TRAMA

A tarda notte, al Beer Trap, il Barista (Clu Gulager) serve da bere ad una clientela di sbandati e trafficoni, fra i quali Bozo (Balthazar Getty), la cameriera Tuffy (Kristina Allen) e il Motivatore (Henry Rollins). La solita routine viene rotta dall'entrata nel locale di un uomo che porta con sé la testa di un essere mostruoso. Le creature raggiungono il bar e tutti quelli all'interno si trovano a combattere contro una minaccia tanto inaspettata quanto bizzarra.


FEAST
(titolo or.: Feast - USA - 2006 - 95min - Colore)

di John Gulager

GENERE
HORROR - COMEDY - THRILLER
IN BREVE
Irriverente e derivativo splatterstick buono per quello che vale
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "I think we're gonna be okay, guys. Yeah, I think we're gonna be alright. You know, this is just some leaky barrel, radiation, toxic dump waste, enviro-crap, freak-beast accident that crawled out of the sewer, man. That's all this is"*

Spudoratamente derivativo, palesemente ispirato a pellicole quali Splatters - gli schizzacervelli (1992), La Casa (1981), La notte dei morti viventi (1968) e Dal tramonto all'alba (1995), questo Feast è un vero banchetto di sangue che ha una ragione di essere solo per l'appassionato di splatter. La storia è semplice e tutti coloro che hanno un po' di dimestichezza con il cinema horror potranno ritrovare molte cose viste altrove. Da un punto di vista strettamente legato al genere, Feast è un prodotto low-budget onesto che non promette null'altro che splatter e qualche situazione comica, e questo mantiene. Già a partire dall'inizio si comprende di essere di fronte a un film che non si prende troppo sul serio: i personaggi, che non hanno nome, vengono presentati con un fermo immagine e con una breve scheda che ne illustra, in modo irriverente, le caratteristiche salienti. Tutto il resto sono scene horror fracassone e comicità grossolana ma divertente, basti pensare a quando il pene e i testicoli di uno dei mostri rimane chiuso nella porta (quarta immagine a sx). Quindi Feast è un horror slapstick, o splatterstick, e Gulager sembra abbastanza portato per il genere nonostante il film rappresenti il suo primo lavoro come regista. Ovviamente la pellicola ha anche i suoi punti deboli: i dialoghi sono (volontariamente) banali o stupidi, le luci sono troppo basse e l'utilizzo della mdp da parte del regista nelle scene in cui sono presenti i mostri o il sangue è troppo scattoso. Appare ovvio che questi ultimi due elementi rientrino in quelle tecniche mirate a nascondere o coprire difetti di location e di SFX e contemporaneamente ad aumentare l'energia della pellicola e la tensione nel pubblico. Da segnalare la presenza di Henry Rollins, leggenda punk (frontman dei Black Flag), che veste i panni del Motivatore e finirà ad affrontare i mostri con una tutina rosa. In definitiva, Feast è uno splatter, tenuto insieme da personaggi bidimensionali e da dialoghi da cliché ma può anche essere un horror piacevole da vedere, dipende quanto voi siete disposti a scendere a compromessi con un film. Comunque non è un prodotto trash, è semplicemente uno di quei film per i quali, se per caso vi siete alzati per rispondere al telefono perdendovene un pezzo, non vi siete persi nulla. Non fatevi irretire dalle recensioni troppo positive o troppo negative che si trovano in giro rispetto a questo film: le prime si basano troppo sul fattore sangue e le seconde pure, dimenticandosi che non esiste solo il cinema d'orrore colto.

Seguito da Feast II: Sloppy Seconds (2008) e da Feast 3: The Happy Finish (2009).

* trad: "Penso che ci andrà bene, ragazzi. Sì, penso che andrà bene. Dai lo sapete, questo è solo uno schifo di animale strisciato fuori dalla fogna nato da un incidente con qualche barile che perde, roba di radiazioni, rifiuti tossici, stronzate ambientali. Ecco cos'è"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 3.200.000 dollari, ed è stato girato al Lone Star Studios, Sylmar (Los Angeles).

Clu Gulager, l'attore nei panni del barista, è il padre del regista. Diane Goldner, che nel film veste i panni della dura Harley Mama, è la moglie del regista.

Il film è stato realizzato come parte del "Project Greenlight 3", trasmissione patrocinata, fra gli altri, da Matt Damon, Ben Affleck e Wes Craven.

Il regista avrebbe voluto nella parte dei fratelli i due suoi amici Vincent Gallo e Sage Stallone, ma la produzione non gliel'hanno permesso.

Lo script originale prevedeva molti più momenti comici ma i produttori, per non far lievitare i costi, hanno imposto dei tagli.

Nel film i personaggi non hanno nome. Si sa solo che il bambino si chiama Cody. Durante lo svolgimento, comunque, "Bozo", parlando con la vecchia beona, le dice "Not now, Flo" (Non adesso, Flo); è l'unico momento in cui un altro personaggio del film, a parte Cody, viene chiamato con il suo nome.

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