La Frase dal Film:“Ma dov'è tutta la gente?” “Di venerdì dovrebbe essere affollatissimo. Dodici ore piene prima del sorgere del sole, ci sono soldi da buttare, troie da scopare e droghe da farsi... invece qui è un cimitero”
Carpenter, regista dalla particolare carriera, non sempre illuminata da successi. Dalla metà degli anni ’80, dopo grandissimi hits quali Halloween (1978), 1997: Fuga da New York (1981), The Fog (1981) e La Cosa (1982), Carpenter scivolò dallo stardom dell’horror a posizioni sempre più basse, fino ad arrivare ad un periodo di stasi negli anni ’90, in effetti periodo critico per l’horror in generale. Fantasmi da Marte non sembra aver apportato un cambiamento radicalmente positivo nella carriera di un regista il cui valore tuttavia non è mai stato messo davvero in dubbio, a prescindere dagli insuccessi. Pensato durante la new wave del cinema marziano (Mars Attacks!, 1996; Mission to Mars, 2000; Pianeta Rosso, 2000) ma posticipato per problemi produttivi, Fantasi da Marte ebbe fin da subito poco impatto sul pubblico, aimé soprattutto su quello degli appassionati del genere, che videro nella pellicola una sorta di remake fantahorror di Distretto 13: le brigate della morte (1976) con i suoi poliziotti alle prese là con dei malavitosi, qui con dei corpi posseduti da spiriti marziani (idea in effetti molto fantascienza anni ’50). Non è difficile di fatto vedere nei cattivi di questo pianeta rosso, e soprattutto nel loro capo, una gang di strada con tanto di look street-metal (e un po’ Marylin Manson) che suona all’unisono con la scelta musicale dello score. Ma, ad un livello più profonodo, è facilissimo vedere in questo horror-sci-fi un rifacimento in chiave moderna del western: la miniera, il paesino di frontiera, i bianchi sfruttatori (Melanie Ballard alla fine parla chiaramente di "dominio" del pianeta, cosa che la rende poco simpatica), i criminali banda di messicani, e i "fantasmi" come una tribù indiana, con tanto di disegni sulla faccia e di scalpi presi. Metafora interessante però non nuova. Viene però gestito troppo superficialmente uno dei punti più originali della pellicola, cioè la società matriarcale che governa la vita su Marte. Sul perché le donne su Marte siano tutte ai posti di potere e gli uomini, in numero inferiore, siano messi a lavorare non è mai chiarito del tutto*. Di certo l’escamotage dà la possibilità di mettere al centro dell’azione la bella Henstridge, modella prestata al cinema ma non senza qualità attoriali come si potrebbe pensare in maniera prevenuta. Anni prima predatrice sessuale aliena in Specie Mortale (1995), la Henstridge non è Sigourny Weaver in Alien (1979) ma si fa valere, mettendo in ombra i comprimari maschili, di certo questo accade con Jason Statham, non ancora la star di adesso, al quale viene dato un ruolo scritto in maniera molto superficiale (soprattutto il personaggio ha una serie di rozzissimi dialoghi i quali portano incoerentemente la protagonista a baciarlo). Riguardo al sesso maschile, maluccio anche per il tarchiato Ice Cube il quale dovrebbe avere un ruolo speculare a quello di Vin Diesel in Pitch Black (2000), film coevo e assai simile, cioè il criminale eroico col quale si empatizza, ma di fatto non ha lo stesso carisma di Diesel. In Fantasmi da Marte, Carpenter è inoltre ben distante dalla capacità di costruire tensione che aveva caratterizzato i suoi film di maggior successo e in questa sorta di remake fantascientifico di pellicole già scritte e già viste, le occasioni di fare paura sono risolte con quello che salta fuori dall’angolo e quell’altro che cade dall’alto. Fantasmi da Martecon il suo aspetto da B-movie non convince come ai tempi non convinse il pubblico che disertò le sale; fosse un film girato da un regista meno quotato ed osannato probabilmente avrebbe ricevuto più clemenza e il risultato finale sarebbe apparso sufficientemente competente ma, dal creatore di Michael Myers ci si sarebbe aspettati di più. Giustamente.
* A quanto pare la presenza maschile su Marte è scarsissima, dal che deriverebbe più coerentemente di ciò che viene mostrato che siano gli uomini a dover essere pagati per il sesso e non il contrario. Per lo stesso motivo ha poco senso, su un pianeta in cui i maschi scarseggiano, che essi siano esposti a lavori pericolosi e al servizio militare. Riflessioni evoluzionistiche.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 28 milioni di dollari ed è stato girato tra la California e il New Mexico (Rio Ancho, White Mesa, Zia Pueblo).
Il film fa due riferimenti a La Cosa (1982) di Carpenter. Pam Grier chiede (in inglese) “Who goes there (chi va là?)” che altro non è se il titolo originale del racconto da cui è tratto il film La Cosa. Inoltre il nome del personaggio della Dott.ssa Arlene Whitlock è preso dall’Albret Whitlock supervisore degli effetti visivi del film dell’82.
Il supervisore degli effetti speciali è accreditato come Monkey Overlord (Il signore delle scimmie).
Il comandante Braddock è interpretato da Pam Grier, attrice famosa per le sue pellicole blackploitation.
Per arricchire lo score musicale per la maggior parte gestito da Carpenter (che mentre girava si dice si ispirasse ascoltando i Metallica), lo stesso chiamò a sé Gli Anthrax, Steve Vai, Buckethead dei Guns n’ Roses, Robin Finck ed Elliot Easton dei The Cars.
Il ruolo di James “Desolation” William sarebbe dovuto andare a Jason Statham, attore d’azione ma agli inizi. Si preferì Ice Cube che al tempo andava molto di più. Statham comunque fu ingaggiato e in questo film dà il suo primo bacio cinematografico.
Il film fu girato interamente di notte.
Molte delle scene della miniera furono girate presso una miniera di gesso vicino ad Albuquerque (New Mexico): sì, la città in cui sarebbero finiti gli Isotopi di Springfield nella puntata dei Simpson con l’Homer Affamato che digiuna per la verità, ma lasciamo perdere… In ogni caso, poiché come tutti sanno il gesso è bianco, per dare un’atmosfera marziana, il minerale fu spruzzato con un colorante alimentare rosso.
Il ruolo andato a Natasha Henstridge doveva andare in realtà a Courtnney Love che però dovette rinunciare per un incidente (gli andarono sul piede con una macchina!).
Le riprese furono interrotte per 2 settimane a causa dell’esaurimento fisico della Henstridge che era al terzo film girato uno dietro l’altro.
Dopo questo film Carpenter ebbe un esaurimento nervosa e si allontanò da Hollywood. Tornò 9 anni dopo con The Ward (2010).