TRAMA

Film d'animazione ad episodi. Sei disegnatori presentano sei storie diverse che a loro modo interpretano il soggetto della paura.

 


FEAR(S) OF THE DARK
titolo or.: Peur(s) du noir - Francia - 2007 - 85' - b/n

di Blutch - Charles Burns - Marie Caillou - Pierre Di Sciullo - Lorenzo Mattotti - Richard McGuire

GENERE
ANIMATION - HORROR
IN BREVE
Collezione di pregevolissimi pezzi di animazione di stile e gusto differente. La Paura forse è l'ultima cosa ma le qualità tecniche ci sono tutte. Poi è una questione di gusto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "J'ai peur de l'homme. L'homme est parit-il à le loup pour l'homme mais le loup n'est pas un homme par le loup. Le loup ne bouffe pas le loup"*

Interessante ed esteticamente allettante prodotto d'animazione francese che riunisce un dotatissimo manipolo di disegnatori i quali illustrano a loro modo la Paura. Cinque novelle sono collegate dalla storia di un crudele aristocratico che scatena dei cani rabbiosi e ad ogni cane liberato viene introdotto un nuovo episodio, oltre a questa storia frammentata si aggiungano degli intermezzi che suonano forzatamente ricercati e che presentano figure geometriche accompagnate fuoricampo da una voce la quale, in un flusso di coscienza, dice cose sulla paura. Gli episodi non hanno un nome specifico quindi proviamo a darne uno. 1) Il Marchese. Di cui sopra. Il racconto, disegnato con tratteggi imprecisi ricorda per certi versi le opere di Doré. Al nobile sadico che lancia i propri mastini verso degli innocenti toccherà pari sorte in un contrappasso dantesco (vedi che Doré c'entrava!). 2) L'Insetto. Episodio assai pregevole. Eric è un bambino timido che cresce con la passione per gli insetti. Giunto all'università il giovane non ha ancora imparato a relazionarsi con scioltezza con gli altri, specialmente con le donne. In libreria incontra Laura e trova il coraggio di invitarla fuori. L'invito prosegue bene e la donna viene invitata da Eric a fermarsi da lui per la notte. Istallatasi in casa, Laura inizia a diventare estremamente controllante. Il pensiero va subito a La Metamorfosi di Kafka, con una più che discreta capacità di descrivere la solitudine dell'individuo e il passaggio repentino dalla solitudine ad una relazione disturbante. Il disegno è pulito e le linee sono nette, l'impressione è accresciuta nel passaggio dallo stile precedente de Il Marchese. L'Insetto è l'episodio che funziona meglio a livello filmico, mentre ovviamente non si ha nulla da dire rispetto alla qualità artistica delle successive animazione, lo stile del tratteggio dopotutto è una questione di gusto soggettivo. 3) Sumako. La piccola Sumako Ayauma va in una nuova scuola ma viene trattata male dai compagni poiché vive vicino al luogo dov'è stato ucciso il famoso samurai Hajime. Tornando a casa Sumako avrà a che fare con diversi fantasmi per poi risvegliarsi all'ospedale. Il riferimento è chiaramente l'anime giapponese anche se lo stile del disegno è più simile al vettoriale digitale. L'episodio non ha molta struttura e il finale è un po' un anticlimax. Non il mio preferito, comunque ben fatto, come tutti del resto. 4) La Caccia. Un ragazzino e il suo amico discutono sulla causa della sparizione di persone e animali nel loro villaggio, però poi anche l'amico sparisce. Gli abitanti ingaggiano un famoso cacciatore affinché trovi ed elimini la bestia. Storia con mostro la cui tecnica realizzativa permette un pregevole gioco di ombre. Il risultato finale è di tipo impressionistico con stilizzazioni che si notano soprattutto quando il cacciatore si scontra con l'animale. Molta atmosfera. 5) Il Buio. L'episodio che ho apprezzato di più. Un uomo, per evitare la tormenta, si rifugia in una grossa casa che visita a lume di candela ma la casa forse è stregata. La storia è semplice e non così avvincente ma, fra gli episodi che mirano ad analizzare e rappresentare la paura, Il Buio (o così lo chiamo io) è l'episodio che trasmette meglio la sensazione pubblicizzata dal titolo del film. Si tratta di un cartone a solide zone di ampio bianco o nero, che tratteggiano con semplie efficacia gli spazi, l'uomo e le azioni che compie. Ottimi gli effetti sonori che accompagnano l'episodio e che insieme ai disegni letteralmente spiegano cosa accade. D'altronde è anche l'unico episodio che fa un po' paura. Fear(s) of the Dark è più una piccola collezione di lavori realizzati da bravissimi disegnatori che un film horror o un portmanteau horror e piacerà più a coloro che amano l'animazione e l'arte grafica piuttosto che agli appassionati di horror in senso stretto. Si tratta tuttavia di un lungometraggio diverso dal solito e di indiscutibile bravura tecnica che potrebbe fare la gioia, almeno per 85 minuti, di coloro che amano sperimentare un cinema diverso dal solito.

* Trad: "Io ho paura dell'uomo. L'uomo è simile al lupo per l'uomo ma il lupo non è un uomo per il lupo. Il lupo non sbrana il lupo"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Eric, il protagonista del secondo episodio, è doppiato da Guillaume Depardieu, figlio del famoso Gérard. Si tratta di uno degli ultimi lavori del giovane Guillaume che è morto il 13 ottobre 2008 per una polmonite a soli 37 anni dopo una vita non semplice.

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