TRAMA

Un fantomatico killer che non lascia traccia e si crede l'angelo della morte ha gioco facile se alcune pornostar vagano nude per i boschi. Le massacra ma non le stupra perché è la vendetta che cerca. Ma chi potrà essere colui che si vuole vendicare così ferocemente? Capirai, ci sono solo due interpreti maschi e uno è il commissario...

 


FANTOM KILER
(titolo or.: Fantom Kiler - Polonia [UK] - 1998 - 83min - Colore)

di Roman Nowicki [Trevor Barley]

GENERE
EROTIC - HORROR - COMEDY
IN BREVE
Eros-sado-trashata weird da manuale e da dimenticare
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Iniziamo a fare un po' di storia e di chiarezza su questo film. Si dice che sia stato girato in Polonia: non è vero. E' stato girato nel Regno Unito, per la precisione a Stoke Newington (Londra) da un regista inglesissimo che si chiama Trevor Barley. Barley ha girato il film in DV (Digita Video) poi l'ha montato col PC, si è recato da un amico che fa l'operatore in una TV locale e si è fatto fare delle copie in VHS. Nelle scene della stazione potete vedere i volti dei suoi amici appesi al muro ed alcune scene girate in un ufficio ritraggono il suo vero ufficio. Il tipo con i baffi (sì, quello ridicolo) è il fratello di Barley e se siete così folli da comperare il DVD di Fantom Kiler 2 (c'è anche un due del 1999, e poi un tre rimontaggio dei due precedenti) potrete vedere anche il regista stesso in impermeabile e cappello. Allora cosa c'entra la Polonia? Qualcuno dice che Barley ha fatto passare il film come polacco per evitare guai con la censura ma io vi dico che lui ha una fidanzata polacca (oh, non sto scherzando!) e lui la va a trovare periodicamente. Là in Polonia ha girato alcuni esterni (macchine, stazione della polizia). La prima volta che la gente sentì parlare del film fu in un servizio giornalistico su una rivista che si chiama Sinerama diretta dal buon vecchio Trevor! Insomma, Barley noleggia delle pornoattrici polacche e no, le fa parlare nella loro lingua e poi le fa doppiare in polacco ed il gioco è fatto. Ecco come un filmetto da quattro soldi si fa una nomea più grande ed importante del film stesso. Perché quando si parla di Fantom Kiler si tratta di gag comiche merdose, scene noiosissime di donne siliconate che vagano nude per i boschi, dialoghi da Grande Fratello (vabbé...non così scarsi), locations miserrime e scene inverosimili ed insensate. Permettetemi di narravi una scena da antologia.

Una ragazza viene assunta alle pulizie alla stazione. Entra nell'ufficio del capo coi baffi finti. Salta fuori che lei ha dei glutei e delle cosce davvero sode. Il motivo è che fa ginnastica. La ragazza vuole insegnare al suo capo gli esercizi per rassodarsi. Ovviamente si deve spogliare nuda totalmente per fargli vedere tre cagatissime flessioni sulle gambe (il capo le fa e scoreggia...e già qui). Quindi inspiegabilemte lei si mette a parlare del mito di Re Artù e della spada nella roccia. La ragazza DEVE illustrare la storia con un esempio. Si mette a pecora sul tavolo, il capo unge un mestolo e glielo infila nel culo. Il gioco sta nel estrarre il mestolo da dove si trova entro 60 secondi mentre la donna contrae lo sfintere e tutti i sui tonicissimi muscoli trattenendo il mestolo ed il debolissimo uomo si sforza tirando dalla sua parte. Lui estrae, cade spossato dallo sforzo immane, lei si avvicina e gli dice - Oh, il mio Artù!

Pieno trash di bassa lega, quindi. Inutili e scontate le lamentele di qualcuno che vuole questo film come troppo violento e diretto a qualche serial killer in erba. Fantom Kiler è una cagata immane ed innocua che si può salvare dal disastro completo solo per qualche guizzo alla fotografia (bella l'immagine della ragazza morta nella palude all'inizio). Se voleva essere horror non ce la fa perché c'è troppo poco sangue, se voleva essere porno non può perché non si vede in pratica nulla, se vuole essere morboso non può a causa della piccineria delle trovate e della comicità alla Benny Hill (R.I.P.). Riesce ad essere weird, quello sì. Ma ho scritto pure troppo per un film del genere. Non saprei a chi consigliarlo, certo non alla famiglia del Mulino Bianco.