Il film in breve

Chaney è la star assoluta. Bella l'atmosfera e i set. Un'ora e quaranta di film muto rimangono una bella mazzata sulla noce del capocollo!

 

 

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IL FANTASMA DELL'OPERA

Titolo Originale: The Phantom of the Opera Regista: Rupert Julian - (non accreditati) Lon Chaney, Ernst Laemmle, Edward Sedgwick Paese: USA Anno: 1925 Durata: 107' Cromia: b/n - Colore Genere: Horror - Drama

Eric (Lon Chaney) è un musicista dal volto sfigurato che si nasconde nei sotterranei dell'Opera di Parigi. L'uomo è invaghito di Christine Daae (Mary Philbin) e grazie alle sue macchinazioni, la donna viene guidata al successo. Eric, che ancora non si è mostrato a Christine, le consiglia di lasciare il suo fidanzato, il visconte Raoul de Chagny (Norman Kerry). Christine fa finta di accettare ma Eric è ormai braccato dal visconte e tutto si risolverà in una tragedia.

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La frase dal film: "Stai ballando sulle tombe di uomini torturati"

 

Il primo e più fedele adattamento cinematografico del romanzo scritto nel 1910 da Gaston Leroux, venne proiettato la prima volta a New York City, il 6 settembre 1925. Gotico ed inquietante, la maggior parte del successo che il film ottenne nel tempo, va attribuito all'istrionismo di Chaney nonché alla sfarzosità dei set; il resto può risultare non memorabile a partire dall'esperienza sfiancante di sorbirsi un'ora e quarantacinque di film muto! Inseriti in un plot che fa acqua da più parti, protagonisti i più diversi (dal carismatico Chaney al noioso Kerry) si stagliano contro un set sfarzosissimo esaltato in scene come quelle a colori (2-strip Technicolor) del ballo in maschera, momento in cui il Fantasma si presenta con come la Maschera della Morte Rossa (proprio quella di Edgar Allan Poe). In effetti Il Fantasma dell'Opera più che essere un bel film complessivamente è una somma di momenti incisivi: la scena sopra indicata, il crollo del lampadario operato da Eric per mettere i bastoni in mezzo alle ruote della "vecchia" diva, le riprese nei sotterranei dell'Opera, e, ovviamente, il momento in cui al cattivo Eric viene tolta la maschera. In quel momento al pubblico, prima che alla protagonista, è dato di vedere il mostruoso volto del Fantasma, tanto mostruoso che anche la mdp per un breve momento va fuori fuoco. Non male poi il finale con la ressa di gente che vuole linciare il malefico Eric, per il quale però lo spettatore prova una certa simpatia, certo maggiore di quella che si può provare per l'impomatato visconte. Non manca neppure qualche momento comico, vedi il momento della vendita dello stabile quando i due proprietari furboni tacciono o minimizzano sulla presenza di un eventuale fantasma. Ciò che rimane di più apprezzabile è comunque la costruzione del pathos dal momento che per un buon terzo del film l'identità del Fantasma viene tenuta segreta, e se ci è data possibilità di vederlo, si tratta di un volto coperto da una maschera rigida forse ancor più inquietante del volto che nasconde. Il film al tempo fece grande paura e si dice che quando il pubblico vide il volto "sfigurato" di Chaney, alcune delle donne in sala svennero. Credibile. L'attore trasformista rimane la "Prima Donna" di questo film pilastro del cinema horror, ma oggi c'è solo ammirazione e non più la paura.

 

* Trad.: "Stai ballando sulle tombe di uomini torturati"

Il film e oltre...

TRIVIA

Per gli appassionati del Fantasma, elenco gli altri film che lo hanno visto protagonista: Il Fantasma dell'Opera (1943) con Claude Rains. Il Fantasma dell'Opera della Hammer girato nel 1962 con Herbert Loom. Il Fantasma dell'Opera del 1983, un film per la tv con Maximillian Schell. Il Fantasma dell'Opera con Robert Englund (l'attore che impersonava Freddy Krueger), riduzione slasher girata nel 1989 che vedeva il protagonista viaggiare nel tempo. Il Fantasma dell'Opera (1990) miniserie tv con Charles Dance. Il Fantasma dell'Opera (1999) di Dario Argento. Il Fantasma dell'Opera (2004) versione musical ad alto budget con Gerard Butler. Variazioni sono: Il Fantasma del palcoscenico (1974) di De Palma che mette tutto in chiave rock. Il Fantasma di Hollywood, film tv del 1974, Il Fantasma del Ritz (1988), The Phantom of the Mall: Eric's Revenge (1989), nonché un film Disney con titolo The Phantom of the Megaplex (2000).

 

Quando la Universal distribuì il film in UK si inventò, per attirare l'attenzione sul film, tale genere di baracconata. Le pizze del film giunsero al molo del porto e furono scortate dai militari tanto che metà della città fu bloccata dal trambusto. In verità il film era già stato consegnato e tutta la scorta non seguiva altro che contenitori vuoti. Il parlamento inglese ci rimase male e decise di non distribuire il film nelle sale per 10 anni.

 

Il film fu girato allo Stage 28 degli Universal Studios di Hollywood.

 

Il trucco facciale del Fantasma fu curato direttamente da Lon Chaney. L'attore prese come modello un teschio. Si procurò della fish skin ("pelle di pesce", un materiale sottilissimo e trasparente) in strisce, un'estremità la attacò alle narici e tirò in sù in modo da alzare il profilo del naso, l'altra estremità delle strisce fu fissata alla testa, sotto la protesi che lo rendeva calvo. In alcune riprese fu usato per lo stesso effetto un cavo e della gomma, cosa che, a detta del cameraman Charles Van Enger, causò un abbondante sanguinamento del naso di Chaney. Per gli zigomi si usò invece del cotone e del collodio. Si mise sugli occhi delle membrane di uovo in modo da generare uno sguardo vitreo. Le orecchie vennero incollate alla testa, il resto del volto subì un pesante maquillage. Si dice che con tale trucco molte persone che videro il film (e il volto del Fantasma) svennero.

 

Parecchie scene furono girate utilizzando diversi processi cromatici (o di colorazione). Fu usato il Technicolor per le scene del Faust e quella del Ballo in Maschera, il Prizmacolor per quelle del "Soldier's Night" e l'Handschiegel (un procedimento che usa stampe colorate a mano) per il mantello del Fantasma quando è sul tetto. Solo le scene in Technicolor sono "sopravvissute" (stampa della re-release 1929).

 

Il film è una "Produzione Jewel", questo perché a differenza di altri, la Universal non possedette mai un catena di sale cinematografiche. Quindi Carl Laemmle nel 1916 creò un sistema di distribuzione delle pellicole diviso in tre categorie: Red Feather per i film a basso costo, Bluebird per il mainstream e Jewel per le produzione costose e di prestigio.

 

Il regista Edward Sedgwick diresse alcune scene dopo che Ruper Julian abbandonò il set a causa di divergenze artistiche con il cast e la crew.

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