TRAMA
L'ispettore Edward Burke
(Lon Chaney) indaga sulla morte di Roger Balfour che è
stato trovato con un colpo in testa e con al fianco un biglietto
di addio. Cinque anni dopo i vicini di casa rimangono atterriti
dal costatare che la casa di Balfour è abitata da un uomo
e una donna inquietanti (Lon Chaney e Edna Tichenor) che subito
vengono ritenuti vampiri. La tomba di Balfour è stata aperta,
il corpo è sparito e c'è chi giura di averlo visto
in casa. Burke userà l'ipnosi per venire a capo del mistero.




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IL
FANTASMA DEL CASTELLO |
(titolo
or.: London After Midnight
- USA - 1927 - 46min - B/N - Muto) |
di Tod Browning
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| GENERE |
HORROR - THRILLER
- MYSTERY |
| IN BREVE |
Film
perso negli anni '60 e poi ricostruito nei primi anni
del XXI secolo. Molto si è perso ma Chaney
è il solito grande mostro... |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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Londra dopo mezzanotte (altro
che Il Fantasma del castello, ma quale castello,
poi?) è uno dei grandi film della silent-era andati
perduti. Peccato davvero. Una delle dieci pellicole che
videro la collaborazione fra il giustamente incensato regista
Tod Browning e l'uomo dai mille volti Lon Chaney. Pensate
che London after midnight, accolto dalla critica
in in modo tiepido, fu uno dei film di maggiore successo
della silent-era, al punto che la gente si accalcava per
poter vedere l'ennesima trasformazione di Chaney e l'ennesima
pellicola di un regista che già al tempo feceva discutere
parecchio. E' andato tutto perduto, o quasi. Ecco la storia:
si ritiene che il film fosse ancora esistente nel 1967,
quando l'ultima copia integra, depositata nel vault 7 della
Metro-Golwin-Mayer, andò in fumo in un incendio che
distrusse parecchia altra roba. Cosa è rimasto allora,
e cosa è possibile vedere oggi? In quell'incendio
si salvarono solamente lo script originale e circa 200 foto
di scena. Nel 2002, il canale a pagamento Turner Classic,
si accollò la spesa di un restauro titanico che,
partendo dai pochi resti sopra indicati, e traendo ispirazione
dal film Il marchio del vampiro (1935), considerato
un remake fatto da Browning del suo film del '27, ripristinasse
per quanto possibile quello che gli spettatori di allora
avevano potuto vedere. Si chiamò, per questa coraggiosa
operazione, Rick Schmidlin che già aveva collaborato
alla ricostruzione di film quali Intolerance (1916),
Rapacità (Greed, 1924) e L'infernale
Quinlan (1958). Schmidlin ha giocato sull'ingrandimento
delle foto, sui movimenti di esse e sugli zoom sui volti
degli attori ritratti, facendosi accompagnare dalle musiche
composte da Robert Israel, e inserendo degli intertitoli
rispetto ai quali è difficile comprendere se fossero
gli originali del tempo o meno. Il problema sta tutto qui:
quanto c'è dell'originale London After Midnight
in questa ricostruzione del 2002? Di certo lo sforzo è
stato apprezzatissimo ma 200 stills, per quanto "animate",
non possono certo rendere la drammaticità delle atmosfere
e la complessità della storia, tenendo anche conto
che la ricostruzione dura 46 minuti ma l'originale era di
certo più lungo. In qualche modo si salva lo sforzo
di Chaney di creare "il mostro": le numerose foto
del suo volto ghignante sono davvero inquietanti. Per l'ennesima
volta l'attore trasformista si sottopone a tortura per poter
esaltare e spaventare il suo pubblico: i denti seghettati,
fatti di materiale simile alla plastica (gutta-percha),
gli causavano dei dolori tali che poteva tenerli in bocca
solo per pochi minuti. Per non parlare dei dolorosissimi
cerchi di metallo che si mise intorno agli occhi per generare
lo sguardo allucinato che potete gustarvi qui a sinistra.
Probabilmente vedere l'attore in azione, con quei denti,
quegli occhi, la tuba in testa e il gobbone, doveva essere
proprio un'altra cosa ma anche così rende abbastanza
l'idea. Rispetto alla trama, appare chiaro che il regista,
più che fossilizzarsi sull'horror, si sia voluto
cimentare con un giallo (o "whodunnit", come dicono
gli anglosassoni, ovvero "who done it - chi l'ha fatto
/ chi è stato"), visto il ruolo incisivo dell'ispettore
(sempre Chaney ma senza makeup!), le limitate apparizioni
del fantasma e il finale che lascia intendere che sia tutto
un trucco per insabbiare un "semplice" omicidio.
Altri film, a partire dal Il
Gabinetto del dottor Caligari (1919), si muoveranno
da premesse soprannaturali per approdare a finali più
pragmatici, quasi a tranquillizzare lo spettatore. In conclusione,
questo film, per quello che oggi possiamo vedere, è
un "non film" ma piuttosto un'operazione cinefila
che con tutta probabilità ha ucciso il pathos dell'originale
ma che, comunque, è tutto ciò che ci è
rimasto; e quello che è rimasto piace. Difficile
consigliare questa ricostruzione filmata se non a coloro
che amino davvero Browning e le pellicole del periodo del
muto. Il volto di Chaney, in tutti i casi, vale la candela.
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