TRAMA
1880. La polizia cerca di catturare Le Loup, il killer licantropo. Il vero omicida è il cavaliere Lucio Del Gado (Tod Slaughter) e il mostro è suo fratello demente che lui obbliga ad apparire nel luogo dei delitti per depistare le indagini. Con un ricatto ottiene la mano di Cecile facendo ricadere la colpa dei delitti sul fidanzato di lei. Ma il professore Le Blanc consoce un modo per incastrare il vero killer.


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THE FACE AT THE WINDOW |
titolo
or.: The Face at the Window -
UK - 1939- 70min - b/n |
di George King
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| GENERE |
HORROR |
| IN BREVE |
L'impianto generale del film, melodrammatico, può non esaltare ma l'attore principale, Tod Slaughter, è indubbiamente bravo. |
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Quarto adattamento cinematografico del melodramma teatrale scritto da Brooke Warren e già portato sul grande schermo nel 1919, nel 1920 e nel 1932. Grazie alla magnetica performance di Tod Slaughter, il signore del Grand Guignol britannico, si tratta anche del migliore adattamento. Contemporaneamente alla creazione di icone horror americane quali Karloff e Lugosi, il Regno Unito si godeva personaggi quali Slaughter il quale nonostante avesse una predilezione per il palcoscenico, negli anni '30/'40 portò la sua arte sul grande schermo, interpretando immancabilmente il cattivo di turno inserito in plot d'atmosfera vittoriana. L'attore inglese e il regista George King conobbero un grande successo con Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street (1936), la stessa storia ri-portata al cinema nel 2007 da Tim Burton, ma The Face at the Window rimane un tentativo ben riuscito, anche a livello produttivo, di cercare di replicare lo stile gotico delle pellicole della Universal che indubbiamente erano i prodotti horror più venduti ai tempi. Come la maggior parte dei melodrammi gotici, The Face at the Window cerca di combinare con il migliore equilibrio possibile elementi orrorifici, mystery, tocchi comici e sentimento. La storia si gioca sulla morbosità degli omicidi e in questo caso anche sul modo in cui viene smascherato il colpevole; meno, molto meno sull'identità del killer anche perché se nel film era presente Tod Slaughter si poteva essere certi che il colpevole fosse lui. Quindi il top dell'interesse va al modus operandi di Lucio Del Gado che usa il fratello demente per distrarre le vittime: il "mostro" si fa vedere alla finestra, attira l'attenzione della vittima e intanto da dietro Del Gado tira la stilettata. Ancor meglio il professor Le Blanc che rianima con la corrente il cadavere di una persona uccisa da Del Gado in modo che il morto possa con l'ultimissima scintilla di vita indicare l'identità del colpevole. Quindi un interessante innesto di horror gotico e fantascienza dove, strano ma vero, lo scienziato che rianima i morti (e quindi "mad doctor") non è il protagonista negativo della faccenda. La recitazione di Slaughter è evidentemente teatrale e a tratti eccessiva ma piacevole (per uno che poi adora Vincent Price poi...). Viene da chiedersi se mai l'attore fosse stato ingaggiato dalle grandi case produttrici americane cosa sarebbe stato della sua carriera; in effetti è un peccato che Tod Slaughter sia bene o male rimasto sempre in secondo piano o ingaggiato per produzioni modeste. Ma il grande attore si nota anche nelle produzioni meno riuscite. The Face at the Window della misconosciuta Real Art Picture non è peggiore di molte altre pellicole coeve, anche di alcune che avevano ben più finanziamenti a loro disposizione; si tratta di un piccolo ma gustoso horror da salvare dalla polvere e dall'oblio. Solo per cinefili, però, la maggior parte del pubblico odierno si potrebbe annoiare. Non che i cinefili non si annoino...
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