (che però
percorre tutto il film) dal momento che la vera protagonista
è morta. In definitiva, non male questo film se lo
si prende per quello che è senza pensare che possa
farci riflettere seriamente sull'argomento in questione
o che sia davvero rappresentazione di "una storia vera"
anche perché la vera storia fu più drammatica
ma anche più prosaica. Quando siamo di fronte a pellicole
di tale argomento il pericolo della sopravvalutazione
è sempre dietro l'angolo, pensateci. Un horror valido
e curato ...ma nulla di trascendentale.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Gli Americani pensano che il solo parlare
latino sia di per sé elemento terribile e legato
al maligno o chissà che, indipendentemente da ciò
che si dice. Anche in questo tale film va verso lo stereotipo
in modo ottuso. La prova? Ecco quali sono i 6 nomi dei demoni
dai quali la stessa Emily dichiara di essere posseduta:
CAIN, NERO, JUDAS, LEGION, BELIAL e LUCIFER. Ora, si dà
il caso che io di questi argomenti me ne intenda abbastanza,
quindi vi posso dire che per la demonologia cristana mentre
Lucifero e Belial sono noti demoni riconosciuti, mi si deve
spiegare da quando Caino, Nerone e Giuda sono diventati
demoni al di là del fatto che la "storia"
li abbia riconosciuti colpevoli di crimini. Per quanto riguarda
Legion suppongo che si sia fatto riferimento alla Legione
di demoni che avevano posseduto il corpo dell'uomo esorcizzato
dallo stesso Cristo come raccontano Marco e Luca nei rispettivi
Vangeli. Ma si trattava di "una legione" di demoni
che infatti Cristo aveva espulso dall'uomo e proiettato
in un gruppo di maiali che si erano poi gettati in mare.
Come noto in demonologia ogni gerarca dell'Inferno ha sotto
di sé una o più legioni di demoni. LEGION
come citato nel film, quindi, ha poco senso. Altri fanno
notare che la stessa ragazza tedesca da cui è tratta
la storia avesse citato Caino, Nerone e Hitler
non come demoni che la possedessero ma come persone che
fossero state possedute dagli stessi demoni che ora possedevano
lei.
Il film è stato ispirato da un libro
intitolato "The Exorcism of Anneliese Michel"
scritto dalla Dr. Felicitas Goodman, che nel film sarebbe
l'esperta chiamata a deporre sulla possessione. Tuttavia
tale libro è stato pesantemente modificato nella
riduzione cinematografica. Il libro raccontava la storia
di Anneliese Michel, una Tedesca ventiquattrenne che, nell'anno
1976, aveva patito una sorte simile a quella che viene narrata
nella pellicola, la differenza sostanziale è che
Anneliese era schizofrenica e non posseduta benché lei
pensasse di esserlo. Nel 2005 è uscito un film tedesco
che racconta in maniera più corretta i fatti riguardanti
questa sfortunata donna: si tratta di Requiem di
Hans-Christian Schmid.